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Posts Tagged ‘Paulo Coelho’

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Santiago

Come per tutte le esperienze della vita (a maggior ragione i cammini spirituali), importanti sono i presupposti: lo spirito con il quale ci si incammina e i compagni d’avventura. Intendo i corretti stimoli. Desiderare ardentemente  ciò che può essere di beneficio per la nostra anima (comunemente conferme di convinzioni già parzialmente radicate) e avere, al tempo stesso, la consapevolezza di quanto concrete e ragionevoli debbano essere le nostre aspettative. Insomma, non aspettarsi, o ricercare, con intenti risolutori, integrali stravolgimenti interiori, magari accompagnati da mirabili percezioni (benché possibili, in soggetti suggestionabili), piuttosto dei semplici riscontri (anche coinvolgenti ed emozionanti) della giustezza dei propri intendimenti e del proprio tragitto spirituale. Personalmente, io credo poco alle illuminazioni estemporanee (magari me ne arrivasse una, anche “fulminea”)
Relativamente al romanzo di Coelho (Il cammino di Santiago), bisogna premettere che Coelho si presenta in modo esplicito come cattolico ma, in realtà, nei suoi libri, anche quando parla di se stesso, della sua fede (new age), troviamo un cattolicesimo infarcito di magia, spiritismo ed esoterismo di ogni genere e specie. Le vie della spiritualità sono molte, ma nel caso di Coelho si assiste al classico protestantesimo in cui tutto si giustifica nell’esperienza personale. Persino i peccati vengono dipinti come errori cancellabili con il semplice pentimento e senza alcuna mediazione ecclesiale.
Il punto è che il tutto assume un particolare fascino, che attira il lettore, in un’atmosfera in cui questa confusione spirituale sembra invece essere uno scandaglio dell’intimo umano. Il lettore inesperto, alla ricerca di “sensazioni” ed “emozioni” si ritrova, cerca Coelho e il suo modo di scrivere, perché certamente è più profondo dell’uomo medio, il quale di domande non se ne pone nemmeno una. Il lettore cattolico è più avveduto, sa assaporare l’aspetto romanzesco (l’espediente), ma con ferma coscienza di dove stia la verità.

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Avrei voluto dirvi, alla Coelho,
le cose che ho imparato nella vita,
ma un buio turbamento le ha rimosse.
Avrei voluto convincervi che per un uomo
l’intento più ambizioso è governare la mente.
Quello più lodevole: abbracciare una ideale.
Quello più difficile: indirizzare una passione.
Quello più insensato: programmare un sogno.
Che i figli sono sempre specchi impietosi.
Che l’ottimismo è un dono della vita,
come l’amore,
ed anche che la gioia più spontanea
è figlia d’un pericolo scampato.
Continuo invece a volgermi nel fango,
parlando come Kundera: “La vita è altrove”.
Avrei voluto porgervi i miei auguri:
un atto che non è mera amicizia,
è viva speranza,

(e questo lo farò).

BUON 2013 UFFICIALE A TUTTI VOI!!!!

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Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo,
ma niente, assolutamente niente,
sostituisce lo sguardo dell’essere umano.

(Paulo Coelho, Manuale del guerriero della luce, 1997)

 

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Le cose che ho imparato dalla vita (di Paulo Coelho)

Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
Che ci vogliono anni per costruire una fiducia e pochi secondi per distruggerla.
Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti , o essi controlleranno te.
Che la pazienza richiede molta pratica.
Che a volte la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale, quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
Che ci sono persone che ci amano ma che non sanno come dimostrarlo.
Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.
Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze.
Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno, nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato, il mondo non si ferma aspettando che tu lo ripari.
Che forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta.
Che quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che s’è aperta per noi.
Che la miglior specie di amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico o camminarci insieme senza dire una parola, e quando vai via senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
Che ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, un giorno per amarlo ed una vita per dimenticarlo.
Che bisogna cercare sempre qualcuno che ci faccia sorridere. Solo un sorriso può far sembrare brillante una giornataccia.
Che ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca cosi tanto che vorresti tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo.
Che puoi avere tanta felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
Che le persone più felici non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa. Semplicemente traggono il meglio da tutto ciò che capita sul loro cammino.
Che l’amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un tè.
Che il miglior futuro è basato sui dolori ed i fallimenti dimenticati.
Che l’ uomo ha bisogno di quello che ha in se di peggiore per raggiungere ciò che di migliore esiste in lui.

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