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Posts Tagged ‘Genitori’

La Tana(tologia)

Luigi Renna

Mio padre apprezzava molto l’ironia, soprattutto quella si tramanda, per cui il titolo di quest’articolo sono certo che non l’avrebbe trovato per nulla irriverente, persino a tre sole settimane dalla sua scomparsa. Oltretutto non fa riferimento a lui direttamente, si riferisce piuttosto ad un clima contingente generale, e soprattutto allo stato d’abbandono di questa tana: polvere dappertutto e rovi che ne ostruiscono l’ingresso. E una vita che non mi soffermavo da queste parti. Se ci sono tornato è proprio per lui, per mio padre, per adornare le pareti con questa sua foto: aveva più o meno l’età che ho io in questo momento.
In questo luogo, per quel che ha rappresentato per me, e rappresenta ancora, non poteva mancare un suo ricordo, sebbene tempo fa gli abbia già dedicato un articolo con tanto di immagini: “Babbo!!! Ma perché non ti sei dato al cinema?” – a parer mio ne aveva tutti i requisiti.
Tra me e lui, più in generale tra lui e i figli, non si è mai instaurato un legame affettivo solidissimo, profondamente intimo, confidenziale. Si è trattato, più che altro, di un rapporto caratterizzato da reciproca stima e ammirazione, da (quasi) reciproco rispetto e da unilaterale timore, svanito nell’ultimo periodo. Nonostante ciò, io c’ho sempre tenuto a fargli sapere ciò che mi accadeva – senza rivolgermi a lui direttamente. Nel raccontare molti avvenimenti significativi della mia esistenza, quelli che sicuramente non l’avrebbero irritato, a mamma o a chiunque altro, ho sempre fatto in modo che fosse presente, e che stesse ad ascoltare. Non so cosa significhi questo, probabilmente qualcosa di anomalo, ma anche di positivo. Spero che ne abbia tratto godimento, da acuto osservato quale era.
A questo punto, come è prassi in circostanze simili (commemorative) dovrei soffermarmi ad elencare pregi e difetti di un uomo che, nel bene o nel male, ha lasciato, in modo inconfutabile, un ricordo estremamente positivo in moltissime persone. Beh! Forse un giorno lo farò. Adesso, il senso che voglio dare a questo post è un altro. Io intendo rivolgermi essenzialmente a tutti coloro i quali – soprattutto giovani -, per partito preso, per spirito di ribellione, per anticonformismo, per scarsissima o eccessiva sensibilità, per risentimento, per incapacità di contestualizzare, o per qualunque altra ragione, tendono a muovere critiche nei confronti dei propri genitori in modo poco responsabile e per nulla imparziale, sconfinando nel pregiudizio. Operando scelte e ad assumendo, intenzionalmente, comportamenti diametralmente opposti ai loro. E quando a marcare le differenze, a sostenere la parte, si è assecondati da una natura che ben si adatta al ruolo, il rischio di un allontanamento irreversibile, è davvero molto alto, come alto è il rischio che di un’indole gracile e malferma nessuno se ne prenda cura: in balia della sorte. E a poco più servire la vana illusione di sapersi autogestire in totale autonomia, di saper dare ascolto, in qualunque momento o circostanza, al proprio cuore e alla propria coscienza, in modo umile ed obiettivo e di rimettersi, se necessario, anche in totale discussione, puntando persino a sovvertire radicalmente il proprio carattere, i propri atteggiamenti, il proprio modo di porsi: non v’è nulla di più difficile da realizzare – questo vale un po’ per qualunque genere di rapporto. Qui si entra nel pernicioso mondo delle abitudini, quelle peggiori, quelle che si cementano, che si stratificano, che ergono muri invalicabili: veri e propri vizi.
Concludo con un saluto a Luigi Renna, un autentico guerriero, un personaggio, col grande rammarico di avergli dedicato, forse, troppe poche attenzioni, e soprattutto di non essere stato in grado neanche minimamente, con tutta l’intelligenza che mi riconoscono, di emulare il suo più grande pregio, del quale l’ho sempre ritenuto la persona più dotata in assoluto: non avere peli sulla lingua!
Ciao!! Papà, torno a riassettare questi cunicoli, a dargli un po’ di brillantezza. Da quando siete andati via tu e Maria Teresa, questa tana mi sembra un mortorio … oops! Perdonatemi! Il fatto e che all’ironia proprio non ce la faccio a rinunciare … con tutto l‘impegno.

