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Posts Tagged ‘Legami’

amicizia_3

«Molto spesso a me sembra, quando penso all’amicizia, che si debba considerare sopratutto una questione: se l’amicizia sia desiderata per la nostra debolezza e povertà, in modo che, nel dare e nel ricevere favori, ciascuno riceva dall’altro, e a sua volta renda, ciò che da solo non potrebbe; oppure se, pur essendo questa la peculiarità dell’amicizia, la causa sia un’altra, più importante, più bella e proveniente dalla stessa natura. L’amore, da cui prende nome l’amicizia, è il primo impulso a farci unire per affetto.»
Cicerone, “L’amicizia”

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catene

Esistono due vie per guadagnare la stima e l’affetto delle persone, il coraggio delle proprie azioni e l’onestà nel riconoscerne l’assenza. Solo la prima, però, ci da il pieno diritto ad apparire, a pretendere ascolto, soprattutto quando tale forza è impegnata nella più nobile delle imprese: la difesa della propria libertà.
Nessun espediente, per quanto geniale, può mai assegnarci questo privilegio; solo l’agire. E chiunque ci circondi, per quanto unito a noi, persino da legami di sangue, ha il sacrosanto dovere di rispettare questo nostro proposito. Ogni suo risentimento, confinato o meno entro i limiti di una composta richiesta di legittima comprensione, non può e non deve generare incessanti sensi di colpa.
Perché scrivo questo? Per dichiarare la mia profonda ammirazione e vicinanza a tante anime  che con le loro uniche forze hanno spezzato vincoli, hanno superato situazioni di perdurante disagio, hanno sconfitto ingiustizie ed oppressioni d’ogni genere, onorando un impegno assunto nei confronti della vita, l’unica e irripetibile. A queste persone aggiungo anche quelle in continua rivolta, che quotidianamente manifestano a viso aperto intenti di riscatto, prima fra tutte: arsenicaXXX.
Chiudo con un augurio molto particolare ad una persona. Poi verranno quelli diretti a voi.
Buon 2013!! Tommaso. Che si assottigli sempre più la distanza fra te e questi eroi silenziosi: tra la polvere e le stelle.

Tuo luporenna

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“ Ti racconto una storia vera Joe.
Robert ha vissuto un’adolescenza sregolata. Tra i genitori non regnava né concordia né armonia. Suo padre, troppo permissivo, non gli ha mai posto alcun limite, sin dall’infanzia. E’ egoista, autoritario. Ha sempre manifestato una mancanza d’equilibrio ed ha indotto nei suoi figli stati d’ansia e insicurezze.
Nicholas, il figlio di Robert, ha vissuto un’adolescenza difficile. Tra i genitori non regnava né concordia né armonia. Suo padre l’ha spesso vessato ed umiliato, sin dall’infanzia. E’ ansioso ed insicuro. Manifesta una mancanza d’equilibrio ed induce nei suoi figli sfacciataggine e superbia.
Stephen, il figlio di Nicholas, sta vivendo un’adolescenza sregolata. Tra i genitori non regna né concordia né armonia. Suo padre non gli pone alcuna restrizione, l’asseconda in tutto. E’ viziato, indisciplinato. Manifesta una mancanza di equilibrio e tutto lascia supporre che possa indurre nei suoi figli stati d’ansia e insicurezze.
A questo punto mi chiedo: quante generazioni debbano succedersi per interrompere certi circoli viziosi? Per dissolvere certe tare? Per liberare certe stirpi da veri e propri sortilegi? “

– Beh! Potrebbero bastarne tre Fred, se Stephen si unirà ad una donna forte, realista e coscienziosa. Una donna che sappia correggere i suoi difetti, imponendosi, e che diventi un riferimento per i figli. L’assenza di questa figura ha permesso ciò che hai raccontato, Fred, dimostrando la sua assoluta importanza. –

” Un’impresa non da poco, dal momento che credo che una donna coscienziosa sia poco propensa ad unirsi ad un uomo lacunoso. “

– Non dare mai nulla per scontato in una donna. Per amore sarebbe capace di qualsiasi impresa, che sia audace, negligente o generosa. Può darsi che questo valga anche per gli uomini. Quello che è certo, e che ho imparato dalla vita, è di non giudicare mai una donna dagli uomini l’hanno attratta, l’ultimo compreso. Si rischiano delle sviste clamorose. –

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Legami

legame

Trame ordinate
d’incanto tessute
il fato governa.

Legami di sangue,
di sesso, fraterni,

di sacra alleanza,
tenuti per mano,
reali, virtuali.

