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Posts Tagged ‘Aspirazioni’

sogno

Esiste un limite nella nostra mente che separa i sogni realizzabili, per i quali vale la pena di sperare e combattere, da quelli irrealizzabili. Una saggia maturazione sta nel saper individuare questa sottilissima linea di confine. Impegnarsi instancabilmente per realizzare ogni concreta aspirazione, e relegare sapientemente le pure chimere nel mondo dell’immaginario.
Vi sono individui dotati di grandi capacità che si mostrano scarsamente motivati di fronte a traguardi ragguardevoli, alla loro assoluta portata, e s’impegnano fino allo spasimo nell’inseguire mete irraggiungibili. Alcuni di essi, guidati talvolta da una voce amica, da corretti stimoli, trovano la forza sovraumana di ravvedersi, di dar nuovo ordinamento ai propri desideri, di accontentarsi. Altri, sordi ed imprudenti, proseguono verso una resa quasi inevitabile. Nessuno di noi graverà sulla coscienza di alcuno (e secondo Graham Greene, neanche sulle nostre).

“La disperazione è il prezzo che si paga per essersi proposti una meta che non si può umanamente raggiungere. È, si dice, il peccato irremissibile; ma è un peccato che il corrotto e il malvagio non perpetra mai. Costui spera sempre, non raggiunge mai il gelo della consapevolezza di essere totalmente fallito. Solo l’uomo di buona volontà si porta sempre in cuore questa capacità di dannazione.” (Graham Greene)

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ombra

“Sai Joe! Spesso ho la sensazione di vivere due vite parallele, da sempre: una proiettata alle questioni pratiche, ai contatti reali, e una che vaga nell’iperspazio.”

«Descritto in questo modo, Fred! sembra il profilo di un qualunque dannato abitante della terra che vive il presente distrattamente, con la testa altrove. L’universo e pieno di sognatori che aspirano ad uno stato diverso …»

“No! Joe, la questione non è così semplice, lo percepisco nei momenti di malinconia. Io non provo una comune nostalgia di luoghi, di persone e di avvenimenti reali, a me si sovrappone, contemporaneamente, un sentimento struggente. E’ un desiderio di luoghi, di persone e di avvenimenti, paradossalmente, solo immaginati. Sono proiezioni illusorie che riaffiorano alla memoria ciclicamente, nitide e circostanziate. Io, ad esempio, sarei in grado di descriverti, di un preciso momento, sia gli elementi reali, dov’ero, con chi ero, cosa ho fatto, che certe visioni, dove in quell’istante avrei voluto essere, con chi avrei voluto essere e cosa avrei voluto fare, e con maggior coinvolgimento emotivo. E’ strana questa cosa, è come vivere una doppia dimensione.”

«Spiegati meglio, Fred!»

“Non è un fenomeno semplice da descrivere, me ne rendo conto. Rientrerebbe nella normalità se in me si configurassero, al tempo stesso, immagini di vita reale e prospettive seducenti senza che quest’ultime s’imprimano nella mente in modo indelebile, senza che lascino traccia, che si stratifichino.”

«Sei fuori strada! Le persone si caratterizzano univocamente anche in funzione dei propri sogni, delle proprie aspirazioni, delle proprie perenni illusioni. Si diventa tutt’uno. E che si resti un’itera vita fedele anche ad una sola immutabile aspirazione, è un fatto normale.»

“Quindi la mia situazione potrebbe essere, banalmente, causata da una cieca dedizione verso un unico, impareggiabile ideale e, conseguentemente, da una viziosa propensione all’evasione … giusto?”

«Più o meno …»

“Mah! Non sono troppo convinto … Comunque dimmi un’ultima cosa, Joe, se tutto questo non è strano, che cos’è?”

«Umano …. e letale»

“Grazie!“

«Prego!»

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germoglio_m

Se tornasi a nascere
sceglierei un nuovo nome,
un nome adatto a me, alla mia persona.
Mi sceglierei occhi, bocca, mani.
Se tornassi a nascere
cercherei senza indugio
il vero e autentico senso della vita,
senza lasciare che nulla mi turbi
e mi distolga dall’essere me stesso.
Se tornassi a nascere
sceglierei meglio la via da seguire
evitando le strade facili e veloci
e ragionando sempre davanti ad ogni bivio.
Se tornassi a nascere
chiederei a chiunque di essermi insegnante,
di mostrarmi quali sono i doni della vita
e quali i segni da cogliere
per essere sempre fieri della propria esistenza.
Se tornassi a nascere
cercherei di non commettere più i grandi errori,
non lascerei che il dubbio e l’ipocrisia
si impossessino del mio pensiero
rendendolo futile e vuoto.
Se tornassi a nascere
mi nasconderei dalle voci dei falsi,
dagli occhi dei meschini,
dalle orecchie dei pettegoli,
dalle mani degli adulatori,
dalle gesta dei malfattori.
Se tornassi a nascere
lotterei per cercare fino in fondo la libertà
per scartare tutto ciò che rende schiavo,
tutto ciò che non lascia respiro,
tutto ciò che è falso e rovinoso.
Se tornassi a nascere
cancellerei dalla mia vita
ogni cosa che mi rende solo
che mi incupisce
e mi allontana dalla bellezza del mondo.
Se tornassi a nascere
non starei con le mani in mano
ma cercherei sempre di dipingere la vita
con i mille colori dell’arcobaleno,
amando chiunque mi è permesso di incontrare
sulla mia strada.
Scalerei montagne e solcherei mari
sempre in cerca di nuovi volti e nuove speranze.
Se tornassi a nascere
penserei di più a me stesso
senza mai dimenticare gli altri
e senza mai dimenticare
che anche gli altri pensano a me.
Se tornassi a nascere
sognerei da mattina a sera
stando attento a non perdermi nei sogni,
accogliendoli come grandi consigli,
tenendoli stretti come immensi tesori.
Se tornassi a nascere
terrei la testa alta davanti ad ogni sconfitta,
marcerei convinto davanti alle insidie,
senza mai cederei di un passo
davanti ad alcuna salita.
Se tornassi a nascere
prenderei la testa fra le mie nude mani
e piangerei pensando a quanto è bella la vita
e quanto non valga la pena rovinarla.
Se tornassi a nascere
non avrei più paura,
amerei come non ho mai amato,
servirei come non ho mai servito.
Se tornassi a nascere
non mi renderei conto
di quanto possa aver già vissuto
e di quanto tutto ciò che ho fatto
non valga la pena di essere buttato.

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MauriceRenaud

Ci sono tante cose nella vita, tanti tentativi vani – l’amore, l’amicizia, il sesso, per alcuni l’arte, Dio… – tante prove ardite, tante aspirazioni impossibili, tante cose che si desiderano e non si ottengono mai, e ciononostante si rimane sulla breccia, si continua a cercare quello che non si spera neanche più di trovare, perché vale comunque la pena cercare e perché la determinazione a proseguire la ricerca è già di per sé una ricompensa, proprio come i pescatori di perle dei mari del Sud, che s’immergono malgrado la pressione dell’acqua e i pescecani.
Lucia Etxebarria, “Noi che non siamo come le altre”

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