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Posts Tagged ‘Religione’

profeta_isaia

«Qualora si trovi in mezzo a te, in una delle città che il Signore tuo Dio sta per darti, un uomo o una donna che faccia ciò che è male agli occhi del Signore tuo Dio, trasgredendo la sua alleanza, e che vada e serva altri dei e si prostri davanti a loro [….] farai condurre alle porte della tua città quell’uomo o quella donna che avrà commesso quell’azione cattiva e lapiderai quell’uomo o quella donna, così che muoia.» “Deuteronomio, 17, 2 – 5”.

e ancora: «Non vi farete idoli, non vi eleverete immagini scolpite né statue, e non collocherete nel vostro paese alcuna pietra ornata di figure, per prostrarvi davanti ad essa; poiché io sono l’Eterno, l’Iddio vostro [….] Se vi conducete secondo le mie leggi, se osservate i miei comandamenti e li mettete in pratica, io vi darò le piogge nella loro stagione, la terra darà i suoi prodotti, e gli alberi della campagna daranno i loro frutti [.…] Ma se non mi date ascolto e se non mettete in pratica tutti questi comandamenti, se disprezzate le mie leggi e l’anima vostra disdegna le mie prescrizioni in guisa che non mettiate in pratica tutti i miei comandamenti e rompiate il mio patto, ecco quel che vi farò a mia volta: manderò contro voi il terrore, la consunzione e la febbre, che vi faranno venir meno gli occhi e languir l’anima, e seminerete invano la vostra sementa: la mangeranno i vostri nemici [….] E se, nonostante tutto questo, non volete darmi ascolto ma con la vostra condotta mi resistete, anch’io vi resisterò con furore, e vi castigherò sette volte di più per i vostri peccati. Mangerete la carne dei vostri figliuoli, e mangerete la carne delle vostre figliuole. Io devasterò i vostri alti luoghi, distruggerò le vostre statue consacrate al sole, metterò i vostri cadaveri sui cadaveri dei vostri idoli, e l’anima mia vi aborrirà.[….] Tali sono gli statuti, le prescrizioni e le leggi che l’Eterno stabilì fra sé e i figliuoli d’Israele, sul monte Sinai, per mezzo di Mosè.» “Levitico 26”

Sono versi della Torah ebraica e della Bibbia cristiana implicitamente ratificati nel Nuovo Testamento da seguente passo di Paolo: “Tutti quelli che si basano sulle opere della legge sono sotto maledizione. E’ scritto infatti: «Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte nel libro della Legge per praticarle» – “Nuovo Testamento – Lettera ai Galati 3: 10”).
A questo punto mi chiedo: come mai non mi è mai giunta notizia, in tempi moderni, di un solo fedele professante la religione cristiana o ebraica, che per interesse, oppure semplicemente per fanatismo, ignoranza, ottusità, si sia sentito legittimato ad attenersi rigidamente ai suddetti precetti – così come, purtroppo, è accaduto, in alcuni casi, nel corso dei secoli – senza applicare il benché minimo e opportuno criterio d’interpretazione, sia contestuale dei suddetti passaggi che sommaria degli interi testi sacri, nonostante le innumerevoli apparenti contraddizioni in essi comprese?
E’ tutto effetto della modernità? Forse si! Forse tutti noi, col tempo, abbiamo preso coscienza di tante cose, e fra queste, che i profeti erano pur sempre degli umani; umani che senza remissivi proseliti, prima o poi si sarebbero estinti, ma soprattutto che il disegno di Dio non punta di certo all’estinzione dell’uomo – perché di estinzione col tempo si tratterebbe, se tutti i fedeli – o anche solo dei gruppi sparuti – di tutte le religioni monoteiste, si attenessero scriteriatamente a qualsiasi prescrizione, comprese le seguenti:

«Non sceglietevi amici tra loro (i miscredenti), finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate.» “Sura IV, 89”

«Combatteteli finché non ci sia più politeismo, e la religione sia tutta per Allah.» “Sura VIII, 39”

«Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati.» “Sura IX, 29”

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Prendo spunto da un’osservazione che mi è stata mossa per chiudere il cerchio su un argomento abbastanza delicato, spiegandovi il mio rapporto con esso.
Dovete sapere che da giovane, influenzato da certe dottrine materialistiche, politico-filosofiche, che molto hanno in comune con la dottrina cristiana, ma che non contemplano in alcun modo il concetto di religione, anch’io ho assunto, come tanti, una posizione di scetticismo nei confronti del cristianesimo, anche se con l’orecchio sempre attento e sempre fermo sostenitore di tutti i principi sui quali si fonda.
Mi sono sentito una sorta di un agnostico-credente, anche se, in effetti, di credente c’era ben poco, dal momento che ritengo che la fede sia qualcosa di assoluto che non ammette aggettivazioni, come la giustizia. E’ improprio parlare di giustizia clemente o giustizia inumana, di fede salda o fede labile, la giustizia, come la fede, è una e incondizionata, o c’è o non c’è, o ci si crede o non ci si crede. Operare coscientemente in nome della giustizia, della fede – e dell’amore puro, aggiungo -, nella stretta osservanza di dogmi, leggi o consuetudini, conduce sempre a univoche soluzioni.
Col tempo, sfumata una certa irremovibilità, ho iniziato ad interrogarmi sulla mia “religiosità” in modo meno settario, e ad avvertire il dovere di operare una scelta, in qualunque direzione, obiettiva e serena. Cosa è successo, allora? Mi sono “concentrato”, quanto più neutrale e refrattario possibile di fronte ad eventuali condizionamenti esterni o fenomeni di suggestione, con l’intento di ascoltare netta e inconfondibile la Voce. Netta e inconfondibile non l’ho mai sentita, per la verità, allora ho pensato che non a tutti, e nelle stesse modalità, si manifesta Dio, e mi sono persuaso che è proprio questo il mistero della fede, altrimenti si tratterebbe di un fenomeno dimostrabile, “scientifico”, e quindi, anche se con contenuto fervore, e qualche perplessità, ho abbracciato la fede, o meglio, ho supposto di farlo nel momento in cui mi sono reso disponibile a ricevere, in piena liberta e gratitudine, tutti i sacramenti possibili, tutti tranne l’unzione, così come una buona metà di tutti gli esseri umani che conosco.
A questo punto mi si può chiedere: è bastato tutto questo a farmi sentire un buon cristiano? E’ bastato a rasserenarmi, a convincermi, ora più che mai, dell’esistenza dell’aldilà, adesso che ho sdoganato, tragicamente, per davvero la morte? E’ bastata la mia “osservanza” ad offrirmi una spiegazione convincente sul senso del libero arbitrio, la non ingerenza di Dio su ogni vicenda umana, sulla smisurata mole – tralasciando gli eventi naturali – di turpitudini, atrocità, infamie, scelleratezze, empietà, ignominie, crimini, misfatti commessi quotidianamente da orde di belve sanguinarie in ogni angolo della terra? Credo proprio di no! Mi manca ancora qualcosa – semmai arriverà.
Vi saluto col proposito di non tornare più sull’argomento, di non cavalcare oltre questo “filone”, soprattutto per non correre il rischio di essere accusato di strumentalizzazione: un sospetto purtroppo fondato.
Alla prossima!

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http://viaggioperviandantipazienti.wordpress.com/