Animo angusto,
colui che traduce
in unico moto
del fato la tela.

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Certi amori

Certi amori
sono fiori di scarpata.
Si insinuano testardi
tra macigni acuminati.
Non li scorgi,
non li senti.
Affondano radici
tra le crepe d’un legame.
Resistono all’incuria,
ai rigori dell’inverno.
Si sostentano con nulla.
Certi amori
sono sfide,
sono scherzi del destino.
Attecchiscono spontanei,
senza un tocco di campana.
Sono figli clandestini
che Dio mai benedirà:
il riscatto di una vita
o una pena ancor più atroce.

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Cavoli!! Ragazzi, in tre giorni ho ricevuto quasi 200 visite. Considerato che non sono né un opinionista né un grande saggio, il traguardo è ragguardevole.
Che stia cominciando a scrivere qualcosa di sensato?
Comunque quello di cui vorrei parlare è una sensazione che si sta materializzando man mano che leggo alcune vostre introspezioni. Mi riferisco a voi, miei cari compagni della piattaforma di WordPress. Traspare spesso una condizione comune tra me e voi, di altalenante inquietudine.
Che sia un caso che ci troviamo a parlare con una certa frequenza di legami esausti, di solitudine, di manchevolezze, di disincanto?
Anche nelle note più vivaci ed armoniose, ravviso a volte un velo di malinconia, di rimpianto. Certo, potrebbe trattarsi di espedienti romantici. La letteratura ne è piena.
Alcuni articoli, però, sono dei veri e propri appelli disperati. Altri: dei proclami di guerra. Quest’ultimi, se non altro, manifestano una certa vitalità.
Se questa percezione riflettesse un reale disagio, ci sarebbe un solo termine per definirci: SFIGATI!!
Di sfigati, a dire il vero, se ne trovano in qualunque contesto.
Sono quelle persone non strettamente vittime di una disgrazia, di una sorte sciagurata. Infatti, grazie a Dio (come si suol dire) la maggior parte di noi gode di buona salute, almeno così sembra. Anche perché se qualcuno fosse affetto da qualche infermità, anche mentale, avrebbe tutt’altro a cui pensare piuttosto che disquisire sull’influenza dei social network o diffondere immagini.
Gli sfigati siamo noi, che corriamo nei boschi o andiamo a cinema da soli, senza dispiacercene più di tanto. Un po’ folli ma molto lucidi e coscienziosi. Sull’orlo della depressione ma che consideriamo uno spreco ricorrere allo psicoanalista (anche perché la maggior parte di noi ha la piena consapevolezza di cosa avrebbe bisogno).
Dove voglio andare a parare?
Da nessuna parte. Volevo solo un riscontro da voi, un’eventuale conferma. E se le mie supposizioni fossero fondate, volevo una vostra valutazione sul potere “terapeutico” della scrittura, intesa come confronto, come scambio. Insomma: da quando avete aperto il vostro blog, vi sentite meglio, si o no? Vi sentite migliorati in qualcosa?
Io personalmente nella grammatica italiana.

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Se a volte replicassi con un dubbio ai miei sospiri, sorreggerei l’ariete con fermezza. (HW)

