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Posts Tagged ‘Femmine’

narcisismo

” Salve! luporenna, sono Peppino di Sapri, ti scrivo per un consiglio in merito alla mia situazione sentimentale. Sono un ragazzo di bell’aspetto. Da qualche settimana frequento una giovane femmina, bellissima, che mi attrae in un modo viscerale. In questa storia mi sento enormemente coinvolto, soprattutto dal punto di vista fisico, per cui non saprei dirti, obiettivamente, come questa possa evolvere, se si tratta di una infatuazione momentanea o si stiano creando i presupposti per qualcosa di più sostanzioso e duraturo. Sinceramente, qualche perplessità ce l’ho, e questa nasce da un suo strano comportamento: un giorno si mostra affabile e disponibile (relativamente disponibile) e un altro, senza un ragione apparente, se ne sta sulle sue, nonostante accetti sempre di buon grado il mio invito ad uscire, ed ogni volta si presenti in una forma smagliante. Fino ad ora, un contatto sessuale vero e proprio, sinceramente, non l’abbiamo ancora avuto. Io mi reputo una persona rispettosa, forse troppo, per cui cerco di evitare qualsiasi forzatura. Preferisco attendere che lei ricambi le mie avances spontaneamente. Professionalmente, lei ambirebbe ad entrare nel mondo della moda o in quello dello spettacolo. Al momento si propone come ragazza immagine. Detto ciò, hai qualche suggerimento da darmi per farle assumere un atteggiamento più convinto e costante nei miei confronti?”
Caro Peppino, in attesa che tu raccolga informazioni meno generiche su i suoi progetti professionali, inizio a risponderti, e per farlo in modo più chiaro e convincente, userò un passaggio di un’interessantissima ed infallibile guida orientale che tratta di relazioni interpersonali: il Kamasutra
Da pag. 161 (V, III, 1-5):
“ Quando un uomo corteggia una donna, ne osserva il comportamento, e questo serve a sondarne i sentimenti, e sulla base di ciò regola le sue avances. (e grazie al cazzo!!! Perdonami l’espressione, ma questo passaggio mi sembra un tantino scontato) Se lei non rivela le proprie intenzioni, la conquista servendosi di una messaggera. (ce l’avrai, immagino, un’amica ruffiana. Beh! Serviti di lei, senza farti sgamare. Questa potrebbe far sentire la tua amica più a suo agio, più al naturale, e distratta dall’assillo costante di apparire e raccogliere consensi e ammirazioni, metterla in condizioni di confidarsi più spontaneamente). Se non accetta le sue avances, ma continua a tornare da lui, egli capirà che la sua mente è combattuta e la conquisterà a poco a poco. (e arigrazie al …… A questo ci arriverebbe anche un demente) Se non accetta le sue avances, ma si fa ripetutamente vedere tutta agghindata e gli fa visita acconciata in quel modo, egli capirà che dovrà prenderla con la forza in un luogo solitario. (fai attenzione a questo passaggio perché è molto significativo. Richiede da parte tua una buona dose di realismo e un conseguente cambio di strategia. Hai presente il parcheggio del cimitero, o quello dello stadio: ampio, poco illuminato, poco trafficato? Beh! portala lì, dalle nove di sera in poi. Troverai altre auto parcheggiate; ignorale. Addossati alla tua amica e, nel ribadire per l’ennesima volta i tuoi nobili propositi, inizia a palpeggiarla un po’ dove ti pare. Osserva la sua reazione) Una donna che tollera molte avances, ma dopo parecchio tempo ancora non gli si concede, è una smorfiosa, e la si conquista troncando ogni intimità, poiché il cuore umano è volubile.” (poiché il cuore umano è volubile, non ho capito che c’azzecca. Forse intende il cuore della tua amica, anche se appare più volubile di cervello. In ogni caso, se la fanciulla neanche questa volta ti “offre ospitalità”, prima che il tuo pendolo assuma irreversibilmente le sembianze di una medusa, che si espande e si contrae, si espande e si contrae, mandala a cagare e fattene una ragione, perché potrebbe appartenere alla categoria di femmine più inutile che esista, quelle che non necessitano di un intimo legame con un uomo, bensì di una platea di adulatori: le arrizzacazzi a tradimento. Sono le femmine che vivono tra gli umani col solo ed unico scopo di appagare il proprio narcisismo, e nulla più. Molto più funzionali le zoccole.)

