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Posts Tagged ‘Satira’

parrucchiere

Laboratorio di scrittura teatrale. Tema della proposta: “Dal parrucchiere”

Proposta di Renna Tommaso.
Personaggi: LA SIGNORA GARGIULO; LA FIGLIA; ZIA LUCIA; LA TITOLARE; l’AIUTANTE

(Casavatore, periferia di Napoli – Negozio Coiffeur)

Sulla soglia del negozio, la signora Gargiulo, accompagnata dalla gigantesca zia Lucia, rivolge un vigoroso invito a sua figlia:

«Muoviti!!! …. Entra!!»
“Mamma!! Non voglio entrare … cazzo!”
«Marò!! Questo a tua madre? Io all’età tua di cazzo non me ne sono fatto scappare uno, E CHIAROOO!!»
ZIA LUCIA: “Cafona come suo padre … non c’è che dire”

Dall’interno del negozio …

LA TITOLARE: “Signora!!! Ha bisogno d’assistenza?”
L’AIUTANTE: “Sarà meglio ‘na corda.”

Vinte le ultime resistenze della figlia, con un violento strattone, la signora Gargiulo fa finalmente ingresso nel negozio. Improvvisamente ogni attività s’interrompe:

«Buongiorno e tutti, sono la signora Gargiulo. Questa è mia figlia Jasmine e questa è mia zia. Dovete scusarmi, sono mortificata, questa scostumata mi fa fare solo figuracce. Tutte queste storie per un’aggiustatina. Dovete sapere che suo cugino Aladdin, il figlio di mia sorella, ha superato gli esami di terza media, e i genitori hanno organizzato un bel ricevimento»
La TITOLARE: “WOW!! E per la festa del diploma, cosa avete pensato d’organizzare, una sfilata ai Fori Imperiali?”
LA SIG. GARGIULO: «Magari!! Sarebbe bellissimo, con tutte quelle trecce tricolori.»
LA TITOLARE: “Ma quello non è un problema, gliele offro io.

All’improvviso un violento fischio irrompe nella sala …

LA SIG. GARGIULO: «Ma chi è? … MARO’, ’O VIGGILEE!!»
L’AIUTANTE: “Forse avete lasciato il tappeto volante in doppia fila.”
LA SIG. GARGIULO: «Che sbandata!! … Torno subito.»

Intanto la figlia …

“Scusate non si può sentire un pò di musica qua dentro, nu poco ‘e Giggi D’Alessio?”
LA TITOLARE: “Uè! Uè! Ma sì venuta qua per ‘na messa in piega o ‘na messa cantata?”

Dopo pochi minuti, ritorna la signora Gargiulo …

«Mamma mia!! Che corsa … sono tutta sudata.»
LA TITOLARE: “Veniamo a noi signora. Che posso fare per sua figlia?”
LA SIG. GARGIULO: «Veramente vorrei ritoccare anche mia zia.»
L’AIUTANTE (sottovoce): “Ma che è ‘n’affresco?”
LA TITOLARE: “Vabbé!! Pensiamoci dopo, adesso cominciamo da sua figlia”
LA SIG. GARGIULO: «Dunque! Io per lei avrei pensato ad un paio di colpi … »
LA TITOLARE: “Di sole?”
L’AIUTANTE: “Noooo! … ‘e pistola!”
LA TITOLARE: “Me la perdoni, signora Gargiulo, la mia aiutante ha il senso dell’umorismo, scherza con tutti.”
LA SIG. GARGIULO: «Fate! Fate! Fate pure, io apprezzo l’ironia spinta: l’orgasmo.»
LA TITOLARE (dopo aver lanciato un’occhiataccia all’aiutante): “Torniamo a noi, non ci distraiamo … Questi colpi li facciamo vistosi o appena accennati?”
LA SIG. GARGIULO: «Non saprei … Io vorrei che mia figlia non sembrasse né una signora, né una bambina e neanche una giovinastra.»
L’AIUTANTE: “Senta signora, se vuole che sua figlia perda ogni sembianza umana può rivolgersi al negozio affianco, fanno delle ottime toelettature, si chiama “Amici a quattro zampe”
LA TITOLARE: “Non se la prenda, signora, oggi questa screanzata è particolarmente ispirata, chissà perché. L’importante è che lei rimanga soddisfatta.”

