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Archive for the ‘Parole in libertà’ Category

Senno

«Facciamolo un bambino, poi Dio ci penserà»
“Non è il momento giusto”

«Compriamoci una casa, poi Dio ci penserà»
“Non è il momento giusto”

«Fuggiamocene via! Poi Dio ci penserà»
“Non è il momento giusto”

«T’affidiamo la sua anima, Signore!»
“Non era questo il momento giusto»

Se si pensa con troppo raziocinio
non è mai il momento giusto
per nascere o morire,
o per dar sostanza ai sogni.

Se si pensa con troppo raziocinio:
nessun Dio ci penserà.

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agricoltore

C’è gente che ha bisogno d’ingegnarsi,
di buttarsi giù dal letto di buonora.
Gente che compensa col sudore,
che si fa scudo dei propri affanni:
chi può mai biasimare chi si sfianca?
Gente smaniosa,
che salda il proprio conto faticando,
scrollandosi di dosso solo polvere.

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Kostner

Odio
e amore,
amore e libertà,
giustizia e libertà,
genio e disordine … oppure
Dio e popolo – il binomio di Mazzini.
Ne ho sentiti di binomi in vita mia, ne ho goduti
e ne ho sofferti, ma quello più inscindibile e fatale, quello
che sfinisce i più benevoli, che scatena più tormenti ed imprigiona,
è soltanto
rabbia
e pena.

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Bliz-prostitute

Il ponte di Carmagnola (perdonami Alessà!)

S’ode a destra una squillo che tromba;
a sinistra risponde una squillo:
d’ambo i lati calpesto rimbomba    
da guardoni e clienti il terren.
Quinci spunta per l’aria un vessillo;
quindi un altro s’avanza spiegato:
ecco appare un drappello schierato;
ecco un altro che dietro gli vien.
Già di mezzo sparito è il magnaccio;
già le squillo rispingon le armi;
l’un nell’altra la immerge nel seno;
gronda il viso; raddoppia il furor.
Chi son essi? Alle belle puttane
qual ne venne gendarme a far ressa?
Qual è quei che ha giurato la fessa
dove nacque far preda, o smaniar?
– D’una terra son tutti: un linguaggio
parlan tutti: compagni li dice
lo straniero: il comune lignaggio
a ognun d’essi dal gergo traspar.
Grande Troia fu a tutti nudrice,
grande vacca d’umori ora intrisa,
che natura dall’altre ha divisa,
e ricinta con falli e con man.

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how-its-made

“Sai cosa penso Joe, che qualunque attività, considerata comunemente sconveniente o dannosa alla salute mentale, riservi sempre un risvolto positivo.”

«Béh, in una visione ottimistica e utilitaristica, potresti anche aver ragione.»

“I casi sono tanti, a cominciare dai più banali. Prendi, ad esempio, quelle persone pigre, svogliate, teledipendenti, che non escono mai di casa, che si privano di qualunque contatto umano, con la gente, con gli amici, e passano una vita intera inchiodate su una poltrona, a ingurgitare telequiz, documentari, talk-show, tutto questo non va considerato, in modo semplicistico, una chiusura, una perdita di tempo, a volte contribuisce a sviluppare una consapevolezza, una cultura generale, anche notevole. Per non parlare, poi, di quelli che spaziano in internet incessantemente, che s’interessano di scienze, di musica, di letteratura, di arte. Pensa quante informazioni, nozioni, spunti acquisiscono. Sono stimoli mentali, riflessioni, pensieri che, se attivati con continuità, portano inevitabilmente a sviluppare un punto di forza di un individuo, una potenzialità.”

«Altro che potenzialità, questi sono espedienti compensativi, Fred. Mi chiedo, funzionali a cosa?»

“Funzionali al raggiungimento di uno stato d’appagamento, tutto sommato, non tanto diverso da quello che si ricava praticando vita sociale, qualcosa che a che fare con l’amor proprio, con l’autostima, persino con un affrancamento.”

«Fred!! Non voglio apparire il solito pragmatico del cazzo, però le pratiche mentali che tu citi, a me sembrano essenzialmente elucubrazioni, e le elucubrazioni, se esercitate con troppa frequenza, e soprattutto, in solitudine, senza contraddittorio, assumono i connotati delle pippe. A questo punto, se proprio intendi riabilitarti misurandoti con chiunque, con i tuoi competitori, con la vita, col destino, sforzati d’individuare i tuoi punti di maggior resistenza, sui quali fare leva, dove si sono formati i calli, insomma, senza trascurare l’eventualità di un profitto economico, perché no! Io credo di sapere quali possano essere.»

“Dimmi! Dimmi!”

«Il tuo sprezzo per la vita, e la tua mano destra.»

“WOW!! Joe, mi sa che hai ragione. A questo punto potrei propormi come cavia umana ad un cartello di narcotrafficanti, per testare nuove droghe. Che ne pensi?”