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uomo-truccato-donna

Antonella lasciò il paesello poco più che ventenne. Fu una scelta coraggiosa, dettata più che altro dalla necessità, mascherata da spirito d’avventura (un po’ forzato). Qualche sera prima del commiato, a fine estate, ci trattenemmo in comitiva a parlare dei nostri progetti futuri, delle nostre aspirazioni. Arrivò il mio turno ed io mi lamentai, coscienziosamente, del mio scarso attaccamento allo studio, della mia limitata capacità di concentrazione e di quanto questo avrebbe potuto compromettere le mie prospettive di realizzazione. Avevo 18 anni e non vivevo in un clima familiare sereno. Antonella anziché bacchettarmi per la solita sortita patetica, per l’ennesimo atto di autocommiserazione (espediente romantico, lo definiscono alcuni), mi disse con tono convinto: « Smettila di preoccuparti!! Tu rimedierai sicuramente a quest’avvio un po’ stentato, perché sei intelligente ed hai intuito. » Rimasi in silenzio sperando che d’intuito ne fosse dotata soprattutto lei in quel momento.
Con il passare degli anni ho ripensato alle parole di Antonella e ne ho tratto più di un convincimento. Il primo è che chiunque abbia la consapevolezza di godere della stima e dell’ammirazione di qualcuno, non debba esitate un solo attimo, qualora lo ritenga giustificato, a rivolgergli un apprezzamento o un incoraggiamento. E’ un gesto di spontanea umanità che suscita sempre eterna gratitudine. Io Antonella l’apprezzavo molto.
Il secondo convincimento, purtroppo, è che l’intuito, molto spesso, rimane una dote isolata. Se ne sta lì, sola soletta, senza produrre una beata mazza. Forse salva la vita, chissà! ma di sicuro non offre risoluzioni, se non viene sostenuta dal coraggio, dall’intraprendenza, dallo spirito di reazione. Lo spiega bene Elena Gianini Belotti cosa sia l’intuito: “E’ una qualità difensiva tipica degli oppressi, tanto è vero che si sviluppa anche negli uomini in situazioni di emergenza nelle quali sia di capitale importanza prevedere le reazioni o l’umore degli altri, come accade, ad esempio, in prigionia.”
Voi donne, che tanto vi vantate del vostro intuito (e tanto me ne vanto anch’io), sappiate che: “ Viene celebrata la superiorità dell’intuito femminile perché a chi domina fa molto comodo che i propri desideri siano capiti ancor prima di essere formulati e soddisfatti da un essere condizionato a considerare i bisogni degli altri prima dei suoi e spesso contro i suoi.” (E. G. B.)

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ovulo

Ancor oggi nel 2013, capita di imbattersi in rimpalli di responsabilità, tra maschi e femmine, sulla determinazione del sesso dei nascituri. Prendiamo, ad esempio, quello che dicono le donne:
Gli spermatozoi appartengono a due categorie: quelli che daranno vita a ad una femmina, i ginospermi, provvisti di un cromosoma chiamato X, (designato dai genetisti come 46,XX), e quelli che daranno vita ad un maschio, gli androspermi, provvisti di un cromosoma denominato Y (46,YX). Essendo l’elemento variabile X, Y, introdotto, nell’intero processo, esclusivamente dal maschio, ne consegue che sua è la responsabilità nella determinazione del sesso del nuovo nato.
L’altra campana: quello che dicono gli uomini (su basi scientifiche ancora più specifiche):
“Mia moglie non è capace di fare un maschio.” ; “Mia moglie non sa fare che femmine.”
Chi ha ragione?
Facciamo un po’ di chiarezza, partendo dalle affermazioni più sensate: quelle delle donne.
Gli spermatozoi che contengono il cromosoma sessuale Y sono nettamente diversi dagli altri che portano invece il cromosoma X. La diversità consiste, sul piano della forma, nella caratteristica di una testa più piccola ed arrotondata. Questa forma è stata verificata e confermata al microscopio elettronico. Sul piano della funzionalità, gli androspermi sono più vivaci, più veloci, hanno però meno carica vitale, sono meno resistenti, hanno minore durata e sono più sensibili alle condizioni esterne negative. Gli spermatozoi che contengono il cromosoma sessuale X, i ginospermi, sono, invece, sul piano morfologico, con la testa più grossa e di forma oculare. Sul piano della funzionalità, quest’ultimi sono più lenti, meno veloci, ma in compenso hanno maggior carica vitale, sono più resistenti, più duraturi e meno sensibili alle condizioni esterne negative.
Volendo trarre subito, da queste differenti caratteristiche, alcune deduzioni circa i diversi possibili comportamenti degli spermatozoi ai fini della fecondazione, si può dire che, in condizioni esterne ottimali, se tutti gli spermatozoi, sia androspermi che ginospermi, partono allo stesso momento, saranno solo gli androspermi, però, appunto perché più veloci, che arriveranno primi alla meta: destinazione ovulo. In condizioni esterne disagiate, invece, pur partendo tutti insieme nello stesso momento, solo i ginospermi riusciranno ad arrivare primi, anche se con fatica, proprio per la loro energia e resistenza. Un po’ quello che succede nella vita, osservando l’andamento tra gli stessi maschi e femmine in presenza o meno di difficoltà esistenziali. Ovviamente esistono condizioni esterne intermedie nelle quali le probabilità di successo si ripartiscono equamente, sia nell’utero che nella vita.
L’elemento principale che determina, in funzione della sua variabile consistenza, le situazioni esterne (il grado di fertilità) è il muco cervicale. E’ un processo di ovvia competenza esclusiva della femmina (per chi non lo sapesse) che avviene in modo del tutto particolare e che esige una trattazione lunga e dettagliata.
Da tutto ciò se ne può dedurre, con buona approssimazione, che le responsabilità sulla determinazione del sesso del nascituro sono da ripartirsi, com’è giusto che sia, tra maschi e femmine.
Ritornando, in ultimo, agli spermatozoi, si può comprendere quanto non sia per nulla impossibile, dal punto di vista puramente tecnico, proprio grazie alla loro diversa conformazione strutturale, separare meccanicamente gli androspermi dai ginospermi (per centrifugazione, filtratura, o quant’altro), consentendo, di conseguenza, in fase di inseminazione artificiale intrauterina, una predeterminazione, su richiesta, del sesso del nascituro. Si tratta di una pratica non consentita che vi sconsiglio vivamente di praticare in ambito domestico, con qualsiasi mezzo: filtri, passini, frullatori, Bimby,  nonostante l’elemento primario sia notoriamente a portata di mano.