Dopo mezz’ora …

LA TITOLARE: “Ecco fatto!!! … Allora signora Gargiulo, le piace sua figlia?”
LA SIG. GARGIULO: «Béh! Tutto sommato … poteva andare peggio.»
LA TITOLARE: “La prego, signora, mi risparmi tutti questi complimenti. Passiamo a sua zia.”
LA SIG. GARGIULO: «Per lei avevo pensato ad una bella tinteggiatura.»
LA TITOLARE: «Lei è fortunatissima, ho un prodotto che fa proprio al caso suo., me l’ha procurato mio marito, fa l’imbianchino. E’ una tempera sintetica lavabile antimuffa, la base è bianca, però si può colorare.»
LA SIG. GARGIULO: «Certo che si deve colorare, magari un lilla leggero, come Rita Levi da Pietrelcina.»
LA TITOLARE: “E chi è?”
L’AIUTANTE: “Boh! … Deve essere una parente di Padre Pio.”
LA TITOLARE: “Ma statt zitt’, mannaggia a te … Scusi, signora, ma sua zia, io la vedrei meglio col rosso, la ravviva un po’, anzi, io la vestirei tutta di rosso.”
L’AIUTANTE (sottovoce): “Eccerto!! Accussì ‘a scambiano pe’ l’autobotte de pumpieri.”
LA SIG. GARGIULO: «Avete ragione!! Vada per il rosso … tanto rosso »

Dopo circa un’ora …

LA TITOLARE: “Finalmente!!! E’ finita l’opera”
LA SIG. GARGIULO: «Mamma mia!! Non mi piace proprio … mi pare Vanna Marchi.»
LA TITOLARE (con tono alterato): “Ma che vuò nu miracolo? ‘A prossima vota te ne vaje a Lourdes.”
LA SIG. GARGIULO (sbraitando): «Ma come vi permettete!! Io chiamo i carabinieri»
LA TITOLARE: “Ma chiamm’a chi cazz’ vuò tu: ‘e carabinieri, ‘o Genio da lampada, Ali Babà e i quaranta ladroni.”

La signora Gargiulo afferra violentemente la figlia e sua zia e si dirige in tutta fretta verso l’uscita. Giunta sulla soglia si volta indietro di scatto, tutta impettita…

«Ricordatevi che questa storia non finisce qui … IO HO UNA GROSSA INFLUENZA!!»
L’AIUTANTE (urlando): “E ALLORA SI FACCIA CURARE!!”

 

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Notre-Dame delle correnti d’aria…

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kern (21 – 30)

“Abba Michele chiese un giorno ai suoi novizi:
– Se io intervenissi a difesa di un asino maltrattato da un contadino, a quale precetto obbedirei?-
– Ama il prossimo tuo come te stesso.-”

“- Qual è la miglior locanda del paese, fratello? – chiese un viandante a un anziano che stava sulla soglia della sua cella.
– Ce ne sono due, fratello. Ma in qualunque delle due andrai, rimpiangerai di non essere andato nell’altra.-”

“Due padri in viaggio nel deserto trovarono ospitalità presso una generosa famiglia. Non volendo apparire sgarbati, non poterono rifiutare un bicchiere di vino. Riprendendo la strada, uno disse all’altro:
– Lascia ch’io vada avanti, fratello, e dimmi se procedo diritto.-
Percorsa una cinquantina di metri, si volse; e l’altro gli disse:
– Stai procedendo diritto. Ma dimmi: chi è mai quel fratello che cammina con te?”

“Disse un anziano: – Sappiate che il peggior momento per un ateo è quando si sente grato e non ha chi ringraziare -.”

 “Un monaco al suo anziano: – Io cerco sempre di fare del mio meglio, abba, ma la mia coscienza mi rimprovera continuamente …-
Gli rispose l’anziano: – Dovresti fortificare il tuo carattere! –
Gli obiettò il monaco: – Non potrei indebolire la mia coscienza?”

“Un giovane, convertito di recente, chiese a un anziano: – Abba, adesso dovrò rinunciare completamente al mondo? –
– Non temere – gli disse l’anziano – Se la tua vita sarà realmente cristiana, sarà il mondo che rinuncerà subito a te -.”

“Ad alcuni giovani novizi, il monaco maestro chiese una relazione sulla loro capanna.
– La tua relazione – disse poi a Marco – è uguale, parola per parola, a quella di Efrem.
– Ovvio! – spiegò il giovane – abitiamo nella stessa capanna -.”