« Samantha! Chi ti ha inviato questo strano messaggio? »
– Mamma! Oltre ad ascoltare le telefonate adesso mi leggi pure gli SMS? Ma non avevi detto che con questi aggeggi non ci capivi niente? E che cazzo! –
« Che hai detto? Ma sei impazzita? Così ti rivolgi a tua madre? Io alla tua età di cazzo non me ne sono fatto mai scappare uno »
– E papà era contento? Meno male che non ci ascolta nessuno –
« Perché? Guarda che tuo padre è stato sempre orgoglioso di me, per i miei modi fini ed educati »
– Lascia stare mamma. Papà è stato sempre orgoglioso di te per altri motivi. Non pensava ad altro che mostrare la sua bambola, a suscitare l’invidia degli stolti, comunque questa storia delle intercettazioni deve finire. Mi dispiace usare questo tono, ma questo tuo modo di interferire nella mia vita privata ed in quella di Deborah, nonostante abbia solo 13 anni, è assolutamente inaccettabile, oltre che ingiustificato.
Cosa speri di ottenere ascoltando le nostre conversazioni? Così facendo non fai altro che dimostrarci mancanza di fiducia, oltre che complicare i rapporti.
Io comprendo quali possano essere i tuoi intenti ma al tempo stesso ritengo che tutto ciò che noi già ti riferiamo sia più che sufficiente a darti un’idea di quali siano le nostre condotte.
Quei piccoli ed intimi segreti che condividiamo solo con poche persone sono altro che nostre legittime necessità; oltre che diritti –
« Anche un genitore ha i suoi diritti »
– Che non calpestino quelli dei figli –
« Brava! Chissà se avresti risposto così anche a tuo padre. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa lui di tutta questa storia »
– Questo non mi preoccupa. Innanzitutto sul mio atteggiamento non ci vedo nulla di immorale e poi, cara mamma, ricorda sempre cosa ci ripete spesso:
“Una persona di valore nasconde sempre dei piccoli segreti. Troppe spiegazioni non vanno ne rese ne pretese”.
Papà ha un grande pregio che compensa tanti suoi difetti: è coerente. Non si contraddirà certo con sua figlia –
« Samantha, di questa cosa ne parliamo un’altra volta, adesso voglio sapere chi ti scrive queste frasi compromettenti, specialmente per la figlia di un sindaco »
– La figlia del sindaco? Ma chi se ne frega! E poi non credo si rischi la reputazione per queste cose –
« Perché no? Pensa se una frase simile la leggesse Paolo »
– Paolo sa tutto…o quasi. Diciamo che sa che ho uno scambio di e-mail con una persona –
« Maledetto computer, adesso ti sei trovata anche l’amico su internet, uno di questi maniaci informati. Da quanto tempo va avanti questa storia? »
– Innanzitutto non l’ho conosciuto in rete, e poi chiariamo una cosa, a proposito di internet: vorrei che non lo demonizzassi come fai ogni momento. Internet è uno strumento straordinario, assolutamente insostituibile.
In quale altro modo avrei potuto raccogliere dati, informazioni, notizie, sentire musica, vedere video in un modo così immediato e variegato? Certo, internet vuol dire anche blogging, MSN, Facebook: i tuoi demoni, però sappi che questi mezzi, usati con criterio e parsimonia, sono assolutamente formativi, aprono la mente, stimolano l’immaginazione, la creatività, ma soprattutto: aiutano a socializzare.
Tornando al mio amico. Era presente in chiesa al concerto dell’epifania. Ti ricordi il Gloria? E’ rimasto impressionato dalla mia voce. Lui ha la passione per la musica classica, e dice che quando mi ha sentito interpretare il Domine Deus è rimasto totalmente rapito, incantato. Secondo lui è stata un’entità sovrannaturale a guidare la mano di Vivaldi, di Hendel e di tanti altri. Così lui la interpreta la spiritualità.
La presenza di Dio è nella natura delle cose, nell’arte duratura, in certa musica, nei pensieri di San’Agostino e tant’altro. Nell’ispirazione degli eletti va cercata soprattutto l’essenza del Creatore. Io quella sera sono stata una lettrice; il mezzo.
Da quel giorno ha cominciato a mandarmi messaggi di ogni genere, ai quali ho sempre risposto con piacere. I più originali me li scrive sui muri o dove capita –
« Cooosaa!! Sui muri? Ma non sarà mica…Oh Cazzo! HW è quel pazzo »
– E vai! Finalmente te ne uscito uno, e pure con la rima. Comunque hai indovinato, si tratta proprio di Hungry Wolf –
« Mamma mia! Mi sento male. Tu sei impazzita…con quel folle »
– Ma quale folle, è solo una persona un po’ eccentrica, particolare –
« Come fai ad esserne certa. Lo conosci personalmente? Come si chiama? »
– Il nome non me l’ha svelato, so solo che abita in paese ed ha una decina di anni più di me –
« Ah! Su questo ci avrei scommesso, non è certo un adolescente »
– Se vuoi sapere con esattezza quanti anni ha glielo posso chiedere –
« Come è possibile che tu non conosca la sua età? Non ti è mai venuta la curiosità? »
– No! Per me conta poco, dal momento che si tratta solo un amico. Per me gli amici non hanno età –
« Un amico? Una persona del quale non conosci il nome, l’età, che vita conduce, lo chiami amico? –
« Si, ed anche particolare »
– Che significa particolare; che intendi? Non mi vorrai mica dire che avete un rapporto intimo e confidenziale? –
« Mamma, non ti allarmare, anche se la vicenda ti sembra strana, non vederla come una cosa impegnativa, almeno per me. Io non ho nessuna intenzione di andare aldilà di un semplice rapporto d’amicizia, e lui lo sa benissimo; sono stata chiara su questo punto. Fino ad ora abbiamo scambiato semplici opinioni, sensazioni…emozioni. Abbiamo parlato del senso della vita, dei nostri interessi, dei nostri progetti. »
– Samantha, queste cose sono pericolose, non puoi prevedere come vanno a finire. Anche se per te al momento non c’è niente, per lui è diverso. La frase che ti ha scritto, ad esempio, mi sembra una vera e propria dichiarazione, oltre che una richiesta, per cui è meglio che interrompi subito questa storia, prima che sia troppo tardi. Ricordati che quando una persona prende una sbandata non si rassegna tanto facilmente davanti ad un rifiuto. Può diventare assillante; io queste cose le so. Sapessi quante volte dei semplici amici mi hanno invitato a fare una passeggiata, a prendere una sciocchezzuola, e poi mi sono arrivate le proposte più indecenti, se non addirittura le palpatine –
« Su questo hai ragione, però ti ripeto, io non sono coinvolta sentimentalmente, almeno non nel senso comune. Credo sia opportuno che ti faccia leggere una sua lettera, così capisci meglio come stanno le cose. Questa è l’ultima, mi è arrivata proprio ieri »

