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Posts Tagged ‘Uomo’

emily_dickenson_1

Uomo

Temo un uomo di poche parole
temo un uomo che tace
l’arringatore posso superarlo
il chiacchierone
posso intrattenerlo
ma colui che pondera
mentre gli altri spendono tutto ciò che hanno
di quest’uomo diffido
temo ch’egli sia un grande.

 

Il cuore prima chiede gioia

Il cuore prima chiede gioia,
poi assenza di dolore,
poi gli scialbi anodini
che attenuano il soffrire,
poi chiede il sonno, e infine
se a tanto consentisse
il suo tremendo Giudice,
libertà di morire.

 

Se non avessi visto

Se non avessi visto il sole
avrei sopportato l’ombra
ma la luce ha reso il mio deserto
ancora più selvaggio


(Emily Dickinson)

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Fiume

“Una delle superstizioni più frequenti e diffuse è che ogni uomo abbia solo certe qualità definite, che ci sia l’uomo buono, cattivo, intelligente, stupido, energico, apatico, eccetera. Ma gli uomini non sono così. Possiamo dire di un uomo che è più spesso buono che cattivo, più spesso intelligente che stupido, più spesso energico che apatico, e viceversa: ma non sarebbe la verità se dicessimo di un uomo che è buono o intelligente, e di un altro che è cattivo, o stupido. E invece è sempre così che distinguiamo le persone. Ed è sbagliato. Gli uomini sono come i fiumi: l’acqua è in tutti uguale e ovunque la stessa, ma ogni fiume è ora stretto, ora rapido, ora ampio, ora tranquillo, ora limpido, ora freddo, ora torbido, ora tiepido. Così anche gli uomini. Ogni uomo reca in sé, in germe, tutte le qualità umane, e talvolta ne manifesta alcune, talvolta altre, e spesso non è affatto simile a sé, pur restando sempre unico e sempre se stesso.“
Lev Nikolaevič Tolstoj, “Resurrezione”

 

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solo

« Credere che la propria vita spirituale possa totalmente e permanentemente fondersi con quella di un altro (amico, amante, moglie, figlio) è una delle grandi illusioni da cui alla fine ci si risveglia. Il nostro vero e proprio fondo è incomunicabile, impartecipabile. Anche di fronte alle persone che più amiamo, l’ego più intimo non ha finestre. Né esso si dà totalmente all’altro, né l’altro si dà ad esso, lo penetra, vi si confonde. Non è soltanto vero che l’uomo muore sempre solo, perché nessuno lo accompagna, né lo può accompagnare, nella morte. Ma è altresì vero che, anche nella vita, l’uomo è, in ciò che ha di più suo, sempre solo con sé stesso, sempre solo. Ciascuno ha un mondo esclusivamente suo. Quello che è per davvero il suo mondo è suo soltanto.»

Giuseppe Rensi, “Lettere spirituali”

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donne_in_gabbia

No, nessuno comprende gli altri, checché si pensi, checché si dica, checché si tenti. La terra sa forse che cosa avviene nelle stelle gettate lassù? Ebbene, non maggiormente l’uomo sa quello che avviene in un altro uomo. Noi siamo lontani uno dall’altro più di quegli astri, siamo soprattutto isolati, perché il pensiero è insondabile. Conosci qualcosa di più spaventoso di questo sfiorare un essere che non possiamo penetrare? Ci amiamo l’un l’altro come se, incatenati vicinissimi, tendessimo le braccia senza riuscire a congiungerci. Ci travaglia un torturante bisogno d’unione, ma tutti i nostri sforzi rimangono sterili, i nostri abbandoni inutili, le nostre confidenze infruttuose, i nostri amplessi impotenti, le nostre carezze vane. Quando vogliamo compenetrarci, gli slanci dell’uno verso l’altro non fanno che urtarci l’uno contro l’altro. E io ho un bel volere donarmi interamente, aprire tutte le porte della mia anima: ma non riesco ad abbandonarmi. Conservo in fondo, proprio nell’intimo, quel luogo segreto di ME dove nessuno penetra. Nessuno può scoprirlo, entrarvi, perché nessuno m’assomiglia, perché nessuno comprende nessun altro.