“Un anziano rimproverò un giovane monaco dicendogli:
– Alla tua età, io lavoravo dieci ore al giorno e altre dieci le passavo in preghiera.-
Rispose il giovane monaco:
– Ammiro il tuo ardore giovanile, abba. Ma ammiro ancor di più la tua maturità, se ti ha fatto cambiare radicalmente quegli eccessi.-”

“Un giovane, desideroso di entrare a far parte del monastero di Ennaton, fu interrogato da un anziano che voleva sapere sino a che punto era disposto a lasciare il mondo:
– Se tu avessi tre monete d’oro, le daresti ai poveri?-
– Di tutto cuore, abba.-
– E se tu avessi tre monete d’argento?-
– Molto volentieri.-
– E se avessi tre monete di rame?-
– No, abba.-
– E perché? – chiese stupito l’anziano.
– Perché ho tre monete di rame.-”

“Nella cella di abba Stefano, esperto in erboristeria, si presenta un giorno un novizio:
– Abba – gli dice – sono cleptomane. Che cosa mi consigli di prendere? –
– Niente nella mia cella, prego.-”

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kern (11 – 20)

“Non poche volte i padri del deserto avevano a che fare con le tribù nomadi. Un giorno un loro capo venne a trovare abba Isaia, dicendogli che voleva diventare cristiano.
– Tu fai felice il mio cuore – gli disse l’anziano. – Però hai due mogli, e bisogna che tu rinunci ad una.-
– Vi rinuncerò quando tu, abba, mi avrai citato un solo passo della Scrittura che condanni la bigamia.-
– Nessuno può servire due padroni – gli rispose l’anziano.”

“Un giovane del mondo volle farsi monaco. Giunto a Scete, in uno dei monasteri più poveri ed austeri, un anziano lo condusse alla sua cella:
– Naturalmente dovrai farti il letto …-
– Certo! Abba.-
– Allora eccoti quattro assi, un martello e dei chiodi.-”

“- Da cosa riconosco che sto facendo il mio dovere? – chiese un giorno un monaco ad abba Sisoès.
– Dal constatare che ciò che stai facendo non è di tuo gusto – rispose il monaco.”

“Ad una gran dama di Smirne venuta a chiedergli di accogliere nel suo monastero il suo giovane figliolo,  abba Nibias domandò:
– Che cosa vorrebbe realmente fare il tuo ragazzo? –
– In realtà, vorrebbe dedicarsi all’agricoltura.-
– E cosa sta facendo adesso?-
– Vegeta.-”

“Un sapiente di questo mondo andò a far visita a un anziano. E vedendo che questi non possedeva che una Bibbia, gli regalò un suo libro di esegesi.
Dopo un anno, tornato a fargli visita gli chiese:
– Abba, il mio libro ti è servito a capire meglio la Bibbia? –
– In realtà – gli rispose l’anziano. – mi son dovuto servire della Bibbia per capire il tuo libro.”

“Un eremita va a trovare un altro eremita e gli chiede d’imprestargli l’asino.
– Lo farei volentieri, ma l’asino è al pascolo, e non so dove.-
In quel momento si sente un raglio provenire da un capanno lì accanto.
– È strano – fa il postulante – il tuo asino è al pascolo e io lo sento ragliare qui.-
– Non avrei mai creduto – esclama il monaco con l’aria offesa – che tu avessi più fiducia in un asino che in me!-”

“Un giorno un anziano, in visita a un fratello, gli chiese:
– Abba, il tuo vino è sempre quello dell’ultima volta?-
– Identico, fratello, identico!-
– Allora, per favore, porgimi un boccale d’acqua.-”

“Una donna del villaggio, disperata per la condotta del figlio, disse un giorno ad abba Ilarione:
– Mio figlio non ascolta nessun consiglio intelligente; presta orecchio solo al primo asino che incontra! Se tu potessi parlargli …-”

 —

“Due giovani monaci parlavano un giorno della vita e delle sue difficoltà.
– Io sono ottimista – disse il primo – perché penso che viviamo nel migliore dei mondi possibili.-
– Anch’io – gli rispose il secondo – penso che viviamo nel migliore dei mondi possibili: per questo sono pessimista.-“

“Un anziano, dopo anni e anni passati nel deserto, volle stabilire il suo eremitaggio fra le montagne. Cammina cammina, dopo molte lune arrivò a una grande catena di monti. Si inoltrò in una valle profonda e qui incontrò un pastore.
– Abba – gli disse il pastore, vedendo l’anziano guardarsi intorno un po’ smarrito – non ti piace questo posto?
– Non lo so. Sarebbe meglio non ci fossero tutte queste montagne a nascondere il paesaggio.”

