Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Malattia’

disabili

Ho visto disabili affrontare il quotidiano con forza e ottimismo.
Ho visto malati cronici mostrare fede e speranza.
Ho visto poveri offrire conforto e assistenza.
Ho visto vittime di abusi riacquistare fiducia nel prossimo.
Ho visto immigrati senza patria, senza famiglia, senza istruzione, senza aspettative, donare sorrisi sinceri.
E ho visto persone normali, sensibili e intelligenti, con un lavoro dignitoso, in piena salute, cercare invano una maledettissima ragione per mostrare gratitudine verso la vita.

Annunci

Read Full Post »

hardwired_image

Incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore pezzi e sei così disperato che non ti riesce di aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare.

Oriana Fallaci

Read Full Post »

Sapete qual’è la cosa che gli italiani desiderano più di ogni altra? Godere di buona salute (grazie al c…).
Secondo un sondaggio di Donna Moderna, il fatto di stare bene per gli italiani conta più di qualunque cosa, anche più del matrimonio e dell’amore. Mah! Che conti più dell’amore, non ne sono tanto convinto. L’ideale sarebbe la coesistenza.
Passano gli anni, quindi, le ideologie, le mode, ma la vecchia convinzione secondo la quale la salute viene prima di tutto, resta sempre valida.
Molti filosofi e uomini di pensiero considerano la buona salute la condizione essenziale per il raggiungimento della felicità: il suo segreto.
Ecco cosa dice Schopenhauer in proposito: “Salute, giovinezza e libertà, questi tre sommi beni della vita, non li riconosciamo per tali fino a che li possediamo: li apprezziamo perduti. Similmente non ci accorgiamo d’aver vissuti giorni felici se non allora che ad essi ne siano susseguiti altri di dolore”. Un pensiero ineccepibile.
Io adoro Schopenhauer, quel grandissimo burlone. Sappiate che un suo pensiero, un autentico inno alla gioia, è diventato il mio manifesto: “La sola felicità è quella di non nascere”.
Tornando alla salute, Edward Bach, scopritore di molti vaccini e dei famosi fiori omonimi, ricercatore insieme a Samuel Hahnemann dei principi omeopatici, vide una relazione basilare tra felicità e guarigione. Egli sosteneva infatti che l’unico modo per essere felici, unitamente al rincorrere la propria missione qui sulla terra, è di seguire quello che la nostra anima ci trasmette soprattutto attraverso il corpo. Per questo disse: “Non vi è guarigione senza la pace dell’anima e la gioia interiore (…) Cura l’uomo e non la malattia”.
Chiudo questo breve excursus dichiarando che: ove mai un piccolo acciacco dovesse colpe me, ma soprattutto voi, cari lettori, e qualcuno, ahimè!, sta già pagando tantissimo, ci consoli questo ottimistico rimedio di quel gran simpaticone di Epicuro: “Il male e il dolore corporei sono di breve durata, o al limite, sono facilmente sopportabili, se poi sono riferiti all’anima, per liberarsene è sufficiente rintracciarne la genesi fallace: gli errori della mente e le false opinioni”: un’impresa banalissima.

Read Full Post »

Chi se la sente di contraddirlo?

“Per quanto ci si adoperi a sopprimere la sofferenza, non si potrà ottenere nulla di meglio che di farle mutare aspetto. Essa comincia a manifestarsi sotto forma di bisogno, di necessità, di angoscioso desiderio, di quanto è indispensabile alla vita materiale. Se, a costo di sforzi penosi, si riesca ad allontanare il dolore da questo lato, eccolo che si trasforma, ed assume mille diverse figure a seconda dell’età e delle circostanze: ora è l’istinto sessuale, ora è la passione amorosa, o la gelosia, l’invidia, l’odio, l’ambizione, la paura, l’avarizia, le malattie, e chi più ne ha più ne metta. Se poi non trova proprio altra via aperta, prenderà il greve e tetro mantello della noia e della sazietà, per debellare le quali occorrerà fucinar nuove armi. E quando pure si riesca, non senza lotta, a vincere, il dolore ritornerà alle sue metamorfosi antiche, e la musica riprenderà su egual tono.
(Arthur Schopenhauer)”

La questione, a parer mio, è tutta lì in quel passaggio: “… di quanto è indispensabile alla vita materiale.”

Read Full Post »