Carissima Samantha,

perdonami se ieri sono stato un po’ laconico, in risposta al tuo rifiuto ad uscire da soli. Io avevo solo l’intenzione di presentarmi, di farti sapere tutto di me, di svelare il mistero. Probabilmente a te sta bene così, piuttosto che correre il rischio di rimanere delusa, preferisci che sia la tua immaginazione a tracciare il mio profilo, almeno fino a quando tu non sia motivata (spero che presto succeda) da altri intenti che non siano “semplici” scambi di essenze.
Per il momento non insisto più di tanto, ma soprattutto: non ti biasimo. Se a volte assumo atteggiamenti apparentemente risentiti è per una ragione molto semplice.
Mia adorata, come forse hai già intuito, relativamente al nostro rapporto, credo di essermi calato in una dimensione virtuale, una favola incantata che è solo frutto della mia immaginazione e di questo incontenibile sentimento che avverto nei tuoi confronti, diciamolo pure: di questa attrazione irrefrenabile.
Ciò detto, come in tutte le favole, purtroppo, il ritorto alla realtà è un rischio sempre presente, può bastare un niente perché sia sopraffatto dal disincanto per poi riprendere a sognare, quando l’istinto di conservazione non mi lascia intravedere alcun altro motivo di interesse e di profonda gioia.
Ieri, ad esempio, analizzando con distacco certe mie dichiarazioni, ho realizzato, con tutto ciò che ne consegue, quanto sia illusoria la mia situazione, quando siano assurdi certi miei atteggiamenti, certe mie pretese.
Che senso ha profondere unilateralmente un sentimento forte senza ottenere in cambio nient’altro che attestati di stima e amichevoli inclinazioni? E poi, semmai dovessimo incontrarci, che piacere potrei mai trarre, oggettivamente, da certe mie affettuosità se non ricambiate? A queste cose, purtroppo, spesso ci penso, ma al tempo stesso non posso fare a meno di constatare, qualunque strada prenda il nostro rapporto, la fortuna che mi è capitata nell’instaurare con una persona matura saggia e profonda come te questo meraviglioso rapporto d’amicizia. Costi quel che costi, farò in modo che questa immensa preziosissima ricchezza non venga sciupata da un interesse limitato.
Ciò che separa noi, in questo preciso istante, da quello che saremo tra cent’anni è solo il bene effimero di una passione.
Tuo HW –

« E tu che hai risposto? »
– Quel bene effimero è la vita…o forse no –
« Samantha non so che dirti. L’unica cosa certa è che da domani eviterò certi mezzi però tu devi comprendere la mia posizione. Se cerco di controllarti è solo per metterti sugli attenti »
– Mettermi sugli attenti? Hai visto Ufficiale gentiluomo ieri sera? Forse volevi dire: mettermi sull’avviso, in guardia, sul chi va là –
« Vabbè, quello che è. Volevo solo raccomandarti di stare attenta perché tra il dire e il fare c’è di mezzo mare, anzi: un oceano intero »
– Starò attenta mamma, però al momento non me la sento d’interrompere questo rapporto, non ne vedo il motivo. Non entra in competizione con quello tra me e Paolo. Ogni legame è una cosa a sé stante. Non so come spiegartelo, mamma, ma questa storia mi fa sentire importante, mi completa, mi stimola. E’ come un riconoscimento. Me la sono guadagnata e me la tengo stretta.

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