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kern  (1 – 10)

“- Dove posso trovare abba Staziano? – chiese un viandante ad un monaco di Celle.
Questi rispose:
– È nel recinto dei maiali. Lo riconoscerai perché ha un cappello in testa.-”

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“- Sei troppo severo con le nostre giovani donne – rimproverò un giorno un uomo del mondo ad un anziano – Sono tutte ottime figliole.-
L’anziano ribatté:
– Se sono tutte ottime figliole, da dove vengono le cattive mogli?”

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“Un ladro penetrò una notte nella cella di un anziano. Mentre frugava dappertutto, udì una voce:
– Amico! Perché cerchi nel buio ciò che neppure alla luce del sole potresti trovare?-”

—–

“Un monaco di Scete, assalito dal demone dell’angoscia, andò a far visita ad abba Serafino. L’anziano, vedendolo molto turbato, gli disse:
– Per prima cosa, fratello, deponi ogni agitazione. Stenditi su questa stuoia e rilassa le tue membra. Poi dimmi, con grande sincerità, tutto, assolutamente tutto quello che vedi nella tua angoscia.-
Rispose il monaco:
– Per prima cosa, abba, vedo che il soffitto della tua cella ha proprio bisogno di essere ridipinto.-”

—–

“Abba Macario aveva un cane che lo seguiva fedelmente ovunque. Un giorno, mentre camminava nel deserto, fu raggiunto da un contadino che gli disse:
– Abba, oggi il tuo cane ha mangiato una mia gallina!-
– Hai fatto bene a dirmelo – rispose l’anziano – Così, questa sera non gli darò cibo.”

—–

“A una celebrazione liturgica, un padre tenne un’omelia. Al termine della sinassi, un anziano chiese a un altro:
– Che cosa pensi di abba Marco come predicatore?-
– Mi è sembrato il nostro grande abba Antonio –
– Ma abba Antonio non era predicatore!-
– Appunto.”

—–

“Abba Daniele era noto per la sua dolcezza e la misericordia verso i peccatori. Un giorno, venuto a confessare un ammalato, lo trovò un po’ reticente.
– Io non insisto – disse – perché tu ti confessi. Non voglio che la paura ti faccia prendere una decisione affrettata. Dormici sopra. Se domattina ti svegli, chiamami.”

—–

“Di due eremiti, uno era attivo ed energico, l’altro pigro e indolente. Il secondo passò un giorno accanto alla capanna del primo e vi vide intorno un orto magnificamente coltivato. Disse allora il secondo:
– Che splendore riesce a fare la mano dell’uomo, con l’aiuto di Dio!
Rispose il primo:
– Detto fra noi, avrei voluto che tu vedessi in che stato era ridotto questo terreno quando il Buon Dio era il solo ad occuparsene!”

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“Un padre, a causa di eccessive veglie e digiuni, si accorse che la sua memoria era diventata troppo debole. Si recò allora da un anziano per chiedere consiglio:
– Abba – gli disse – la mia memoria si è fatta troppo debole e…-
– Continua, fratello. Dunque, la tua memoria si è fatta troppo debole e…-
– Ho dunque detto io che la mia memoria si è fatta troppo debole?”

—–

“Un fratello chiese un giorno ad un anziano:
– Che cosa vuol dire in verità: “Non nominare il nome di Dio invano?-
– Che non si deve bestemmiare senza una ragione.”

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All’improvviso la signora Winwood accese l’abat-jour, diede un’occhiata all’orologio, saltò giù dal letto ed afferrò il cellulare.