Guy de Maupassant, “Solitudine”

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“ Ti racconto una storia vera Joe.
Robert ha vissuto un’adolescenza sregolata. Tra i genitori non regnava né concordia né armonia. Suo padre, troppo permissivo, non gli ha mai posto alcun limite, sin dall’infanzia. E’ egoista, autoritario. Ha sempre manifestato una mancanza d’equilibrio ed ha indotto nei suoi figli stati d’ansia e insicurezze.
Nicholas, il figlio di Robert, ha vissuto un’adolescenza difficile. Tra i genitori non regnava né concordia né armonia. Suo padre l’ha spesso vessato ed umiliato, sin dall’infanzia. E’ ansioso ed insicuro. Manifesta una mancanza d’equilibrio ed induce nei suoi figli sfacciataggine e superbia.
Stephen, il figlio di Nicholas, sta vivendo un’adolescenza sregolata. Tra i genitori non regna né concordia né armonia. Suo padre non gli pone alcuna restrizione, l’asseconda in tutto. E’ viziato, indisciplinato. Manifesta una mancanza di equilibrio e tutto lascia supporre che possa indurre nei suoi figli stati d’ansia e insicurezze.
A questo punto mi chiedo: quante generazioni debbano succedersi per interrompere certi circoli viziosi? Per dissolvere certe tare? Per liberare certe stirpi da veri e propri sortilegi? “

– Beh! Potrebbero bastarne tre Fred, se Stephen si unirà ad una donna forte, realista e coscienziosa. Una donna che sappia correggere i suoi difetti, imponendosi, e che diventi un riferimento per i figli. L’assenza di questa figura ha permesso ciò che hai raccontato, Fred, dimostrando la sua assoluta importanza. –

” Un’impresa non da poco, dal momento che credo che una donna coscienziosa sia poco propensa ad unirsi ad un uomo lacunoso. “

– Non dare mai nulla per scontato in una donna. Per amore sarebbe capace di qualsiasi impresa, che sia audace, negligente o generosa. Può darsi che questo valga anche per gli uomini. Quello che è certo, e che ho imparato dalla vita, è di non giudicare mai una donna dagli uomini l’hanno attratta, l’ultimo compreso. Si rischiano delle sviste clamorose. –

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Il sesso parte 1 – le origini

Siamo prodotti della libido (by luporenna)

Raccolgo la proposta dell’amica Melodiestonate di scrivere insieme un articolo sul sesso, nonostante rappresenti un argomento un po’ ostico per me. Più che altro: poco esplorato.
Lo faccio pubblicando un mio studio già presentato qualche anno fa e che si avvale di reali e documentate ricerche scientifiche.
Faccio una premessa. E’ una mia consuetudine, nel comprendere a fondo e trattare qualunque argomento, di risalire alle sue origini. Per esempio, se devo capire il funzionamento delle eliche delle navi, non mi soffermo su delle semplici spiegazioni tecniche, io risalgo all’età del bronzo, tempo permettendo.
Comunque, questa storia del giramento di eliche, meglio ancora: del giramento di pale, non l’ho introdotta a caso. Riferita alla mia persona, e credo anche alla collega Melodiestonate, costituisce un fenomeno che si attiva spontaneamente, anche più volte al giorno. E non so più a cosa risalire per comprenderne le cause.

