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Posts Tagged ‘Wordpress’

Spett.le squilibrato mentale di Ecomostro, ti comunico che wordpress, nel pomeriggio, mi ha inviato le richieste di approvazione di questi due tuoi commenti, oserei definirle due perle:

  • Questa Notte Credo che Lancerò il Malocchio su di te e la tua stirpe di merda, luporenna, per vendicarmi delle tue maldicenze, e Fidati che il Mio malocchio Funziona BRUTTA MERDA, Auguri Quindi 😀 AHAHA. CREPA
  • TU E QUELLE TROIE DELLE TUE FIGLIE OVVIAMENTE 😀
    “manco con l’extasy gnagnagna” AHAHA. FUNZIONA FIDATI. FUNZIONA 😀

in calce alle due notifiche compare anche la seguente informazione:
More information about Ecomostro
IP: 37.77.114.216, 37.77.114.216
E-mail: erere@gr.clm
Dall’IP address risulterebbero inviate da TRIGGIANO in Puglia – più o meno.
Del contenuto integrale delle due email, informazioni comprese, ho avvisato immediatamente la polizia postale, ciò nonostante, ove mai dovessi rinsavire, e decidessi, in modo civile, – compatibilmente al tuo grado di salute mentale – di indicarmi quali sono le “maldicenze” che tanto ti hanno toccato, mi rendo sin da ora disponibile ad offrirti qualunque spiegazione.
Concludo rivolgendo due domande a tutti voi, amici di WordPress, o a chiunque si trovi a leggere questo post:
Vi è mai capitato un incontro del genere?
Secondo le vostre conoscenze, di quale tipo di psicopatologia potrebbe essere affetto un tale soggetto?

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Scambio reale di commenti tra due blogger, in risposta all’articolo di lei (anche questo è WordPress).

“Giungano a Voi, Madonna, i miei rallegramenti per tale pregevole presa per lo deretano et jattura.”

«Cavaliere! Invero, l’ho sperato … il vedere la vostra penna rimarcare queste mie righe.
Ohhh, vi è forse troppa audacia nelle mie parole! Perdonate, cavaliere … dimenticatele!»

“Non v’è in me intenzione alcuna di rimuover dall’informe massa che imputridisce nel mio cranio la vostra benché minima espressione. Oltremisura alberga nel mio cuore incanto et gratitudine per la vostra seducente favella et aulica prosa et dono di immeritato titolo di cavaliere (presumo non di tavola rotonda ma di calda). Non mancherà di certo al sottoscritto l’occasione per ripagar cotanta munificenza, offrendo a voi Madonna (e che Madonna!!) umana fratellanza, quando presto, di codesto passo, il vostro corpo verrà cinto da robuste stringe et adagiato su apposita lettiga et condotto in sterile stanza da coppia di forzuti cherubini.”

 «Ohhhh, voi mi fate arrossire, cavaliere … eppur l’imago di codesti cherubini arriva testé a solleticare la mia audace fantasia … Cotanto ardor cavalleresco tramutossi immantinente in calda brezza che solleva birichina le cortine del mio baldacchino. S’io non fossi pudica giovine et inesperta all’arte dell’amore, che di certo vossignoria possiede in molta misura … s’io non fossi … lascerei con noncuranza … ecco! … scivolare un bigliettino al momento propizio del vostro passaggio … un bigliettino con su scritta la contrada in cui vivo … situata nella via che fu delle cortigiane del re … s’io non fossi … al numero novantatre …
Cavaliere, è la pudicizia a trattenermi! Ch’io possa proteggere la mia casta virtù ancora per mill’anni!
Mi ritiro all’or dell’imbrunire.»

“Ah! Madonna!! Le cortine del vostro baldacchino rievocano in me antiche tenzoni. Voi mi intrigate oltremisura. Vi aggirate per lo libero ciel con aria distratta, come noto uccello dedito a furti, dalla candida livrea et dorso corvino, razziando codesto cuor, di spicchio in spicchio. Ditemi, oh mia Madonna!! Ma chi gazza siete?
Giuro solennemente, al cospetto di Santo Domingo, che mai nessuna segreta, alla quale apparite ineluttabilmente destinata, costringerà le vostre membra a regime di clausura. Sottrarrò la vostra casta virtù all’incuria e all’astinenza … et strati di fuliggine.
Non per pura voluttà, reclamo con ardor la vostra fuga (e sottolineo, fuga) ma per amor che albeggia.”

