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Archive for the ‘Poesie personali’ Category

Paola_1

Quel fuoco

A te che lo reclami,
puro, immenso,

travolgente.
A te vittima eterna
d’incaute suggestioni.
A te che scruti le tenebre
e soffri i risvegli.
E’ inutile smaniare,
segnare affinità.
Non conta ornare il tempio.
Quel fuoco che divampa
all’improvviso tra le sterpi,
a scandire le delizie della vita,
non ha autori né profeti.
Brucia ai piedi di un altare,
tra i rifiuti.
Partorisce arcobaleni.
Scalza demoni striscianti.
Doma il fato.

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agricoltore

C’è gente che ha bisogno d’ingegnarsi,
di buttarsi giù dal letto di buonora.
Gente che compensa col sudore,
che si fa scudo dei propri affanni:
chi può mai biasimare chi si sfianca?
Gente smaniosa,
che salda il proprio conto faticando,
scrollandosi di dosso solo polvere.

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Silenzio

S’alza l’eco del creato
nel silenzio,
più forte delle parole.
Spazio neutro,
assenza essenza,
ove l’anima si espande
– tra pulsioni,
pulsazioni.
Un distacco temporale
che lenisce,
assai più della semplice quiete.
In quel fluido ovattato,
primordiale,
per i più solo silenzio,
è il mio universo.

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lampo_1

E poi irruppe lui
col suo bagliore.
E fu l’oracolo,
l’apoteosi.
E mai così prezioso
fu il cammino,
e mai così distante
il paradiso.
Collassarono le menti,
tracimarono gli umori.

Per molti fu soltanto
un’evasione:
il lampo effimero
di una passione.

Ma quella luce,
benché fugace,
guidò l’amore.

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Non esistono
ragioni o convenienze
che fomentano
pulsioni estenuanti.
Penso ai padri missionari,
penso agli eroi.
Penso ai matti,
ai saltimbanchi.
Penso al genio di quell’uomo
che dall’alto della vetta
più imponente del Nepal
urlò al cielo a squarciagola:
“CHE VEDUTAAA!!”

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Universo_1

Non esiste nient’altro che materia,
dicono alcuni,
fino ai confini dell’universo:
14 miliardi di anni luce,
ed anche oltre.
E dove c’è materia non c’è spirito,
dicono altri,
al massimo c’è il vuoto.
Maledetto me!
che ho sempre preteso risposte razionali,
e ho sempre storto il naso
alla parola “cielo”.
Altri ancora,
dicono che c’è un’altra dimensione,
che non è il tempo,
non è lo spazio,
ma questo è più difficile da credere,
talvolta è conveniente,
talvolta indispensabile.

“Bisogna saper scegliere in tempo
– dice un poeta –
non arrivarci per contrarietà”
– o per necessità,
in ogni faccenda della vita.

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maestrale_2

Quanto ancora mi sorprende
quest’anelito infinito
che è la vita.
Tra gli spasmi della resa
ho auspicato la sua fine.
Non si tratta d’espediente,
inseguivo la riscossa.
In un cosmo vorticoso
di mirabili evasioni
ne ho plasmato le sembianze.
Io rifiuto i surrogati.

Quanto ancora mi sorprende
ogni singolo frammento.
Dopo secoli di buio
un riflesso inaspettato.
Non si tratta d’artificio
è la ruota,
è il maestrale,
è il principio ineluttabile.
Ora vivo.
Benedico le salite.

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