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Archive for the ‘Satira’ Category

Il sole è di tutti

Mondragone

A Mondragone, il sole impietoso delle due arroventa l’aria ed ogni minuscolo anfratto di quell’incontaminata lingua di carcasse e rifiuti. La professoressa De Martino, con un moto di pietà, si stacca dalla sdraio per oliare le spoglie di suo marito, mentre questi vira, tra suggestive onde ascensionali, fino a coprire l’intero spettro cromatico.
All’improvviso una figura minuta, molesta, invade il cono d’ombra dell’ombrellone, seguita, a breve distanza, da un ammasso corpulento, che allungando un artiglio …

«Diego!!! Vieni immediatamente qui! Dove stai andando?.»
“Ma mamma!! Mi hai detto tu di trovarmi un riparo.”
«Forse non ci siamo capiti; io ti ho detto di toglierti dal sole e di metterti all’ombra e non d’infortunare le persone.»
“Infortunare le persone? … Ma come parli!”
«Non fare lo screanzato con tua madre, sai! Altrimenti ti abboffo di mazzate.»

Poi, rivolgendosi alla professoressa, con tono da attrice consumata:

«Me lo scusi signora, il ragazzo è un po’ ottusello.»
“Ma quale ottusello!! Mamma!! Questo è l’unico ombrellone libero in tutta la spiaggia.”

e la De Martino …

“Béh! Proprio libero libero non sarebbe. Ma toglietemi una curiosità, il vostro l’ombrellone che fine ha fatto?”
«Ah!! Non mi facci pensare …»

Lentamente il molosso, con passi impercettibili, facendosi scudo di suo figlio, invade sempre più i possedimenti della professoressa, provocando un ulteriore e denso oscuramento …

«Vede, io e il ragazzo ci siamo allontanati un attimo per rinfrescarci i piedi, e ualà! … una voltata, una girata, è sparito l’ombrellone, proprio oggi che fa un caldo infernale e non tira un trefolo di vento.»
“Ah! Però! Che ladro premuroso: l’ombrellone si e tutto il resto no, compreso il walkman.”
«E’ normale! Questo lo porto sempre con me, giorno e notte. E’ un ricordo di mio marito Ciro.»
“Ah! … E’ mancato?”
«No! E’ sparito … Si è allontanato un giorno per accompagnare la badante di mia suocera alla stazione e non si è visto più. Mio marito soffre di amnistie improvvise: da un momento all’altro non ricorda più niente. Chissà dove è finito. L’abbiamo cercato dappertutto.»
“Non vorrei alimentare sospetti, non conoscendo suo marito, sebbene potrebbero bastarmi altri riscontri, ma ha verificato che non si sia allontanato con la badante?”
«Eccerto!! E’ la prima cosa che ho controllato. Voi sapete bene che su certe cose, noi donne siamo delle vere e proprie volpi. Quando si parla di maschi, si sa, non si può stare mai tranquilli … come dice il detto: ”L’erba del vicino non muore mai”»
“Mamma!! “L’erba del vicino è sempre più verde”.”
«Ignorante!! “L’erba cattiva è sempre più verde”, e comunque, signora cara, mio marito non ha preso nessun treno per la Romagna.»
“Per la Romagna?”
«E’ là che è tornata la badante, in Romagna … Parlava un italiano nordico, tutto strano.»
“Mi scusi! E’ proprio sicura che si tratti dalla Romagna e non della Romania?”
«Romagna, Romania, che differenza fa! Non ne facciamo una questione di dialetto. Quello che conta è che mio marito è abbandonato a chissà quale destino.
“Me l’immagino!! … Anche mio marito, anni fa, ha avuto un calo improvviso della memoria: un calo selettivo. Spesso dimenticava di avere una famiglia, a volte persino la sua età. Sapesse quante volte ha sbagliato strada, all’uscita dal lavoro, ed è tornato a casa alle tre di notte. E’ bastata una bella dose di bromuro ogni mattina nella colazione e tutto è passato.”
«Azz!! Io ero convinta ci voleva il fosforo, ecco perché non ha funzionato … Ah! Se l’avrei saputo prima, mio marito non faceva questa fine a croce. Mi è rimasta solo la nostra canzone, una di Stivi Uonder: “Il sole è di tutti»

All’improvviso, la resurrezione. Il marito della professoressa De Martino, ergendosi come un fagiano dorato dall’urna sepolcrale, con tutta la sua livrea policroma, lancia un urlo …

“SIGNORA!!! Il sole sarà pure di tutti ma l’ombra è privata.”

