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Posts Tagged ‘Anima’

Ben detto! Zio Lev

Abbattimento

Per vivere con onore bisogna struggersi,
turbarsi, battersi, sbagliare,
ricominciare da capo e buttar via tutto,
e di nuovo ricominciare a lottare
e perdere eternamente.
La calma è una vigliaccheria dell’anima.
(Lev Tolstoj)

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berlusconi e francesca

(foto di repertorio: “Berlusconi e gli animali”)

Egregio direttore Ezio Mauro, ultimamente lei ha espresso un’opinione in merito al tentativo di Berlusconi di attirare il voto degli italiani animalisti. In sintesi ha detto che le simpatie degli animalisti non si acquistano al mercato, in blocco. Per entrare nelle loro grazie (una percentuale stimata intorno al 7% dell’elettorato), bisogna avere un passato alle spalle, una storia. Bisogna essersi prodigati, aver dimostrato concretamente il proprio impegno e la propria sensibilità verso certe tematiche.
Bene!! Caro direttore, purtroppo devo constatare con rammarico, quanto le sue parole avvalorino una tesi largamente diffusa, su una grave pecca degli italiani, e cioè che abbiano la memoria corta. Ma lei si rende conto, nell’arco dell’itera carriera imprenditoriale e politica di Berlusconi, quant’assistenza e quanto supporto, di qualunque natura, ha offerto a zoccole, cagne, maiale e pitonesse?

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onde01

Sale l’onda infondo all’anima

con un vortice impietoso

di quelli che inabissano i ricordi.

Rimpianti e beatitudini.

Il cuore è in una morsa.

Monta l’oblio.

Il buio s’impossessa della mente.

Non so se i sentimenti siano rocce,

né quanto sopravviva una speranza.

Avrei voluto un’onda protettrice

di quelle che inabissano i tormenti.

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donne_in_gabbia

No, nessuno comprende gli altri, checché si pensi, checché si dica, checché si tenti. La terra sa forse che cosa avviene nelle stelle gettate lassù? Ebbene, non maggiormente l’uomo sa quello che avviene in un altro uomo. Noi siamo lontani uno dall’altro più di quegli astri, siamo soprattutto isolati, perché il pensiero è insondabile. Conosci qualcosa di più spaventoso di questo sfiorare un essere che non possiamo penetrare? Ci amiamo l’un l’altro come se, incatenati vicinissimi, tendessimo le braccia senza riuscire a congiungerci. Ci travaglia un torturante bisogno d’unione, ma tutti i nostri sforzi rimangono sterili, i nostri abbandoni inutili, le nostre confidenze infruttuose, i nostri amplessi impotenti, le nostre carezze vane. Quando vogliamo compenetrarci, gli slanci dell’uno verso l’altro non fanno che urtarci l’uno contro l’altro. E io ho un bel volere donarmi interamente, aprire tutte le porte della mia anima: ma non riesco ad abbandonarmi. Conservo in fondo, proprio nell’intimo, quel luogo segreto di ME dove nessuno penetra. Nessuno può scoprirlo, entrarvi, perché nessuno m’assomiglia, perché nessuno comprende nessun altro.

Guy de Maupassant, “Solitudine”

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geroglifici-egiziani

Ci sono parole come tsunami,
che devastano l’anima.
Parole come epitaffi
che non si ha la forza di sussurrare.
Parole che richiedono ferocia,
che ratificano termini,
come pietre tombali.
Parole difficili da rinnegare,
che attestano verità inconfutabili,
mancanze.
Parole che seppelliscono speranze,
che nemmeno una vita
potrà mai a cancellare.
Forse solo una rinascita,
foss’anche una reincarnazione.
Parole per me incomprensibili
come: amore senza futuro.

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hardwired_image

Incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore pezzi e sei così disperato che non ti riesce di aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare.

Oriana Fallaci

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“ E’ giusto, Joe, che io avverta il desiderio di dire tutta la verità, la mia più intima, soltanto a certe persone. E che lo faccia con assoluta spontaneità e perseveranza? “

– Non è giusto Fred. Il fatto che tu ti senta disinibito ed invogliato solo con determinate persone, quelle che intendi ammaliare, è un tuo limite.
Le nostre assolute verità, quelle che dimorano infondo ai nostri cuori – il manifesto dell’anima, l’enunciazione d’un principio filosofico – dovremmo affiggerle ovunque, urlarle a squarciagola, liberamente, senza alcun timore e senza aspettarci comprensione o condivisione. –

“ Ma il rischio di ferire qualcuno c’è, Joe. “

– Ovvio! Ma quel qualcuno lo si ferisce ugualmente, Fred, attraverso quotidiane omissioni o falsità. Procurandogli, certo, una sofferenza meno acuta, ma comunque lenta ed incessante. –

“ Non sempre. Esistono dei bravi attori che recitano la loro parte con assoluta maestria, fino all’ultimo respiro e si farebbero torturare piuttosto che gettare la maschera. “

– Ma i più sono aguzzini, silenziosi, enigmatici, inespressivi, che non sanno né fingere né infierire. Indecisi ed inquieti. Quelli che spediscono le persone al manicomio, inesorabilmente.
In ogni caso, tutti, ma proprio tutti, offendono soprattutto se stessi, la propria dignità ed ogni legittima aspirazione, e tu ne fai parte Fred. –

“ Davvero? Allora dammi qualche consiglio. “

– Alza quel maledetto culo di piombo dalla sedia e MUOVITI!!! In qualunque direzione. Non aspettare alcun invito. Ogni momento potrebbe essere quello giusto, sia che tu lo faccia per amore di qualcuno o per te stesso, poco importa a questo punto. L’unica alternativa indolore che ti resta, Fred, è una morte improvvisa, certamente non dignitosa. –

“ Ci sto pensando, Joe.”

– Bravo!! Continua a non concederti neanche un minimo sussulto … martire del cazzo. –

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