Veniamo all’argomento.
Sapere cos’è un gorilla? E’ un primate antropomorfo, il più grande primate della terra. Il gorilla si suddivide in due specie: gorilla delle pianure (gorilla gorilla) e gorilla delle montagne (gorilla beringei); il famoso Silver Back tanto caro a Dian Fossey.
L’uomo condivide con quest’animale, gran parte del proprio patrimonio genetico. La differenza è davvero minima. E’ presente unicamente a livello di “Famiglia”, come si osserva dal prospetto seguente, stilato secondo i livelli gerarchici della classificazione tassonomica:

Regno: Animali (Uomo e Gorilla)
Tipo: Cordati (Uomo e Gorilla)
Sottotipo: Vertebrati (Uomo e Gorilla)
Classe: Mammiferi (Uomo e Gorilla)
Ordine: Primati (Uomo e Gorilla)
Sottordine: Ominoidei (Uomo e Gorilla)
Famiglia 1: Ominidi (Uomo “Homo sapiens”)
Famiglia 2: Pongidi (Gorilla “Gorilla gorilla” – Scimpanzè “Pan troglodytes” – Bonobo “Pan paniscus”)

 Detto ciò, sapete qual’è la dimensione media del pene in posizione eretta di questa bestia da due metri per due quintali? (per posizione eretta intendo quella dell’appendice) Circa 8 cm; misura sufficiente a garantirgli la riproduzione e, a differenza dell’uomo, nessun altro impiego improprio.
Ora, considerato che il suo naturale alloggiamento, la sua dimora, riferito sempre al pene, ovvero il dotto vaginale della femmina di gorilla, è di dimensioni pressoché simili a quello della donna, perché il membro maschile dell’uomo si attesta esattamente su una misura doppia? Perche questa sproporzione?
Sproporzione relativa, ovviamente. Per talune rappresentanti del gentil sesso, affette da “bulimia sessuale” sproporzionato è un aggettivo inadatto riferito a certe misure. Si può parlare di adeguatezza del termine solo se si fa riferimento alle specie bovine o equine, pony esclusi.
Comunque, per trovare la risposta al primo quesito dobbiamo tornare indietro a circa 3,2 milioni di anni fa; la datazione certa dell’Australopithecus afarensis denominato Lucy, la nostra prima ufficiale antenata, anche se da ritrovamenti successivi e da studi del DNA, è ormai appurato che la separazione tra le scimmie antropomorfe e i primi ominidi è avvenuta circa 5 milioni di anni fa.
Immaginiamo la giornata tipo di Lucy. Esonerata dagli impegni ordinari della donna moderna. Una volta spazzata la caverna, cucinata una costoletta di mammut, messi a dormire i pargoletti in qualche anfratto roccioso, che cavolo aveva da fare se non concentrarsi su certe ludiche attività? Senza, tra l’altro, alcun vincolo indotto dal rispetto della fedeltà coniugale. Che cosa volete che ne capissero quelli del matrimonio (beati loro…)
Continuando, tutti sanno benissimo che tra il maschio e la femmina chi cattura è la donna, e questo è valso soprattutto per Lucy, non in senso figurato, nel suo caso, consentendole di irretire a suo piacimento, con clave o mezzi di fortuna, qualunque cavernicolo dotato che le capitasse a tiro.
Cos’ha prodotto questa scelta mirata, questa ricerca libidinosa di una maggiore gagliardia di un certo organo e di una maggiore “profondità” nel rapporto, con la conseguente disponibilità di una più numerosa varietà di posizioni d’accoppiamento? Una bella ed inevitabile: SELEZIONE. Sostanziale e determinante, aggiungo.
Per migliaia di anni, quindi, Lucy e sue le focose discendenti, hanno determinato una modificazione anatomica del maschio costringendo all’estinzione i normodotati del tempo.
Per fortuna, ad un certo punto, trovata una conformazione standard, più o meno sufficiente a garantire delle performance soddisfacenti, le nostre progenitrici si sono date una calmata. A tutto c’è un limite.
Grande gratitudine dobbiamo noi maschietti a queste “giudiziose” antenate. Se il trend fosse continuato in modo scriteriato, al giorno d’oggi saremmo stati costretti a trascinarci dietro dei veri e propri attrezzi da scasso.
Qui si potrebbe aprire una discussione su quanto sia cambiata la moralità della donna nel corso della storia, dati certi pregiudizievoli trascorsi, e di quanto abbia inciso e quanto incida tuttora la libido nei suoi aspetti comportamentali. Con questo non intendo assolutamente assolvere i maschi, sia contemporanei che antenati. Relativamente a quest’ultimi, se la donna costituisce l’unico esempio di mammifero che possiede i lobuli ed il tessuto adiposo delle ghiandole mammarie di dimensioni e quantità spropositate, nonché le stesse mammelle esterne costantemente protese, non solo durante la fase pre e post gestazionale, una certa responsabilità emerge. Per fortuna le protesi siliconiche sono state introdotte solo alcuni decenni dopo, altrimenti, per quei trogloditi, sai che abbagli. Altro che selezione naturale.