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parrucchiere

Laboratorio di scrittura teatrale. Tema della proposta: “Dal parrucchiere”

Proposta di Renna Tommaso.
Personaggi: LA SIGNORA GARGIULO; LA FIGLIA; ZIA LUCIA; LA TITOLARE; l’AIUTANTE

(Casavatore, periferia di Napoli – Negozio Coiffeur)

Sulla soglia del negozio, la signora Gargiulo, accompagnata dalla gigantesca zia Lucia, rivolge un vigoroso invito a sua figlia:

«Muoviti!!! …. Entra!!»
“Mamma!! Non voglio entrare … cazzo!”
«Marò!! Questo a tua madre? Io all’età tua di cazzo non me ne sono fatto scappare uno, E CHIAROOO!!»
ZIA LUCIA: “Cafona come suo padre … non c’è che dire”

Dall’interno del negozio …

LA TITOLARE: “Signora!!! Ha bisogno d’assistenza?”
L’AIUTANTE: “Sarà meglio ‘na corda.”

Vinte le ultime resistenze della figlia, con un violento strattone, la signora Gargiulo fa finalmente ingresso nel negozio. Improvvisamente ogni attività s’interrompe:

«Buongiorno e tutti, sono la signora Gargiulo. Questa è mia figlia Jasmine e questa è mia zia. Dovete scusarmi, sono mortificata, questa scostumata mi fa fare solo figuracce. Tutte queste storie per un’aggiustatina. Dovete sapere che suo cugino Aladdin, il figlio di mia sorella, ha superato gli esami di terza media, e i genitori hanno organizzato un bel ricevimento»
La TITOLARE: “WOW!! E per la festa del diploma, cosa avete pensato d’organizzare, una sfilata ai Fori Imperiali?”
LA SIG. GARGIULO: «Magari!! Sarebbe bellissimo, con tutte quelle trecce tricolori.»
LA TITOLARE: “Ma quello non è un problema, gliele offro io.

All’improvviso un violento fischio irrompe nella sala …

LA SIG. GARGIULO: «Ma chi è? … MARO’, ’O VIGGILEE!!»
L’AIUTANTE: “Forse avete lasciato il tappeto volante in doppia fila.”
LA SIG. GARGIULO: «Che sbandata!! … Torno subito.»

Intanto la figlia …

“Scusate non si può sentire un pò di musica qua dentro, nu poco ‘e Giggi D’Alessio?”
LA TITOLARE: “Uè! Uè! Ma sì venuta qua per ‘na messa in piega o ‘na messa cantata?”

Dopo pochi minuti, ritorna la signora Gargiulo …

«Mamma mia!! Che corsa … sono tutta sudata.»
LA TITOLARE: “Veniamo a noi signora. Che posso fare per sua figlia?”
LA SIG. GARGIULO: «Veramente vorrei ritoccare anche mia zia.»
L’AIUTANTE (sottovoce): “Ma che è ‘n’affresco?”
LA TITOLARE: “Vabbé!! Pensiamoci dopo, adesso cominciamo da sua figlia”
LA SIG. GARGIULO: «Dunque! Io per lei avrei pensato ad un paio di colpi … »
LA TITOLARE: “Di sole?”
L’AIUTANTE: “Noooo! … ‘e pistola!”
LA TITOLARE: “Me la perdoni, signora Gargiulo, la mia aiutante ha il senso dell’umorismo, scherza con tutti.”
LA SIG. GARGIULO: «Fate! Fate! Fate pure, io apprezzo l’ironia spinta: l’orgasmo.»
LA TITOLARE (dopo aver lanciato un’occhiataccia all’aiutante): “Torniamo a noi, non ci distraiamo … Questi colpi li facciamo vistosi o appena accennati?”
LA SIG. GARGIULO: «Non saprei … Io vorrei che mia figlia non sembrasse né una signora, né una bambina e neanche una giovinastra.»
L’AIUTANTE: “Senta signora, se vuole che sua figlia perda ogni sembianza umana può rivolgersi al negozio affianco, fanno delle ottime toelettature, si chiama “Amici a quattro zampe”
LA TITOLARE: “Non se la prenda, signora, oggi questa screanzata è particolarmente ispirata, chissà perché. L’importante è che lei rimanga soddisfatta.”