«I vostri versi e la vostra prosa audace son preludio e promesse d’ardente e sfolgorante passione. M’immergo immantinente in grande vasca d’acqua gelida, al fin di stemperare il gran calore che sento risalir dal centro perfetto del mio essere, e in barba ai tempi cupi che viviamo, io desidero, si! Io desidero vivere codesta passione, e lotterò contro ogni avversità pur di indulgere pienamente e consapevolmente in questa passione che è la vita stessa! La vita, mio signore, è ciò che mi concedete! Siete il protagonista più presente nel mio personale diario, in cui raccolgo solo i pensieri più maravigliosi!»

“Ooooohhhhh! Santa Bernarda!! Quale sommo privilegio m’accordate. Concedetemi un attimo, vi prego, affinché io possa riprendermi da tale mirabile deflagrazione d’iridescenti note. Presto vi farò dono di una mia ode, da voi ispiratami.
Sento dentro di me umori endogeni agognare dune, et gole, et vergini (???) foreste, et anse (animate), et letti … d’incontaminate acque, … ove paghi defluire.
Mi assento un attimo ….
Vengo subito!!”

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Perché per me l’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano, come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno Oooohhh!

Jack Kerouac, “On the road”

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Ehi! Amici, come immaginate che sia Tramedipensieri, intendo d’aspetto fisico: minuta, slanciata, bionda, mora, castana. Oppure Diemme, Elinepal, Blogdibarbara, La disfunzionale, Melodiestonate, Sguardipercorsi, Pandora, I tacchi a spillo, Masticone, (solo per elencarli alcuni a caso) insomma tutti i vostri amici blogger che non hanno mai pubblicato una loro foto?
Per quanto poco importante sia, vi sarà successo, immagino, anche solo per istinto, di associare il profilo caratteriale di un amico/a ad una certa fisionomia?
L’associazione, a dire il vero, potrebbe valere anche per quelle qualità caratteriali che non si manifestano palesemente attraverso gli articoli, come la saggezza e la conoscenza, il coraggio, l’umanità, il senso di giustizia, la temperanza, la trascendenza, e via dicendo. Ma di questo ne parleremo, semmai, in un altro post, istituendo, ad esempio, per gioco, un sondaggio. Si potrebbe partire da un elenco di partecipanti. Ad ogni singolo nome, di volta in volta, un blogger di sua conoscenza, potrebbe associare un tratto caratteristico, per poi estrarne una media. Il modo più divertente sarebbe farlo con i tratti somatici … sai che sorprese. Comunque, tornando al senso del post. Io ho un amico, qui su WordPress, uno dei più “vecchi” in assoluto, (abbiamo aperto il blog nello stesso periodo, 5 anni fa), il suo nome e Vicozzarecord, oppure Vuc’s. Non mi soffermo sulle sue straordinarie doti caratteriali. Chi lo conosce, anche solo minimamente, non può non apprezzare la sua spontaneità, la sua ironia, la sua creatività, la sua umanità, solo per citarne alcune. Ieri, per una serie di circostanze favorevoli, ci siamo incontrati. E’ stato un incontro davvero bello, simpaticissimo, a tratti emozionante. Io, non so perché (e qui potrebbe aprirsi una disamina psicoanalitica, su di me, ovviamente), lo immaginavo scuro, dai capelli neri, pesante, poco agile e poco appariscente. Beh! devo ammettere che è tutt’altra cosa. Dichiaro ufficialmente, a tutti, e soprattutto a tulle coloro che non l’hanno mai incontrato, che Vuc’s è UN GRAN PEZZO DI FIGO!! Alto, possente, bello, solare, simpatico e affascinante. Fidatevi di me.

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« Volevo scrivervi, non per sapere come state voi, ma per sapere come si sta senza di me. Io non sono mai stato senza di me e quindi non lo so. Vorrei sapere cosa si prova a non avere me che mi preoccupo di sapere se va tutto bene, a non sentirmi ridere, a non sentirmi canticchiare canzoni stupide, a non sentirmi parlare, a non sentirmi sbraitare quando mi arrabbio, a non avere me con cui sfogarsi per le cose che non vanno, a non avermi pronto lì a fare qualsiasi cosa per farvi stare bene. Forse si sta meglio, o forse no. Però mi e venuto il dubbio e vorrei anche sapere se ogni tanto questo dubbio è venuto anche a voi. Perché sapete, io a volte me lo chiedo come si sta senza di voi, poi però preferisco non rispondere che tanto va bene così. Ho addirittura dimenticato me stesso per poter ricordare voi ».