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sbirciare

Esiste un sentimento più forte della curiosità femminile? Sapere, conoscere quello che si è sognato! Che cosa non farebbe la donna per ottenere questo?
Quando s’è destata la curiosità impaziente d’una donna, ella commetterà ogni pazzia, ogni imprudenza, ogni atto temerario, non indietreggerà di fronte a niente. Naturalmente parlo delle donne che sono veramente tali, dotate di quello spirito triplo fondo che in superficie sembra freddo e giudizioso, ma che possiede tre scomparti segreti ricolmi: l’uno dell’inquietudine delle femmine sempre in fermento; l’altro di furberia con l’apparenza della buona fede, ma furberia delle persone devote, di gusti difficili, e pericolose; e finalmente l’ultimo, di seducente galanteria senza scrupoli, d’inganni squisiti e di perfidie dolcissime, insomma di tutte quelle perverse qualità che spingono al suicidio gli amanti imbecilli e creduloni, mentre fanno beati tutti gli altri.

Guy de Maupassant

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In merito all’articolo precedente “Sull’amicizia tra maschi e femmine” a seguito di un’autentica valanga di risposte (2), sento il dovere di integrarlo con una nota chiarificatrice. A tale scopo, come spunto di riflessione, prendo una risposta a caso.
Qualcuno potrebbe essere sfiorato da un sospetto su quale sia la nota oggetto delle mie attenzioni. La risposta selezionata è quella di (la scelta è davvero imbarazzante) ………….. Proserpina (perdonami cara se divulgo a mezzo mondo i ca**i tuoi). Ve la ripropongo:
“Per quale motivo il sesso non dovrebbe complicare le cose?
Non so tu, ma io sono stata a letto solo con persone che mi hanno emotivamente travolto. Poi qui i doppi sensi fioccano, ma credo che il punto sia effettivamente questo: quanta e quale importanza si da al sesso. Perché per molti è – davvero – solo ginnastica, ma per altri invece no…”
Meno male Pros che hai ristretto notevolmente il cerchio parlando di soggetti che considerano il sesso solo ginnastica e quelli che vanno a letto solo con persone emotivamente travolgenti, altrimenti qui, considerata la vastità dell’argomento, non ne saremmo usciti facilmente. Oltretutto, a facilitare il compito, c’è un aspetto che li accomuna: in entrambi i casi esercitano pratiche notoriamente salutari, una per il corpo e l’altra per la mente.
Detta questa prima caz***a, vengo alla tua saggia e correttissima osservazione, e ciò che il punto cruciale è tutto lì: quanta e quale importanza si da al sesso.
Allora io aggiungo, più genericamente, quanta e quale importanza si da alla vita di coppia nel lungo periodo.
Io credo che ognuno di noi, da uno stabile rapporto di coppia, superato un primo periodo più o meno lungo, cerchi essenzialmente tutti quei requisiti, quelle condizioni, quegli elementi, quella solidità caratteristica inequivocabile di un vero rapporto d’amicizia. Il punto critico, a parer mio, è concentrato in quel primo periodo. Per primo periodo intendo, sommariamente, quella fase evolutiva che comprende: l’avvicinamento, l’attrazione, l’innamoramento, la passione amorosa. Quella fase alla quale s’accompagnano tutta una miriade di sensazioni, di emozioni, di riflessi consci ed inconsci, di attese, palpitazioni, allucinazioni, campane, campanelle, farfalle, inquietanti interrogativi.
Queste cose, in una transizione da amicizia a stabile rapporto di coppia, in un certo senso sono attenuate, in parte compromesse se non addirittura perse integralmente. Semplificando: si salta un passaggio. Perché?
Per due ragioni, secondo una mia modestissima supposizione (se ne fossi certo farei concorrenza a Raffaele Morelli). La prima è che tra due amici manca la sorpresa, il mistero, l’imprevedibilità. Dell’altro si sa tutto, vita morte e miracoli. Si soffoca l’immaginazione e lo spirito di conquista … e non è poco.
La seconda è che ognuno di noi nel rapportarsi con il prossimo, in funzione degli argomenti trattati, si cala in una parte, assume, chi più chi meno, un ruolo. Tra due amici, poi, interpretazione è ancora più sentita, radicata, profonda, coinvolgente. In queste condizioni, non è semplice, ad esempio, per una donna, indossare ora i panni della sorella confidente (o della paziente), e di li a poco, con estrema disinvoltura, indossare quelli della languida gatta morta (a dire il vero, questo è un problema che riguarda, in generale, un po’ tutte le coppie).
Per molti maschi vale lo stesso identico discorso, ma per altri, un’altrettanta folta schiera, tutto è più semplificato. Il più delle volte, a suggerire le mosse giuste, viene in soccorso una voce interiore proveniente da un’area localizzata più o meno ….. beh! Potete immaginare dove.