Dopo mezz’ora …

LA TITOLARE: “Ecco fatto!!! … Allora signora Gargiulo, le piace sua figlia?”
LA SIG. GARGIULO: «Béh! Tutto sommato … poteva andare peggio.»
LA TITOLARE: “La prego, signora, mi risparmi tutti questi complimenti. Passiamo a sua zia.”
LA SIG. GARGIULO: «Per lei avevo pensato ad una bella tinteggiatura.»
LA TITOLARE: «Lei è fortunatissima, ho un prodotto che fa proprio al caso suo., me l’ha procurato mio marito, fa l’imbianchino. E’ una tempera sintetica lavabile antimuffa, la base è bianca, però si può colorare.»
LA SIG. GARGIULO: «Certo che si deve colorare, magari un lilla leggero, come Rita Levi da Pietrelcina.»
LA TITOLARE: “E chi è?”
L’AIUTANTE: “Boh! … Deve essere una parente di Padre Pio.”
LA TITOLARE: “Ma statt zitt’, mannaggia a te … Scusi, signora, ma sua zia, io la vedrei meglio col rosso, la ravviva un po’, anzi, io la vestirei tutta di rosso.”
L’AIUTANTE (sottovoce): “Eccerto!! Accussì ‘a scambiano pe’ l’autobotte de pumpieri.”
LA SIG. GARGIULO: «Avete ragione!! Vada per il rosso … tanto rosso »

Dopo circa un’ora …

LA TITOLARE: “Finalmente!!! E’ finita l’opera”
LA SIG. GARGIULO: «Mamma mia!! Non mi piace proprio … mi pare Vanna Marchi.»
LA TITOLARE (con tono alterato): “Ma che vuò nu miracolo? ‘A prossima vota te ne vaje a Lourdes.”
LA SIG. GARGIULO (sbraitando): «Ma come vi permettete!! Io chiamo i carabinieri»
LA TITOLARE: “Ma chiamm’a chi cazz’ vuò tu: ‘e carabinieri, ‘o Genio da lampada, Ali Babà e i quaranta ladroni.”

La signora Gargiulo afferra violentemente la figlia e sua zia e si dirige in tutta fretta verso l’uscita. Giunta sulla soglia si volta indietro di scatto, tutta impettita…

«Ricordatevi che questa storia non finisce qui … IO HO UNA GROSSA INFLUENZA!!»
L’AIUTANTE (urlando): “E ALLORA SI FACCIA CURARE!!”

 

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kern (21 – 30)

“Abba Michele chiese un giorno ai suoi novizi:
– Se io intervenissi a difesa di un asino maltrattato da un contadino, a quale precetto obbedirei?-
– Ama il prossimo tuo come te stesso.-”

“- Qual è la miglior locanda del paese, fratello? – chiese un viandante a un anziano che stava sulla soglia della sua cella.
– Ce ne sono due, fratello. Ma in qualunque delle due andrai, rimpiangerai di non essere andato nell’altra.-”

“Due padri in viaggio nel deserto trovarono ospitalità presso una generosa famiglia. Non volendo apparire sgarbati, non poterono rifiutare un bicchiere di vino. Riprendendo la strada, uno disse all’altro:
– Lascia ch’io vada avanti, fratello, e dimmi se procedo diritto.-
Percorsa una cinquantina di metri, si volse; e l’altro gli disse:
– Stai procedendo diritto. Ma dimmi: chi è mai quel fratello che cammina con te?”

“Disse un anziano: – Sappiate che il peggior momento per un ateo è quando si sente grato e non ha chi ringraziare -.”

 “Un monaco al suo anziano: – Io cerco sempre di fare del mio meglio, abba, ma la mia coscienza mi rimprovera continuamente …-
Gli rispose l’anziano: – Dovresti fortificare il tuo carattere! –
Gli obiettò il monaco: – Non potrei indebolire la mia coscienza?”

“Un giovane, convertito di recente, chiese a un anziano: – Abba, adesso dovrò rinunciare completamente al mondo? –
– Non temere – gli disse l’anziano – Se la tua vita sarà realmente cristiana, sarà il mondo che rinuncerà subito a te -.”

“Ad alcuni giovani novizi, il monaco maestro chiese una relazione sulla loro capanna.
– La tua relazione – disse poi a Marco – è uguale, parola per parola, a quella di Efrem.
– Ovvio! – spiegò il giovane – abitiamo nella stessa capanna -.”