Santiago

Come per tutte le esperienze della vita (a maggior ragione i cammini spirituali), importanti sono i presupposti: lo spirito con il quale ci si incammina e i compagni d’avventura. Intendo i corretti stimoli. Desiderare ardentemente  ciò che può essere di beneficio per la nostra anima (comunemente conferme di convinzioni già parzialmente radicate) e avere, al tempo stesso, la consapevolezza di quanto concrete e ragionevoli debbano essere le nostre aspettative. Insomma, non aspettarsi, o ricercare, con intenti risolutori, integrali stravolgimenti interiori, magari accompagnati da mirabili percezioni (benché possibili, in soggetti suggestionabili), piuttosto dei semplici riscontri (anche coinvolgenti ed emozionanti) della giustezza dei propri intendimenti e del proprio tragitto spirituale. Personalmente, io credo poco alle illuminazioni estemporanee (magari me ne arrivasse una, anche “fulminea”)
Relativamente al romanzo di Coelho (Il cammino di Santiago), bisogna premettere che Coelho si presenta in modo esplicito come cattolico ma, in realtà, nei suoi libri, anche quando parla di se stesso, della sua fede (new age), troviamo un cattolicesimo infarcito di magia, spiritismo ed esoterismo di ogni genere e specie. Le vie della spiritualità sono molte, ma nel caso di Coelho si assiste al classico protestantesimo in cui tutto si giustifica nell’esperienza personale. Persino i peccati vengono dipinti come errori cancellabili con il semplice pentimento e senza alcuna mediazione ecclesiale.
Il punto è che il tutto assume un particolare fascino, che attira il lettore, in un’atmosfera in cui questa confusione spirituale sembra invece essere uno scandaglio dell’intimo umano. Il lettore inesperto, alla ricerca di “sensazioni” ed “emozioni” si ritrova, cerca Coelho e il suo modo di scrivere, perché certamente è più profondo dell’uomo medio, il quale di domande non se ne pone nemmeno una. Il lettore cattolico è più avveduto, sa assaporare l’aspetto romanzesco (l’espediente), ma con ferma coscienza di dove stia la verità.

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ORIANA FALLACI E' MORTA A FIRENZE

“ A me dà fastidio perfino parlare di due culture: metterle sullo stesso piano come se fossero due realtà parallele, di uguale peso e di uguale misura. Perché dietro la nostra civiltà c’è Omero, c’è Socrate, c’è Platone, c’è Aristotele, c’è Fidia. C’è l’antica Grecia col suo Partenone e la sua scoperta della Democrazia. C’è l’antica Roma con la sua grandezza, le sue leggi, il suo concetto della legge. Le sue sculture, la sua letteratura, la sua architettura. I suoi palazzi e i suoi anfiteatri, i suoi acquedotti, i suoi ponti, le sue strade. C’è un rivoluzionario, quel Cristo morto in croce, che ci ha insegnato (e pazienza se non lo abbiamo imparato) il concetto dell’amore e della giustizia. C’è anche una Chiesa che mi ha dato l’Inquisizione, d’accordo. Che mi ha torturato e bruciato mille volte sul rogo, d’accordo. Che mi ha oppresso per secoli, che per secoli mi ha costretto a scolpire e dipingere solo Cristi e Madonne, che mi ha quasi ammazzato Galileo Galilei. Me lo ha umiliato, me lo ha zittito. Però ha dato anche un gran contributo alla Storia del Pensiero: sì o no? E poi dietro la nostra civiltà c’è il Rinascimento. C’è Leonardo da Vinci, c’è Michelangelo, c’è Raffaello, c’è la musica di Bach e di Mozart e di Beethoven. Su su fino a Rossini e Donizetti e Verdi and Company. Quella musica senza la quale noi non sappiamo vivere e che nella loro cultura o supposta cultura è proibita […]. Ed ora ecco la fatale domanda: dietro all’altra cultura che c’è? Boh! Cerca cerca, io non ci trovo che Maometto col suo Corano e Averroè coi suoi meriti di studioso.”