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Moccioso_1

“ I padri e le madri sono tipi strani: anche se il figlio è il più orribile moccioso che si possa immaginare, sono convinti che si tratti di un bambino stupendo. Niente di male: il mondo è fatto così. Ma quando dei genitori cominciano a spiegarci che il loro orrendo pargolo è un autentico genio, viene proprio da urlare: « Presto, una bacinella! Ho una nausea tremenda! ». ”
Roald Dahl, “Matilde”

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Le ragazze di oggi

Paola

Le ragazze di oggi costringono i genitori a tenere il conto di quante feste di 18 anni mancano alla fine dell’anno (Quella di stanotte era la -10).

Le ragazze di oggi se devono presentarsi ad una festa che inizia alle 9 di sera, iniziano i preparativi alle 3 del pomeriggio (Dopo pranzo ho portato il caffè a loro direttamente in bagno).

Le ragazze di oggi usano le borse solo per portare in giro: iPod, iPhone, iPad, Smatphone, Tablet, netbook. A 15 anni sono più veloci degli stenografi del parlamento. Inviano dati a manetta: SMS, MMS, Internet (e nonostante questo, sono costantemente irraggiungibili.

Le ragazze di oggi  non usano le gonne ma le fasce copri mutande, le stesse che usava mia sorella da piccola per tenere i capelli legati (Ho visto alcune di loro far cadere, non so se intenzionalmente o meno, una banconota a terra e poi raccoglierla: si aprono scenari raccapriccianti. Le mie figlie queste cose non le fanno. Vanno in giro sempre senza una lira.)

Le ragazze di oggi quando mettono le scarpe con “un po’ di tacco” (più propriamente: trampoli. Che sembra di essere al carnevale di Venezia o alle Ramblas di Barcellona) perdono la capacità motoria autonoma. Per spostarsi sono costrette a mantenersi una con l’altra. Deambulano, come la scena finale de “La notte dei morti viventi”, in gruppi di minimo tre/quattro unità.  In qualunque stagione dell’anno, sembra che percorrano le mulattiere Himalayane, perennemente ricoperte da lastre di ghiaccio (Porto sempre con me in macchina un sacchetto di sale da neve, per creare un po’ di attrito a terra quando escono dai locali, specialmente se hanno tracannato qualche Tennent’s).

La ragazze di oggi capiscono molto della vita (cazzo! se capiscono …)

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Un fatto assolutamente vero:
E’ notte, all’uscita dalla discoteca; Claudia, Paola (le mie figlie), Antonia e Assunta :

“ Porca troia!! Ma avete visto che ora è? E’ l’una e mezza“

PAOLA: – Scusa Papà ma non trovavamo il cappotto di Antonia –

“ Ma vaff … Secondo voi vostra madre si beve ‘sta stronzata? “

CLAUDIA: – E allora che ci inventiamo? –

“ Una scusa più credibile …. OK!! Ho trovato. Diciamo che l’orologio della discoteca era indietro di due ore. Era tarato sul fuso orario delle Isole Azzorre “

Dopo un po’ in auto:

“ Allora vi siete divertite? Qualcuna s’è infrattata? –

ASSUNTA: – Tommy! (che sarei io), Paola si è baciata con un ragazzo –

“ Complimenti!! Almeno lo conoscevi? ”

PAOLA: – Eccerto!! Va a scuola con la sorella di una mia compagna –

“ Ah! Mbè! , se va a scuola con la sorella di una tua compagna è una garanzia assoluta “