«Manca una cosa»

“Continuando a masturbarmi, ovviamente!”

«Ah Ecco! … Adesso si!»

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Se io non fossi

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Se io non fossi in mezzo a voi con la mia vera identità,
se adesso mi chiamassi “sognatore terminale”,
oppure, più attinente ai miei ragionamenti, “Gaio Prepuzio”
– sempre e comunque: autoironia –
di sicuro darei voce ad ogni istanza,
senza timori,

e forse apparirei più comprensibile, chissà!,
oppure più tedioso
– di certo più patetico.

Per quanto concerne il mio sarcasmo,
non cambierebbe nulla, v’assicuro!
– stesso discorso per i sensi di colpa.

Andata come è andata,
forse è meglio che non mi flagelli pubblicamente,
più di quanto non lo faccia in solitudine.
– vincolato, in ogni caso, dal rispetto
di principi di civile convivenza.

Cordiali saluti,
Tommaso Renna

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Scambio reale di commenti tra due blogger, in risposta all’articolo di lei (anche questo è WordPress).

“Giungano a Voi, Madonna, i miei rallegramenti per tale pregevole presa per lo deretano et jattura.”

«Cavaliere! Invero, l’ho sperato … il vedere la vostra penna rimarcare queste mie righe.
Ohhh, vi è forse troppa audacia nelle mie parole! Perdonate, cavaliere … dimenticatele!»

“Non v’è in me intenzione alcuna di rimuover dall’informe massa che imputridisce nel mio cranio la vostra benché minima espressione. Oltremisura alberga nel mio cuore incanto et gratitudine per la vostra seducente favella et aulica prosa et dono di immeritato titolo di cavaliere (presumo non di tavola rotonda ma di calda). Non mancherà di certo al sottoscritto l’occasione per ripagar cotanta munificenza, offrendo a voi Madonna (e che Madonna!!) umana fratellanza, quando presto, di codesto passo, il vostro corpo verrà cinto da robuste stringe et adagiato su apposita lettiga et condotto in sterile stanza da coppia di forzuti cherubini.”

 «Ohhhh, voi mi fate arrossire, cavaliere … eppur l’imago di codesti cherubini arriva testé a solleticare la mia audace fantasia … Cotanto ardor cavalleresco tramutossi immantinente in calda brezza che solleva birichina le cortine del mio baldacchino. S’io non fossi pudica giovine et inesperta all’arte dell’amore, che di certo vossignoria possiede in molta misura … s’io non fossi … lascerei con noncuranza … ecco! … scivolare un bigliettino al momento propizio del vostro passaggio … un bigliettino con su scritta la contrada in cui vivo … situata nella via che fu delle cortigiane del re … s’io non fossi … al numero novantatre …
Cavaliere, è la pudicizia a trattenermi! Ch’io possa proteggere la mia casta virtù ancora per mill’anni!
Mi ritiro all’or dell’imbrunire.»

“Ah! Madonna!! Le cortine del vostro baldacchino rievocano in me antiche tenzoni. Voi mi intrigate oltremisura. Vi aggirate per lo libero ciel con aria distratta, come noto uccello dedito a furti, dalla candida livrea et dorso corvino, razziando codesto cuor, di spicchio in spicchio. Ditemi, oh mia Madonna!! Ma chi gazza siete?
Giuro solennemente, al cospetto di Santo Domingo, che mai nessuna segreta, alla quale apparite ineluttabilmente destinata, costringerà le vostre membra a regime di clausura. Sottrarrò la vostra casta virtù all’incuria e all’astinenza … et strati di fuliggine.
Non per pura voluttà, reclamo con ardor la vostra fuga (e sottolineo, fuga) ma per amor che albeggia.”

«I vostri versi e la vostra prosa audace son preludio e promesse d’ardente e sfolgorante passione. M’immergo immantinente in grande vasca d’acqua gelida, al fin di stemperare il gran calore che sento risalir dal centro perfetto del mio essere, e in barba ai tempi cupi che viviamo, io desidero, si! Io desidero vivere codesta passione, e lotterò contro ogni avversità pur di indulgere pienamente e consapevolmente in questa passione che è la vita stessa! La vita, mio signore, è ciò che mi concedete! Siete il protagonista più presente nel mio personale diario, in cui raccolgo solo i pensieri più maravigliosi!»

“Ooooohhhhh! Santa Bernarda!! Quale sommo privilegio m’accordate. Concedetemi un attimo, vi prego, affinché io possa riprendermi da tale mirabile deflagrazione d’iridescenti note. Presto vi farò dono di una mia ode, da voi ispiratami.
Sento dentro di me umori endogeni agognare dune, et gole, et vergini (???) foreste, et anse (animate), et letti … d’incontaminate acque, … ove paghi defluire.
Mi assento un attimo ….
Vengo subito!!”

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