“Un anziano rimproverò un giovane monaco dicendogli:
– Alla tua età, io lavoravo dieci ore al giorno e altre dieci le passavo in preghiera.-
Rispose il giovane monaco:
– Ammiro il tuo ardore giovanile, abba. Ma ammiro ancor di più la tua maturità, se ti ha fatto cambiare radicalmente quegli eccessi.-”

“Un giovane, desideroso di entrare a far parte del monastero di Ennaton, fu interrogato da un anziano che voleva sapere sino a che punto era disposto a lasciare il mondo:
– Se tu avessi tre monete d’oro, le daresti ai poveri?-
– Di tutto cuore, abba.-
– E se tu avessi tre monete d’argento?-
– Molto volentieri.-
– E se avessi tre monete di rame?-
– No, abba.-
– E perché? – chiese stupito l’anziano.
– Perché ho tre monete di rame.-”

“Nella cella di abba Stefano, esperto in erboristeria, si presenta un giorno un novizio:
– Abba – gli dice – sono cleptomane. Che cosa mi consigli di prendere? –
– Niente nella mia cella, prego.-”

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kern (11 – 20)

“Non poche volte i padri del deserto avevano a che fare con le tribù nomadi. Un giorno un loro capo venne a trovare abba Isaia, dicendogli che voleva diventare cristiano.
– Tu fai felice il mio cuore – gli disse l’anziano. – Però hai due mogli, e bisogna che tu rinunci ad una.-
– Vi rinuncerò quando tu, abba, mi avrai citato un solo passo della Scrittura che condanni la bigamia.-
– Nessuno può servire due padroni – gli rispose l’anziano.”

“Un giovane del mondo volle farsi monaco. Giunto a Scete, in uno dei monasteri più poveri ed austeri, un anziano lo condusse alla sua cella:
– Naturalmente dovrai farti il letto …-
– Certo! Abba.-
– Allora eccoti quattro assi, un martello e dei chiodi.-”

“- Da cosa riconosco che sto facendo il mio dovere? – chiese un giorno un monaco ad abba Sisoès.
– Dal constatare che ciò che stai facendo non è di tuo gusto – rispose il monaco.”

“Ad una gran dama di Smirne venuta a chiedergli di accogliere nel suo monastero il suo giovane figliolo,  abba Nibias domandò:
– Che cosa vorrebbe realmente fare il tuo ragazzo? –
– In realtà, vorrebbe dedicarsi all’agricoltura.-
– E cosa sta facendo adesso?-
– Vegeta.-”

“Un sapiente di questo mondo andò a far visita a un anziano. E vedendo che questi non possedeva che una Bibbia, gli regalò un suo libro di esegesi.
Dopo un anno, tornato a fargli visita gli chiese:
– Abba, il mio libro ti è servito a capire meglio la Bibbia? –
– In realtà – gli rispose l’anziano. – mi son dovuto servire della Bibbia per capire il tuo libro.”

“Un eremita va a trovare un altro eremita e gli chiede d’imprestargli l’asino.
– Lo farei volentieri, ma l’asino è al pascolo, e non so dove.-
In quel momento si sente un raglio provenire da un capanno lì accanto.
– È strano – fa il postulante – il tuo asino è al pascolo e io lo sento ragliare qui.-
– Non avrei mai creduto – esclama il monaco con l’aria offesa – che tu avessi più fiducia in un asino che in me!-”

“Un giorno un anziano, in visita a un fratello, gli chiese:
– Abba, il tuo vino è sempre quello dell’ultima volta?-
– Identico, fratello, identico!-
– Allora, per favore, porgimi un boccale d’acqua.-”

“Una donna del villaggio, disperata per la condotta del figlio, disse un giorno ad abba Ilarione:
– Mio figlio non ascolta nessun consiglio intelligente; presta orecchio solo al primo asino che incontra! Se tu potessi parlargli …-”

 —

“Due giovani monaci parlavano un giorno della vita e delle sue difficoltà.
– Io sono ottimista – disse il primo – perché penso che viviamo nel migliore dei mondi possibili.-
– Anch’io – gli rispose il secondo – penso che viviamo nel migliore dei mondi possibili: per questo sono pessimista.-“

“Un anziano, dopo anni e anni passati nel deserto, volle stabilire il suo eremitaggio fra le montagne. Cammina cammina, dopo molte lune arrivò a una grande catena di monti. Si inoltrò in una valle profonda e qui incontrò un pastore.
– Abba – gli disse il pastore, vedendo l’anziano guardarsi intorno un po’ smarrito – non ti piace questo posto?
– Non lo so. Sarebbe meglio non ci fossero tutte queste montagne a nascondere il paesaggio.”

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kern  (1 – 10)

“- Dove posso trovare abba Staziano? – chiese un viandante ad un monaco di Celle.
Questi rispose:
– È nel recinto dei maiali. Lo riconoscerai perché ha un cappello in testa.-”

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“- Sei troppo severo con le nostre giovani donne – rimproverò un giorno un uomo del mondo ad un anziano – Sono tutte ottime figliole.-
L’anziano ribatté:
– Se sono tutte ottime figliole, da dove vengono le cattive mogli?”