PAOLA: – Assunta!! Tu i cazzi tuoi … niente, eh? Comunque pure Claudia si è baciata con uno –

“ Minchia!!! ”

CLAUDIA: – Come cazzo hai fatto a vedermi se stavo nascosta? –

“ Brava Claudia! Sono fiero della tua discrezione, Comunque mi fate vedere un po’ il biglietto …. Ecco! come immaginavo … Antonia!! Tu che sei un po’ più evoluta di questa banda di bipedi di bassa corte, non glielo potevi spiegare che “consumazione inclusa” significa un’altra cosa? “

ASSUNTA: – Veramente pure Antonia si è baciata con uno –

“ Apppperò!! “

ANTONIA: – Ti prego Tommy (… sempre io), tu lo conosci bene mio padre, è un po’ all’antica –

“ Tuo padre ? Non so chi sia …. Comunque tu Assunta, devo dedurre che sei stata l’unica che è rimasta tranquilla al suo posto …. non un bacetto , un abbraccio, un po’ di solletico, una palpatina, un pizzico sul culo “

ASSUNTA: – Niente di tutto questo –

“ Quindi hai solo ballato “

ASSUNTA: – Assolutamente si! –

“ Bene! Mi dispiace per te ma avviserò i tuoi genitori. Non mi va che la gente sprechi i soldi in questo modo”

La libertà cominci a dall’ironia (Victor Hugo)

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Se a volte replicassi con un dubbio ai miei sospiri, sorreggerei l’ariete con fermezza. (HW)