“ Steve!! “
“ Daisy! Cosa c’è? Perché mi chiami a quest’ora? “
“ Fred non è tornato, ormai sono le due di notte. Tu lo sai come la penso su quel pervertito. Il problema è Marion, è legatissima a suo padre. Se dovesse succedergli qualcosa ne morirebbe “
“ Ma che cavolo stai dicendo, Daisy? Perché tuo marito sarebbe dovuto rientrare stanotte, non è a Birmingham in trasferta? “
“ No Steve, ti ho raccontato una fandonia. Fred ieri sera è andato ad una cena di lavoro. Se non mi fossi inventata questa storia non saresti venuto. Avevo bisogno di vederti Steve, lo capisci questo? “
“ Porca puttana!! Daisy!! Sei impazzita? Così rischiamo troppo. Un giorno di questi ci arriverà una bella fucilata nella schiena e addio tresca “
“ Ti prego Steve, la situazione è tesa, non contribuire a peggiorarla “
“ Ok!, ragioniamo con calma, anche se, a dire il vero, non è facile immaginare che fine abbia fatto tuo marito. Fred è imprevedibile, potrebbe essere rimasto bloccato in un passaggio a livello, oppure può essersi distratto nel superare un TIR, mentre era in compagnia di una delle sue solite puttanelle “
“ Certo!! Tutto e possibile, anche che sia stato tamponato da una navicella spaziale e che sia stato avvicinato da un’equipe di ricercatori alieni transessuali con intenti poco benevoli. In tal caso, conoscendolo, è probabile che abbia tentato dapprima la fuga e che poi, vistosi raggiunto, abbia scavalcato il primo muro di cinta, quello dello zoo, e sia finito dritto dritto nel recinto degli orsi polari “
“ Non è possibile! “
“ Perché? “
“ Perché il recinto degli orsi polari si trova proprio al centro dello zoo e non nell’area perimetrale “
“ Sai Steve, a volte mi chiedo cosa mi leghi a te …. sei un emerito imbecille! “
“ Mamma mia!! Che reazione scomposta … Ti devi calmare, Daisy. Lascia che del caso se ne occupi la polizia “
“ Era nelle mie intenzioni, Steve, ma prima volevo rassicurarmi che tu fossi a casa, al sicuro “
“ Volevi assicurarti che io fossi al sicuro? … Amoruccio!! … Cosa stai cercando di dirmi? Non capisco “
“ Ascolta Steve, non te l’ho detto subito per non allarmarti ma due giorni fa, mentre facevo pulizie, mi è caduto a terra il telefono e nel raccoglierlo ho notato una cimice “
“ Come è possibile Daisy, hai cambiato la moquette il mese scorso “
“ CRETINOOOOO!! Era una microspia. E’ uscita fuori dalla cornetta “
“ OH!! Mio Dio!! … Mi sento male … Sai cosa vuol dire questo? “
“ Che qualcuno, del quale ignoro totalmente l’identità, sta tentando di intercettare le nostre conversazioni “
“ Brava!! E quindi deve esserci un registratore nascosto da qualche parte. Dobbiamo trovarlo assolutamente, Daisy. Nel frattempo rimetti la microspia nel telefono “
“ Già fatto. Il problema è che non ho la più pallida idea di dove abbia potuto nascondere questo cazzo di registratore. Ho setacciato la casa da cima a fondo “
“ Hai una finestra con le tapparelle da qualche parte? “
“ Si in bagno e in cucina “
“ Vai in bagno, è più discreto “
“ OK! ……….. Ci sono “
“ Apri il cassonetto dell’avvolgibile, in alto sulla finestra “
“ Come faccio!! Steve, ci vogliono gli attrezzi “
“ Non è necessario. Il pannello anteriore si sgancia semplicemente spingendolo verso l’alto “

Qualche attimo dopo …

“ BINGOOOO!! STEVE!!! Ho trovato il registratore … Guarda quello stronzo dove l’ha nascosto … Ma tu come hai fatto ad indovinare? “
“ Ci nascondevo l’erba … non nel tuo bagno, nel mio “
“ Che peccato! Avevo già pronta una cartina … Figlio di puttana!! Quando te l’ho proposta io hai sempre fatto orecchio da mercante “
“ Lascia stare, Daisy, dobbiamo muoverci, non abbiamo troppo tempo … Prendi il nastro all’interno del registratore, cancella quello che c’è registrato e rimettilo dov’era. Tutto deve essere perfettamente funzionante “
“ Come cazzo lo cancello? “
“ Hai una sola possibilità, Daisy, sperando che funzioni, dal momento che si tratta di un supporto sensibile ai campi elettromagnetici “
“ E sarebbe? “
“ Infila il nastro nel microonde per una decina secondi alla massima intensità, evitando che il calore lo danneggi “

Dopo un po’ …

“ Che Dio ce la mandi buona, Steve … Sai, a volte, non so come spiegarlo, ho l’impressione di parlare con un’altra persona … Vabbè, me ne torno a letto “
“ Avvisami Daisy, appena senti arrivare la macchina “
“ Non credo di poterlo fare, ho il cellulare completamente scarico “
“ Allora chiamami con il fisso “
“ COOSAAAA!?! Chiamarti con il fisso? … TESTA DI CAZZOOOOO!! “

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Steve & Daisy (1a puntata)

L’auto di Steve non era ancora ferma che la signora Winwood era già seduta al suo fianco. Pervasa da un leggera agitazione si accostò al viso di Steve e lo baciò teneramente.
Steve d’istinto le poggiò una mano sul ginocchio.