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“Un ladro penetrò una notte nella cella di un anziano. Mentre frugava dappertutto, udì una voce:
– Amico! Perché cerchi nel buio ciò che neppure alla luce del sole potresti trovare?-”

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“Un monaco di Scete, assalito dal demone dell’angoscia, andò a far visita ad abba Serafino. L’anziano, vedendolo molto turbato, gli disse:
– Per prima cosa, fratello, deponi ogni agitazione. Stenditi su questa stuoia e rilassa le tue membra. Poi dimmi, con grande sincerità, tutto, assolutamente tutto quello che vedi nella tua angoscia.-
Rispose il monaco:
– Per prima cosa, abba, vedo che il soffitto della tua cella ha proprio bisogno di essere ridipinto.-”

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“Abba Macario aveva un cane che lo seguiva fedelmente ovunque. Un giorno, mentre camminava nel deserto, fu raggiunto da un contadino che gli disse:
– Abba, oggi il tuo cane ha mangiato una mia gallina!-
– Hai fatto bene a dirmelo – rispose l’anziano – Così, questa sera non gli darò cibo.”

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“A una celebrazione liturgica, un padre tenne un’omelia. Al termine della sinassi, un anziano chiese a un altro:
– Che cosa pensi di abba Marco come predicatore?-
– Mi è sembrato il nostro grande abba Antonio –
– Ma abba Antonio non era predicatore!-
– Appunto.”

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“Abba Daniele era noto per la sua dolcezza e la misericordia verso i peccatori. Un giorno, venuto a confessare un ammalato, lo trovò un po’ reticente.
– Io non insisto – disse – perché tu ti confessi. Non voglio che la paura ti faccia prendere una decisione affrettata. Dormici sopra. Se domattina ti svegli, chiamami.”

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“Di due eremiti, uno era attivo ed energico, l’altro pigro e indolente. Il secondo passò un giorno accanto alla capanna del primo e vi vide intorno un orto magnificamente coltivato. Disse allora il secondo:
– Che splendore riesce a fare la mano dell’uomo, con l’aiuto di Dio!
Rispose il primo:
– Detto fra noi, avrei voluto che tu vedessi in che stato era ridotto questo terreno quando il Buon Dio era il solo ad occuparsene!”

—–

“Un padre, a causa di eccessive veglie e digiuni, si accorse che la sua memoria era diventata troppo debole. Si recò allora da un anziano per chiedere consiglio:
– Abba – gli disse – la mia memoria si è fatta troppo debole e…-
– Continua, fratello. Dunque, la tua memoria si è fatta troppo debole e…-
– Ho dunque detto io che la mia memoria si è fatta troppo debole?”

—–

“Un fratello chiese un giorno ad un anziano:
– Che cosa vuol dire in verità: “Non nominare il nome di Dio invano?-
– Che non si deve bestemmiare senza una ragione.”

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Rimedi per l’insonnia

insonnia

Primo rimedio:

” Sono tre notti che non dormo! Che posso prendere?”
« 30 gocce di Guttalax.»
“ Il Guttalax!?! Perché fa addormentare?“
« No! … ma almeno passi il tempo.»

 Secondo rimedio:

” Dottore, la prego, sono diversi giorni che non riesco a prendere sonno, mi prescriva qualcosa. ”
« Provi queste supposte, contengono un sonnifero fenomenale.»

Il giorno seguente …

« Allora!! Com’è andata?»
” Dottore, queste supposte sono una bomba, ho dormito come un ghiro … però … forse sarebbe meglio qualcosa di meno potente?”
« Perché?»
” Stamattina, quando mi sono svegliato, avevo ancora il dito infilato dietro.”

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mal_di_testa

< Cara! Senti questa frase di Wayne Walter Dyer tratta da “Le vostre zone erronee”: Non esistono norme, leggi o consuetudini universalmente valide … nemmeno questa lo è. Cosa avrà voluto dire? Secondo te queste norme esistono o non esistono? A parer mio, il problema è nell’interpretazione delle parte conclusiva: “ … nemmeno questa lo è”, che se da un lato appare come una rafforzativo del pensiero, da un altro sembra smentirlo. Ma se così fosse, che senso ha formulare un principio che comprende la sua negazione? Sembra un inno all’anarchia, all’estrema libertà. E se il senso fosse il non senso? Ma che cavolo di messaggio è? A meno che …. Oh! cazzo! Ho lasciato la caffettiera sul fuoco. Torno subito. >

dopo qualche minuto …

“ Marco! Te al posso dire una cosa? Vaffanculo tu e sta pippa. Mi hai fatto venire il mal di testa ”

< Perfetto!! Adesso capisci che succede a lasciare una pippa a metà >

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