Il sesso parte 2 – la chimica

“La donna sceglie l’uomo, che poi la sceglierà!” (by Melodiestonate)

Nel mondo animale, tutto dipende dal “feromone”, ovvero la “sostanza secreta da un individuo e recepita da un altro, capace di scatenare in quest’ultimo una reazione eccitante”
Tra gli esseri umani esiste una piccolissima percentuale di persone che hanno sviluppato un olfatto più sensibile e che quindi hanno percezioni, sia piacevoli che spiacevoli, molto più intense. Questo è frutto di emozioni inconsapevoli legate ad esperienze passate.
Le prime relazioni madre-bambino e padre-bambino si creano, infatti, proprio attraverso l’odore, tanto che il neonato riconosce i genitori “annusandoli” fin dai primi giorni di vita.
Per quale motivo il maschio appare più interessato al sesso rispetto alle femmine e cosa rappresenta veramente il sesso per questo?
La ragione è che l’impulso sessuale maschile è più forte perché l’area del cervello, in cui gli ormoni stimolano il desiderio sessuale, è più grande rispetto a quello delle femmine.
Per l’uomo il sesso, data la sua elevata importanza, è un metodo efficace per mettere da parte molti problemi. Egli tende a concentrarsi su questa attività piuttosto che sui suoi grattacapi.
Un’alta caratteristica tipica del mondo maschile è lo spirito di competizione e l’ansia da prestazione. Il maschio, rispetto alla femmina, ovviamente non può simulare, e poi, culturalmente, ci si attende di più da lui. A l’uomo spetta l’iniziativa, la parte più attiva nel rapporto, e questo determina, di conseguenza, una  maggiore responsabilità nella riuscita dell’atto.
Per le donne la maternità e la bellezza assumono un rilievo importante. Una donna accetta anche un seno “al silicone”, se questo può contribuire all’accrescimento della propria autostima.
A volte mi torna in mente questa frase: “come la donna ha bisogno di amore per aprirsi al sesso, l’uomo ha bisogno di sesso per aprirsi all’amore. – John Gray – Marte e Venere in camera da letto”
Penso che il sesso sia paragonabile ad un videogioco. Con ogni nuova/o compagna/o è come se si giocasse una nuova partita. Il primo livello, (l’innamoramento) è sempre molto eccitante, di bello c’è la novità, la conoscenza ma quando si è esplorato il tutto, si giunge inevitabilmente ad un bivio. Le alternative sono, o cambiare videogioco, per superare la noia, o passare al secondo livello, quello più profondo, (l’amore).
Un rapporto di coppia maturo è tale quando c’è condivisione sin dall’inizio di momenti felici e meno felici. Quando si sono combattute per diversi anni le avversità della vita, nella stessa trincea. Si tratta di un capitale che sarebbe un peccato sprecare. A tale scopo, se usato al meglio, il sesso si rivela un mezzo molto efficace per rendere più profonda qualunque relazione, l’importante è che entrambi i partecipanti siano motivati a farlo. Non sempre buttare il vecchio videogioco per uno nuovo si rivela un affare.

Ma solo provando (sono luporenna a parlare) se ne può avere il riscontro.

 

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