” Calmo Steve, ti prego. Allontaniamo da qui. Anche se siamo fuori zona non sono tranquilla ”
” Scusa tesoro, con questo caldo mi è venuta un po’ di sete. Mi passi la Red Bull, lì nel cruscotto ”
” Come fai a dissetarti con questa roba dolciastra ”
” Questa roba da energia, cara, ed oggi ne ho tanto bisogno “

Un’espressione di beatitudine si dipinse sul suo volto mentre Daisy, leggermente stupita:

” Scusa Steve, ma tu ti ricarichi solo con il Red Bull e nient’altro? ”
” E cosa dovrei prendere? ”
” Dai!! Non prendermi per il culo. Considerate certe tue performance e l’età che ti ritrovi, non vorrai mica farmi credere che non usi il Viagra ”
” Certo che lo uso … come ammorbidente ”
” WOW! E magari ci metti a mollo le mutande? “
“ Le mutande?!? Ma nooo!! Daisy … è solo una battuta “
“ Oh! Che stupida! Meno male che me l’hai detto … Ma vaffanculo!! Va! … Sarà meglio se ci avviamo. Mi e venuta un po’ di fame “

Una sgommata violenta ruppe il silenzio

” STEEVEE!! Contieniti! Non c’è bisogno di correre. Oltretutto rischiamo di essere fermati da un vigile o in caso d’incidente di finire sbattuti in prima pagina, su qualche quotidiano locale, quelli che legge mio marito ”
” Bambola, fidati di questo vecchio lupo. Alle due del pomeriggio in piena estate non trovi un vigile neanche se lo paghi a peso d’oro “

Un fischio echeggiò all’improvviso trai giganteschi platani, come una fucilata ed una sinistra figura si materializzò all’improvviso.

” Accosti per favore “

Steve rallentò. Daisy osservò il suo volto e cominciò a chiedersi con sgomento se in quella lattina di Red Bull non si nascondesse in realtà Atropina pura. In pochi attimi Steve fu colto da midriasi, secchezza delle fauci e azzeramento della sudorazione.

” Mi porga i documenti per favore … Anche lei signora “

I piccioncini lo assecondarono prontamente, mentre nelle loro menti si affollavano inquietanti interrogativi.

” Voi di solito non usate la cintura di sicurezza? ”
” Ehm! … Vede noi … ” Steve farfugliò confusamente ” Siamo saliti da poco in auto. Abitiamo giusto in fondo al viale, dopo il semaforo ”
” A proposito di semaforo, come mai ha ignorato il rosso? ”
” Non è possibile!! Signor agente, ci avrei giurato che fosse un giallo … al massimo sarà stato un rosso fresco “

Con un gesto sdegnato il vigile si tolse il cappello e allentò il nodo della cravatta.

” Ha detto rosso fresco, ho sentito bene? Lei estende la gamma cromatica di un dispositivo elettronico comunemente dotato di soli tre colori a suo uso e consumo? ”
“ Mi scusi, non volevo irritarla, signor tenente. Rosso fresco è un modo di dire, si usa a Napoli. Ci sono stato in vacanza l’estate scorsa e mi ha colpito questa espressione ”
” Eh già! E magari li ha imparato pure a superare i limiti di velocità nei tratti urbani ”
” No! No! La prego, non può accusarmi di questo. In trent’anni di patente non ho mai preso una multa. Le uniche contestazioni per eccesso di velocità me le ha ratificate mia moglie “

All’improvviso un silenzio surreale avvolse la scena. Il vigile, con un ghigno beffardo, si avvicinò lentamente al viso di Steve … Giunto a pochi centimetri, con tono languido:

” Sua moglie? “

Steve deglutì.

” Si! Si! … mia moglie ”
“ Solo lei? “
“ Beh! … non esattamente … Anche la mia collega, qui affianco, a volte si lamenta … “

Daisy sbiancò.

“ Ci avrei giurato, signor Fletcher … Ed è successo a letto, vero? “
“ No! No!, signor Colonnello, è successo a tavola … Sono sempre il primo a finire “

L’agente rimase muto. Si tirò su leggermente sorpreso … Dopo qualche attimo:

” Potete andare signori. Suppongo che abbiate delle pratiche urgenti da sbrigare “

Dopo un po’

“ Ci è andata di culo, Steve. Complimenti! Ha apprezzato la battuta “
“ Quale battuta? “

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