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Posts Tagged ‘Gelosia’

Ragazza_Koreana

Mi è capitato più volte di annotare le opinioni della gente di fronte a ritratti maschili e femminili. Mi riferisco, essenzialmente, a quelle immagini che evidenziavano, con tocco più o meno artistico, i tratti distintivi del soggetto, compreso ciò che è segretamente raffigurato, tralasciando valutazioni relative ad immagini erotiche o di semplice nudo integrale, dove, aldilà dell’ironia, è più complicato emettere giudizi seri e incondizionati, per effetto di una, sia pur minima, sensibilità soggettiva. Escludo anche, ritenendola di scarso significato, se non addirittura nullo, qualsiasi valutazione che si riferisca unicamente a parametri anatomici, cioè, che si basi esclusivamente sul rispetto o meno di canoni estetici universalmente prestabiliti (da fiera espositiva).
Ciò detto, venendo al motivo del post, ritengo di poter affermare, sebbene con qualche dubbio, che le femmine siano, rispetto ai maschi, nel giudizio, sensibilmente più oneste ed equilibrate, indipendentemente dal soggetto in esame, maschio o femmina che sia. Incredibile a credersi, ma ho l’impressione che i maschi, quando valutano, ed esempio (spesso con malcelata sufficienza), immagini di propri simili, obiettivamente meritevoli, manifestino un po’ d’insofferenza, un po’ d’invidia … chissà!!  Può darsi che si tratti di semplice inattitudine alla simulazione (direbbe qualche collega maschio). Ovviamente, in tutto questo discorso, vanno tenuti fuori gli osservatori inattendibili, quelli contagiati, in forma cronica o contingente, da gelosia. E’ una brutta malattia che interferisce in qualsiasi valutazione, senza distinzione di razza, di sesso e di religione.

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gelosia

“ … Sono emotiva, un po’ timida, in continua lotta con le mie inibizioni; sono affamata di affetto, sono una pignola rompicoglioni; sono onesta, leale, tenace, e testarda, talvolta egocentrica; a volte razionale altre utopica, comprensiva e a volte patetica (come ora!); intollerante verso la stupidità, aggressiva con chi mi mina alla mia indipendenza; sono un’esagitata e non so stare ferma. Ho un forte senso del dovere, e sono troppo, troppo responsabile.
Amo la vita, la natura, amo questo mondo, nonostante tutto, e amo l’amore.
Sono passionale, esigente, e talvolta possessiva e gelosa, anche nei rapporti di amicizia.
Sono fragile ed insicura. Amo ridere e scherzare, amo l’ironia ed il senso dell’umorismo, amo la spensieratezza e la vita semplice.”

Te la ricordi Maggie questa mail? Sono trascorsi 11 anni. Chissà quanto sei cambiata.
Allora quel: “talvolta possessiva e gelosa, anche nei rapporti di amicizia” mi suonò un po’ strano. Ero convinto che la gelosia fosse un sentimento inammissibile al di fuori dei rapporti di coppia, e nell’ambito di questi, avevo difficoltà a concepirlo. Della gelosia, fino a quel momento, non ne avevo mai avvertito i morsi, in qualunque rapporto. Forse perché i rapporti li ho sempre vissuti in una forma poco partecipativa, chissà! Oppure perché, semplicemente, aldilà della mia indole, non mi sono mai imbattuto in situazioni rischiose. Di certo, il fatto che non siano mai scattati in me impeti di gelosia, non costituiva e non costituisce necessariamente un indice di maturità ed autostima. Le due cose non vanno di pari passo, così come non è scontato che i rischi d’insorgenza s’attenuino con l’età, anzi, spesso aumentano addirittura.
Lo vedi questo blog, amica? Qui ho conosciuto persone meravigliose. Qui non ci scambiamo pacche sulle spalle, né pizzicotti, né sgambetti, né carezze, né versacci, né sguardi d’intesa o mutamenti del tono della voce, né urla, né risate sonore, e nemmeno lacrime e sudore, nulla di tutto questo. Qui ci scambiamo soprattutto essenze. Checché se ne dica, siamo diventati amici e un po’ ci apparteniamo. Proprio così! Tu chiamale se vuoi amicizie virtuali, eppure, io soffro particolarmente per le loro disagio e in altri momenti (quando non sono all’inferno), provo anche un po’ di gelosia. Lo deduco perché delle volte, quando leggo dei commenti un po’ più confidenziali del solito, tra gli amici più intimi ed altri blogger, avverto un impercettibile fastidio, proprio come succedeva tra noi.

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A2G2186

“ Uno dei poteri della gelosia, consiste nel rivelarci quanto la realtà dei fatti esterni e i sentimenti dell’anima siano qualcosa di ignoto che si presta a molte supposizioni. Crediamo di sapere esattamente le cose e quel che pensano le persone, per la semplice ragione che non ce ne preoccupiamo. Ma non appena abbiamo il desiderio di sapere, come chi è geloso, allora tutto si trasforma in un vertiginoso caleidoscopio, in cui non distinguiamo più nulla.”

Marcel Proust, “Albertine scomparsa”

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otello8

Quanti di voi, camuffati o meno, con i vostri articoli o commenti, sia ricevuti che indirizzati essenzialmente a soggetti di sesso opposto, hanno generato “risentimento” in qualcuno? Un qualcuno che, molto probabilmente, conosce la vostra vera identità.
Una Desdemona ed un Otello in rete esistono eccome. Alcuni lo erano prima di confessarsi pubblicamente. Altri, invece, per affinità, empatia o quant’altro, lo sono diventati successivamente, in modo spontaneo, grazie a WordPress, Facebook, Twitter, alla rete in generale. Fenomeni non necessariamente sospinti da “malsani” propositi … anzi. Però questo, a volte, genera qualche problema, dei fraintendimenti, per effetto del libero accesso ai nostri spazi – giusto per rimanere in tema – da parte di qualche testa di Cassio.
Chi vuole intendere intenda e tutti gli altri in roulotte.

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Chi se la sente di contraddirlo?

“Per quanto ci si adoperi a sopprimere la sofferenza, non si potrà ottenere nulla di meglio che di farle mutare aspetto. Essa comincia a manifestarsi sotto forma di bisogno, di necessità, di angoscioso desiderio, di quanto è indispensabile alla vita materiale. Se, a costo di sforzi penosi, si riesca ad allontanare il dolore da questo lato, eccolo che si trasforma, ed assume mille diverse figure a seconda dell’età e delle circostanze: ora è l’istinto sessuale, ora è la passione amorosa, o la gelosia, l’invidia, l’odio, l’ambizione, la paura, l’avarizia, le malattie, e chi più ne ha più ne metta. Se poi non trova proprio altra via aperta, prenderà il greve e tetro mantello della noia e della sazietà, per debellare le quali occorrerà fucinar nuove armi. E quando pure si riesca, non senza lotta, a vincere, il dolore ritornerà alle sue metamorfosi antiche, e la musica riprenderà su egual tono.
(Arthur Schopenhauer)”

La questione, a parer mio, è tutta lì in quel passaggio: “… di quanto è indispensabile alla vita materiale.”

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