« Samantha! Chi ti ha inviato questo strano messaggio? »
– Mamma! Oltre ad ascoltare le telefonate adesso mi leggi pure gli SMS? Ma non avevi detto che con questi aggeggi non ci capivi niente? E che cazzo! –
« Che hai detto? Ma sei impazzita? Così ti rivolgi a tua madre? Io alla tua età di cazzo non me ne sono fatto mai scappare uno »
– E papà era contento? Meno male che non ci ascolta nessuno –
« Perché? Guarda che tuo padre è stato sempre orgoglioso di me, per i miei modi fini ed educati »
– Lascia stare mamma. Papà è stato sempre orgoglioso di te per altri motivi. Non pensava ad altro che mostrare la sua bambola, a suscitare l’invidia degli stolti, comunque questa storia delle intercettazioni deve finire. Mi dispiace usare questo tono, ma questo tuo modo di interferire nella mia vita privata ed in quella di Deborah, nonostante abbia solo 13 anni, è assolutamente inaccettabile, oltre che ingiustificato.
Cosa speri di ottenere ascoltando le nostre conversazioni? Così facendo non fai altro che dimostrarci mancanza di fiducia, oltre che complicare i rapporti.
Io comprendo quali possano essere i tuoi intenti ma al tempo stesso ritengo che tutto ciò che noi già ti riferiamo sia più che sufficiente a darti un’idea di quali siano le nostre condotte.
Quei piccoli ed intimi segreti che condividiamo solo con poche persone sono altro che nostre legittime necessità; oltre che diritti –
« Anche un genitore ha i suoi diritti »
– Che non calpestino quelli dei figli –
« Brava! Chissà se avresti risposto così anche a tuo padre. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa lui di tutta questa storia »
– Questo non mi preoccupa. Innanzitutto sul mio atteggiamento non ci vedo nulla di immorale e poi, cara mamma, ricorda sempre cosa ci ripete spesso:
“Una persona di valore nasconde sempre dei piccoli segreti. Troppe spiegazioni non vanno ne rese ne pretese”.
Papà ha un grande pregio che compensa tanti suoi difetti: è coerente. Non si contraddirà certo con sua figlia –
« Samantha, di questa cosa ne parliamo un’altra volta, adesso voglio sapere chi ti scrive queste frasi compromettenti, specialmente per la figlia di un sindaco »
– La figlia del sindaco? Ma chi se ne frega! E poi non credo si rischi la reputazione per queste cose –
« Perché no? Pensa se una frase simile la leggesse Paolo »
– Paolo sa tutto…o quasi. Diciamo che sa che ho uno scambio di e-mail con una persona –
« Maledetto computer, adesso ti sei trovata anche l’amico su internet, uno di questi maniaci informati. Da quanto tempo va avanti questa storia? »
– Innanzitutto non l’ho conosciuto in rete, e poi chiariamo una cosa, a proposito di internet: vorrei che non lo demonizzassi come fai ogni momento. Internet è uno strumento straordinario, assolutamente insostituibile.
In quale altro modo avrei potuto raccogliere dati, informazioni, notizie, sentire musica, vedere video in un modo così immediato e variegato? Certo, internet vuol dire anche blogging, MSN, Facebook: i tuoi demoni, però sappi che questi mezzi, usati con criterio e parsimonia, sono assolutamente formativi, aprono la mente, stimolano l’immaginazione, la creatività, ma soprattutto: aiutano a socializzare.
Tornando al mio amico. Era presente in chiesa al concerto dell’epifania. Ti ricordi il Gloria? E’ rimasto impressionato dalla mia voce. Lui ha la passione per la musica classica, e dice che quando mi ha sentito interpretare il Domine Deus è rimasto totalmente rapito, incantato. Secondo lui è stata un’entità sovrannaturale a guidare la mano di Vivaldi, di Hendel e di tanti altri. Così lui la interpreta la spiritualità.
La presenza di Dio è nella natura delle cose, nell’arte duratura, in certa musica, nei pensieri di San’Agostino e tant’altro. Nell’ispirazione degli eletti va cercata soprattutto l’essenza del Creatore. Io quella sera sono stata una lettrice; il mezzo.
Da quel giorno ha cominciato a mandarmi messaggi di ogni genere, ai quali ho sempre risposto con piacere. I più originali me li scrive sui muri o dove capita –
« Cooosaa!! Sui muri? Ma non sarà mica…Oh Cazzo! HW è quel pazzo »
– E vai! Finalmente te ne uscito uno, e pure con la rima. Comunque hai indovinato, si tratta proprio di Hungry Wolf –
« Mamma mia! Mi sento male. Tu sei impazzita…con quel folle »
– Ma quale folle, è solo una persona un po’ eccentrica, particolare –
« Come fai ad esserne certa. Lo conosci personalmente? Come si chiama? »
– Il nome non me l’ha svelato, so solo che abita in paese ed ha una decina di anni più di me –
« Ah! Su questo ci avrei scommesso, non è certo un adolescente »
– Se vuoi sapere con esattezza quanti anni ha glielo posso chiedere –
« Come è possibile che tu non conosca la sua età? Non ti è mai venuta la curiosità? »
– No! Per me conta poco, dal momento che si tratta solo un amico. Per me gli amici non hanno età –
« Un amico? Una persona del quale non conosci il nome, l’età, che vita conduce, lo chiami amico? –
« Si, ed anche particolare »
– Che significa particolare; che intendi? Non mi vorrai mica dire che avete un rapporto intimo e confidenziale? –
« Mamma, non ti allarmare, anche se la vicenda ti sembra strana, non vederla come una cosa impegnativa, almeno per me. Io non ho nessuna intenzione di andare aldilà di un semplice rapporto d’amicizia, e lui lo sa benissimo; sono stata chiara su questo punto. Fino ad ora abbiamo scambiato semplici opinioni, sensazioni…emozioni. Abbiamo parlato del senso della vita, dei nostri interessi, dei nostri progetti. »
– Samantha, queste cose sono pericolose, non puoi prevedere come vanno a finire. Anche se per te al momento non c’è niente, per lui è diverso. La frase che ti ha scritto, ad esempio, mi sembra una vera e propria dichiarazione, oltre che una richiesta, per cui è meglio che interrompi subito questa storia, prima che sia troppo tardi. Ricordati che quando una persona prende una sbandata non si rassegna tanto facilmente davanti ad un rifiuto. Può diventare assillante; io queste cose le so. Sapessi quante volte dei semplici amici mi hanno invitato a fare una passeggiata, a prendere una sciocchezzuola, e poi mi sono arrivate le proposte più indecenti, se non addirittura le palpatine –
« Su questo hai ragione, però ti ripeto, io non sono coinvolta sentimentalmente, almeno non nel senso comune. Credo sia opportuno che ti faccia leggere una sua lettera, così capisci meglio come stanno le cose. Questa è l’ultima, mi è arrivata proprio ieri »

