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Posts Tagged ‘Sogno’

pensare

Pensando a momenti straordinari che ho immaginato di vivere, a “contropartite considerevoli”, mi chiedo a volte, lucidamente: come ho potuto credere di riuscire a realizzare quel sogno? Come ho potuto sottovalutare tutte le difficoltà e gli insormontabili ostacoli che si frapponevano (e si frappongono tuttora) tra me e quel mirabile traguardo? Quanto e come incide nella definizione di un riscatto, la passione, il desiderio sessuale? Cosa ha a che fare tutto questo con una sana speranza, con la legittima ambizione? E l’egoismo? E’ sempre dietro l’angolo? E’ sempre da combattere?
E’ questo il mio tormento, la mia cronica follia: un continuo andirivieni tra miraggi e tristi risvegli. Ed il tempo, ahimè, non m’ha guarito. Io volo ancora, per brevi esplorazioni: ho il sonno più leggero e consapevole. Capita a volte, addirittura, che l’immaginazione preceda di un nulla il raziocinio, quasi a sfiorarlo.
Il giorno in cui la ragione presiederà la mente, e chiuderà le porte alle utopie, o a semplici illusioni, allora forse si, sarò maturo, serenamente equilibrato, oppure tragicamente rassegnato?

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uomo che pensa

Venti poesie: il mio testamento.
Venti lampi nel buio.
Una al tramonto.
Tre alle muse.
Una a Caroline e l’altra ad Hester,                   
le figlie del droghiere,
che hanno allietato i sogni da ragazzo.
Una a mia mamma: la fabbrica dei mostri.      
Due alle figlie: rugiada di forsizie.
Una a mia moglie,                                      
che tese la rete al mio trapezio
voltandomi lo sguardo.
Tre ai maestri, uno a stagione.
Una a zia Isabel, morta illibata.                      
Uno al mio Husky, morto investito.                           
Una a Denise, venere acerba,                          
che impavido tremante
mi accolse nel suo ventre.
Quattro agli oppressi,                                     
agli esuli, agli schiavi,
ai popoli in rivolta.
Una al buon Dio,                                            
che presto offenderò senza timore
restituendogli la vita.
E l’ultima a una stella.                                   
Il bene più fuggente e duraturo:
quel Sogno che si sfiora
e non si appaga
(l’epigrafe).

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L’angelo ribelle

Basta il lieve movimento di una mano,
per placare una voglia licenziosa,
di quelle che ti offuscano la mente.
Cosicché un desiderio in solitario
si trasforma in una turpe tentazione.
Ma è soltanto un surrogato.
E vorresti trascurare quel richiamo,
ma non puoi.
Ed allora t’abbandoni,
con un lento andirivieni cadenzato,
mentre un’ombra detta il ritmo,
ora incalza …
i ventricoli in affanno …
è il segnale …
sei nel gorgo …
è il collasso …
la quiete immaginaria.
Mentre l’angelo ribelle è ancora lì,
nudo, etereo,
che ti ammicca.
Ed il senso d’impotenza ti devasta.
Ed ancora più tremende son le pene
che vorresti che la vita t’infliggesse,
per l’inganno che hai accettato incautamente,
senza alcuna costrizione.

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Attimi

Appaga più del sogno
un attimo rapito.
Cogli il frutto
danza col mondo
salta nei cenci
e poi cogli
poi danza
poi salta.
Libera il pianto.
Bacia la terra
l’azzurro
la vita.
Cogli l’amore
rendi l’amore.
Se fossi
se avessi
… non conta.
Sei ora
sei qui
sei tutto.
Presente
e futuro.
Attimi
ed attimi
… fino a sera.

 

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