Soren Kierkegaard , “Diario di Un seduttore”

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L’Italia è un paese pronto a piegarsi ai peggiori governi. È un paese dove tutto funziona male, come si sa. È un paese dove regna il disordine, il cinismo, l’incompetenza, la confusione. E tuttavia, per le strade, si sente circolare l’intelligenza, come un vivido sangue. È un’intelligenza che, evidentemente, non serve a nulla. Essa non è spesa a beneficio di alcuna istituzione che possa migliorare di un poco la condizione umana. Tuttavia scalda il cuore e lo consola, se pure si tratta d’un ingannevole, e forse insensato, conforto.

 Natalia Ginzburg, “Le piccole virtù”.

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Girando qua e la tra i blog di wordpress, assolutamente alla luce del sole, mi sono imbattuto in storielle erotiche nelle quali vengono descritti incontri piccantissimi in modo molto esplicito. Si tratta di brevi racconti, alcuni sembrano ispirati da episodi reali. In ogni caso nulla è lasciato all’immaginazione. Si spazia senza alcuna reticenza da descrizioni di organi sessuali maschili e femminili che nulla hanno da invidiare ad un referto autoptico, ad esposizioni di contatti di ogni genere, fotogramma per fotogramma. Il più delle volte si usano termini molto scandalosi, comunemente osceni, tranne che per il sottoscritto, ovviamente.
Relativamente alle varie forme d’accoppiamento, l’intera collezione viene narrata ed approfondita con dovizia di particolari, tranne una pratica, della quale stranamente si fa cenno una sola volta, tra l’altro, riferendosi alle fantasie notturne di un uomo. Si tratta di un esercizio sessuale alternativo, una variante richiesta quasi esclusivamente dai maschi; non da tutti, ovviamente.
Questa cosa mi sembra un po’ una limitazione, trattandosi di interpreti molto intraprendenti, disinibiti, soprattutto aperti, al limite della depravazione. Che sia forse una forma di condizionamento innato, di garbo spropositato, dal momento che l’intera materia letteraria appena citata è solo ed esclusivamente frutto dell’inventiva, o dote narrativa, come preferite, di autrici femminili? Proprio così. Oltretutto seguite da un discreta schiera di estimatrici.
Io personalmente, in merito all’argomento, che attira la mia attenzione ne più e ne meno di un qualunque altro tema antropologico, ho sempre avuto istintivamente la convinzione che la sua trattazione fosse una prerogativa dei maschi, per l’ardore e la familiarità che mostrano nel rappresentare certi immagini, per cui mi sorprende un po’ tanta disinvoltura da parte delle donne.
Ci tengo a precisare che questa nota non costituisce assolutamente una critica, ci mancherebbe. Ben venga l’approfondimento di qualunque argomento da parte delle donne, senza alcuna censura o limitazione. Io ammiro profondamente il vostro estro, la vostra versatilità, il vostro stile, la vostra spontaneità. Ho solo da imparare da voi. Io intendo solo sollevare una piccola perplessità.
Innanzitutto va fatto un distinguo tra storie e storie. Io faccio esclusivamente riferimento a quelle vicende erotiche più disinibite e provocanti, dove è manifesta l’intenzione di coinvolgere il lettore senza farsi sfuggire nulla … o quasi.
Riferito alle autrici, io credo che voi abbiate spontaneamente omesso un dettaglio, non per una forma di pudore, ma perché statisticamente rientra malvolentieri nel vostro repertorio onirico, rendendo incompiute alcune scene orgiastiche. Avete descritto un bel banchetto con tanto di antipasto, primo, secondo, contorno, frutta, dolce, caffè, a quel punto metteteci pure un po’ di amaro … che ne pensate? Non che io me ne intenda, eh! Questo va chiarito, innanzitutto perché sono una persona facilmente identificabile, nonché segnalabile alle forze dell’ordine. La questione è che nel narrare un qualunque avvenimento, anche scabroso, bisognerebbe sforzarsi di entrare nella psicologia dei personaggi, maschi o femmine che siano. D’immaginare le loro fantasie in funzione delle loro diversità, in una forma neutra, imparziale.
Faccio un esempio: paragoniamo un incontro intimo tra due o più persone ad una partita di calcio, una particolarmente combattuta, un derby. Supponiamo che voi siate chiamate a svolgerne la cronaca. Voi pensate sia professionalmente accettabile, parlare, tra le trame, di aperture, entrate, inserimenti, penetrazioni, sfondamenti, simulazioni, palle alte, palle contese, primo palo, secondo palo, fallo laterale, ed omettere, per preconcetta antipatia, uno dei contatti più frequenti: il fallo da dietro?

Basta!! Mi fermo qui, non vado oltre, non voglio rischiare un’accusa di eccessiva dietrologia.

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