Carissima Samantha,

perdonami se ieri sono stato un po’ laconico, in risposta al tuo rifiuto ad uscire da soli. Io avevo solo l’intenzione di presentarmi, di farti sapere tutto di me, di svelare il mistero. Probabilmente a te sta bene così, piuttosto che correre il rischio di rimanere delusa, preferisci che sia la tua immaginazione a tracciare il mio profilo, almeno fino a quando tu non sia motivata (spero che presto succeda) da altri intenti che non siano “semplici” scambi di essenze.
Per il momento non insisto più di tanto, ma soprattutto: non ti biasimo. Se a volte assumo atteggiamenti apparentemente risentiti è per una ragione molto semplice.
Mia adorata, come forse hai già intuito, relativamente al nostro rapporto, credo di essermi calato in una dimensione virtuale, una favola incantata che è solo frutto della mia immaginazione e di questo incontenibile sentimento che avverto nei tuoi confronti, diciamolo pure: di questa attrazione irrefrenabile.
Ciò detto, come in tutte le favole, purtroppo, il ritorto alla realtà è un rischio sempre presente, può bastare un niente perché sia sopraffatto dal disincanto per poi riprendere a sognare, quando l’istinto di conservazione non mi lascia intravedere alcun altro motivo di interesse e di profonda gioia.
Ieri, ad esempio, analizzando con distacco certe mie dichiarazioni, ho realizzato, con tutto ciò che ne consegue, quanto sia illusoria la mia situazione, quando siano assurdi certi miei atteggiamenti, certe mie pretese.
Che senso ha profondere unilateralmente un sentimento forte senza ottenere in cambio nient’altro che attestati di stima e amichevoli inclinazioni? E poi, semmai dovessimo incontrarci, che piacere potrei mai trarre, oggettivamente, da certe mie affettuosità se non ricambiate? A queste cose, purtroppo, spesso ci penso, ma al tempo stesso non posso fare a meno di constatare, qualunque strada prenda il nostro rapporto, la fortuna che mi è capitata nell’instaurare con una persona matura saggia e profonda come te questo meraviglioso rapporto d’amicizia. Costi quel che costi, farò in modo che questa immensa preziosissima ricchezza non venga sciupata da un interesse limitato.
Ciò che separa noi, in questo preciso istante, da quello che saremo tra cent’anni è solo il bene effimero di una passione.
Tuo HW –

« E tu che hai risposto? »
– Quel bene effimero è la vita…o forse no –
« Samantha non so che dirti. L’unica cosa certa è che da domani eviterò certi mezzi però tu devi comprendere la mia posizione. Se cerco di controllarti è solo per metterti sugli attenti »
– Mettermi sugli attenti? Hai visto Ufficiale gentiluomo ieri sera? Forse volevi dire: mettermi sull’avviso, in guardia, sul chi va là –
« Vabbè, quello che è. Volevo solo raccomandarti di stare attenta perché tra il dire e il fare c’è di mezzo mare, anzi: un oceano intero »
– Starò attenta mamma, però al momento non me la sento d’interrompere questo rapporto, non ne vedo il motivo. Non entra in competizione con quello tra me e Paolo. Ogni legame è una cosa a sé stante. Non so come spiegartelo, mamma, ma questa storia mi fa sentire importante, mi completa, mi stimola. E’ come un riconoscimento. Me la sono guadagnata e me la tengo stretta.

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