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Archive for the ‘Musica classica’ Category

«La passione per la musica è già da sola una confessione. Sappiamo di più su uno sconosciuto appassionato di musica che su qualcuno che alla musica è insensibile e che incontriamo ogni giorno.»
(Emil Cioran)

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«Che musica è questa? L’avrò sentita mille volte ma non conosco il titolo.»
Questa domanda me l’avranno posta almeno 50 volte. Se qualcuno tra voi e attanagliato dallo stesso dilemma, sappia che si tratta del famoso Minuetto di Luigi Boccherini, tratto dal Quintetto nr.5 op.11 in Mi maggiore.

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Cari ragazzi da domani mi assenterò per qualche giorno, per una battuta di caccia. Vi lascio la tana a disposizione per qualsiasi attività ricreativa, compresi i pigiama party, purché abbiate la gentilezza di lasciarla in ordine, così  come l’avete trovata.
Infondo al secondo tunnel laterale a destra, tra le radici del tiglio, troverete, in appositi anfratti, tutto l’occorrente per i cocktail. Per gli infusi e per le canne dovete arrangiarvi con le foglie accuratamente stivate infondo alla navata centrale, avendo l’accortezza, ovviamente, di operare la giusta selezione (non mi assumo alcuna responsabilità per scelte scriteriate o intolleranze varie).
Bene!! La musica ve la offro io con uno tra i concerti più belli mai composti.

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” Amo la musica sopra tutte le arti. Essa comincia dove la parola finisce: è la lingua universale di tutti i cuori che amano e dolorano sulla terra (e che altro è la vita se non amore e dolore?) ci solleva dalla realtà grigia all’impero sterminato e luminoso dei sogni; ci dà il sentimento e la nostalgia dell’Infinito. “
(Mario Rapisardi)

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Keith Jarrett and Chick Corea – Mozart Concert for 2 pianos

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Esiste qualche manifestazione di umana capacità artistica (figurativa, musicale, teatrale o quant’altro) che rapisce particolarmente la vostra attenzione? Nel senso che vi lascia incantati e suscita in voi profonda ammirazione, a tratti anche invidia.
Tralasciando al momento esibizioni di tipo agonistico o sessuale, che costituiscono anch’esse, in forma diffusa, dominanti motivi d’attrazione (ne rimando l’esposizione ad altri momenti, se v’interessa), vi faccio partecipi di due esempi, due espressioni di virtuosismo artistico (musicale) che costituiscono per me, due momenti di profondo interesse.
La prima è una versione della “Suite per orchestra No. 2 in Si minore, BWV1067 di J.S.Bach (Badinerie)”, degnamente proposta dal trombettista Paul Mayes. Normalmente eseguita con flauto traverso.
La seconda, invece, è il “The arrival of the Queen of Sheba, di George Frederic Handel” proposto dalla famosa arpeggiatrice Glenda Clwyd, che oltre ad essere una prestigiosa musicista vanta una rara peculiarità: un cognome senza neanche una vocale (eccheca**o!), anche se, da fonte wikipedia:
“La Y (chiamata ipsilon in italiano, più anticamente conosciuta anche come i greca) è la venticinquesima lettera dell’alfabeto latino. Essa rappresenta anche la lettera ypsilon dell’alfabeto greco e la U di quello cirillico, e rappresenta inoltre una vocale anteriore alta labializzata nell’alfabeto fonetico internazionale.”
Riassumendo: in greco e latino è una consonante, mentre costituisce la vocale “U” nel cirillico e a livello internazionale … boh!

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Mancava da troppo un post sulla musica. Stavolta vi propongo due brani famosissimi eseguiti dal grandissimo Peo Kindgren, un chitarrista che apprezzo particolarmente, soprattutto per la sua pulizia e versatilità.
Il primo è un pezzo classico: Bourrée in Mi-minore di Bach. IL secondo è “Stairway to heaven” dei Led Zeppelin. Se tali interpretazioni sono di vostro gradimento, vi consiglio dello stesso autore altri brani come “Scarborough Fair”, “Somewhere over the rainbow” o “Tears on heaven”. Per rimanere sulla classica vi consiglio l’Aria sulla quarta corda, ovvero: secondo movimento della Suite orchestrale n. 3 in Re maggiore BWV 1068 di Johann Sebastian Bach … per la precisione.
Buon ascolto.

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Cari amici, mi allontano per qualche giorno. E’ giunto il momento delle ferie anche per me. Da domenica, per una settimana, credo di non potermi collegare alla rete. Nel posto dove andrò sarà già una fortuna trovare l’acqua corrente e ancor più: l’energia elettrica. Questa premessa ha valore nella remota eventualità che qualcuno dovesse chiedersi che fine ha fatto luporenna. Per i più curiosi, sarò a San Felice Circeo: una via di mezzo tra le Seychelles e le sei celle … del carcere di Poggioreale.
Vi lascio in compagnia di questa magnifica esecuzione de le Variazioni Goldberg di Bach.

Secondo Forkel, il primo biografo di Bach, le Variazioni Goldberg sarebbero state commissionate a Bach da Hermann von Keyserlingk perché fossero suonate dal suo protetto, il quindicenne Johann Gottlieb Goldberg, per conciliargli il sonno. Proprio così!!!
E’ probabile che a qualcuno l’effetto lo produca, personalmente considero questa versione dell’immenso Glenn Gould qualcosa di straordinario, di supremo. E’ probabile che la sua prima esecuzione, del 1955, sia a tratti ancor più dinamica, ma vi assicuro che questa incisione del 1981 (un anno prima della sua scomparsa, a soli 50 anni) genera l’estasi, assoluta….
Chi è Glenn Gould? Vabbé … lasciamo perdere.
Voi comunque lanciate il brano e continuate tranquillamente a fare le vostre faccende. Non vi soffermate sui primi passaggi, sono un pò lenti, abbiate un pò di pazienza.

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