“ Intimiditi come siete dalla paura d’andar contro corrente cioè d’apparire razzisti (parola oltretutto impropria perché il discorso non è su una razza, è su una religione), non capite o non volete capire che qui è in atto una Crociata alla rovescia. Abituati come siete al doppio gioco, accecati come siete dalla miopia, non capite o non volete capire che qui è in atto una guerra di religione. Una guerra che essi chiamano Jihad. Guerra Santa. Una guerra che non mira alla conquista del nostro territorio, forse, ma che certamente mira alla conquista delle nostre anime. Alla scomparsa della nostra libertà e della nostra civiltà. All’annientamento del nostro modo di vivere e di morire, del nostro modo di pregare o non pregare, del nostro modo di mangiare e bere e vestirci e divertirci e informarci. Non capite o non volete capire che se non ci si oppone, se non ci si difende, se non si combatte, la Jihad vincerà. E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire, a cambiare, a migliorare, a rendere un po’ più intelligente cioè meno bigotto o addirittura non bigotto. E con quello distruggerà la nostra cultura, la nostra arte, la nostra scienza, la nostra morale, i nostri valori, i nostri piaceri. “

“ Cristo! Non vi rendete conto che gli Osama Bin Laden si ritengono autorizzati a uccidere voi e i vostri bambini perché bevete il vino o la birra, perché non portate la barba lunga o il chador, perché andate al teatro e al cinema, perché ascoltate la musica e cantate le canzonette, perché ballate nelle discoteche o a casa vostra, perché guardate la televisione, perché portate la minigonna o i calzoncini corti, perché al mare o in piscina state ignudi o quasi ignudi, perché scopate quando vi pare e dove vi pare e con chi vi pare? Non v’importa neanche di questo, scemi? Io sono atea, graziaddio. E non ho alcuna intenzione di lasciarmi ammazzare perché lo sono.”

Oriana Fallaci, “La rabbia e l’orgoglio”

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US-CRIME-SCHOOL-SHOOTING

Vorrei porvi un quesito, cari genitori delle 20 giovani vittime della scuola elementare di Sandy Hook di Newtown, in particolar modo ai credenti.
In questi giorni ho pensato spesso a voi e ho cercato d’immaginare con quale stato d’animo vi state avvicinando a questo Natale e ai prossimi 50 o 60, in funzione della vostra età, e quali risposte abbiate mai potuto trovare per dare un senso all’immane tragedia che vi ha colpito. Io la risposta non ce l’ho, e credo che nessuno essere umano possa fornirvela in una forma del tutto convincente e consolatoria.
A volte nella vita, e questo è uno di quei casi, ci vorrebbe qualcuno che ci prenda per mano, che ci rapisca, che decida per noi e ci guidi tra le tenebre. Un’entità della quale fidarci ciecamente, che ci convinca totalmente del suoi propositi, del suo disegno e che ci dia tutti i chiarimenti di cui abbiamo bisogno.
Alcuni di voi mi diranno che c’è già, e si chiama Dio, l’Onnipotente. Allora a questo punto vi chiedo – si tratta di un quesito al quale io, da ingenuo profano, al vostro posto, affranto dalla disperazione più acuta, avrei davvero un’enorme difficoltà a trovare risposta – : cosa rappresenta per voi l’Onnipotenza di Dio, in cosa si manifesta? E poi: che significato ha per voi il libero arbitrio, secondo il quale nessuna ingerenza sovrannaturale può mai intervenire a condizionare, ostacolare o a sovvertire una qualunque azione o disposizione che scaturisce dalla mente dell’uomo, in particolar modo quelle più assurde, ingiuste e spietate?
Io mi rendo conto che con questa riflessione rischio di innescare una deriva, di invadere un campo minato e delicatissimo e che più che infondere conforto e speranza tra voi, potrei insinuare qualche incertezza, nel senso di far vacillare quel “credere in concetti, dogmi o assunti in base alla sola convinzione personale o alla sola autorità di chi ha enunciato tali concetti o assunti, al di là dell’esistenza o meno di prove pro o contro tali idee e affermazioni” , ovvero: la fede.
Se lo faccio, comunque, è per capire quanto più possibile partendo dal presupposto che, spiegando le cose agli altri, spesso diventano più chiare e comprensibili anche a chi le enuncia. A me così succede.
BUON NATALE!! A voi, genitori di Newtown, assieme a tutta la mia partecipazione, comprensione e qualche dubbio, purtroppo. E BUON NATALE anche ai miei amici.

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