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Esimio imprenditore,
è da tempo che avrei voluto dirglielo, da quando tempo fa lei ha avanzato una proposta ad una sua giovane subalterna. Non so se lei leggerà mai questa lettera, probabilmente no ma allo stesso tempo è presumibile che venga letta da qualche suo pari.
Ho pensato molto a questa faccenda, che mi ha toccato personalmente. A questa storia nella quale lei, pur non esercitando alcuna violenza fisica, nella formulazione della sua proposta, in funzione di quanto ha offerto, non tralasciando la sua sfrontatezza, ha inconfutabilmente fatto leva sulla sua posizione predominante. Quanto avvenuto in seguito, poi, certe sue mirate disposizioni punitive, hanno inequivocabilmente evidenziato un intento ricattatorio. Tengo a precisarle, dal momento che la padronanza della lingua italiana non è una prerogativa correlata alla condizione sociale di un individuo, che ricattare vuol dire essenzialmente: estorcere a qualcuno denaro, favori, vantaggi con la minaccia, manifesta o sottintesa, di azioni che lo danneggino.
Proseguendo.
E’ risaputo da millenni che in certi ambienti, quali il suo, in funzione del potere del quale dispone un uomo ricco, è consuetudine diffusa ritenere legittimo imporre la propria volontà su chicchessia, così come è risaputo, d’altro canto, che il mondo è popolato da femmine che offrono qualunque tipo di prestazione in cambio d’offerte vantaggiose, posizioni di prestigio o semplici ricchezze.
Premesso ciò, diciamo che un’iniziativa pari alla sua, ove non si palesino gravi violazioni del codice penale, potrebbe, per certi versi, considerarsi anche ammissibile, tanto più se a provarci con le donne s’azzardano anche i morti di fame o semplicemente chi il potere non ce l’ha: soggetti animati da illegittime ambizioni, tipo il sottoscritto.
Ciò che è condannabile, a parer mio, oltre ai preconcetti, ai modi, alle premesse sommarie secondo le quali le donne sono: a) tutte puttane perché tutto ha un prezzo; b) tutte zoccole perché questa è la loro natura, è il modo scomposto con il quale si reagisce ad un imprevedibile ed inammissibile rifiuto.
Quello che caratterizza una persona saggia, civile e responsabile, molto meno rara tra i comuni mortali, non è reprimere incondizionatamente le proprie pulsioni, bensì porsi o proporsi nei confronti del prossimo in modo umile, umano e rispettoso. Saper accettare rifiuti che non rappresentano né sconfitte né fallimenti né affronti, ed ancor più riuscire a comprendere che esiste un universo di femmine disposte a negarsi totalmente anche in cambio della luna o a concedersi fino all’ultima molecola solo in cambio d’un sorriso, d’uno sguardo … o anche solo per amore.

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