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Posts Tagged ‘Speranza’

Clown_triste_1

Non so fino a che punto sia vero, ma ho l’impressione che in qualunque scritto, in qualunque discorso, persino nelle poesie, in tutte quelle parole in libertà mescolate tra di loro col nobile intento di suscitare emozioni, la prima cosa che un lettore, o ascoltatore, tenta istintivamente di cogliere, sia un segnale di speranza, un insegnamento o una battuta di spirito. E’ la presenza di queste positività, che per molta gente da un senso compiuto a certi pensieri, che l’impreziosisce. Per tale ragione, una qualsiasi esposizione dalla quale non traspaia almeno uno di questi elementi, non può suscitare, secondo me, particolare interesse né tantomeno, essere pienamente condivisa. Mi riferisco, ad esempio, a certi sfoghi, a certe amare considerazioni esistenziali, spesso dettate da un momento di smarrimento, oppure a certi consuntivi fallimentari fini a se stessi, privi d’aspetti propositivi. Queste costernazioni, normalmente, sarebbe opportuno che rimanessero confinate nell’ambito di intimi scambi, e non enunciate apertamente, tuttavia bisogna tenere presente che tra i fondamentali principi ai quali si ispirano tutte quelle anime che comunicano pubblicamente, per svago, per esercizio, per passione, per amore, senza alcuna remora, su qualunque argomento e con qualunque accento, e soprattutto, senza alcun fine professionale, e per nulla motivati da un’ossessiva ricerca di consenso e notorietà, come i blogger, vi è quello della condivisione incondizionata dei propri sentimenti e stati d’animo – qualcosa che, forse, più che un’ispirazione è un imperativo.
Ultimamente, anch’io mi sono lasciato andare a delle disamine che lasciano davvero poco spazio all’ottimismo, alla speranza, anche se giustificatamente – per la verità, anche scavando in passato … – così come tanti altri imbrattamonitor, e sono rimasto, inizialmente, abbastanza perplesso sull’opportunità o meno di rendere partecipe chiunque di certe mie vicende, di certi miei dubbi – quando si scrive, spesso, ci si fa prendere un po’ la mano, si perde un po’ di vista il fatto che, potenzialmente, potrebbe leggerci chiunque e chiunque potrebbe trovarci assolutamente patetici, evvabbé!! – ma poi, considerato il tutto, ho ritenuto di non dovermi astenere. Purtroppo, non sempre posso far leva sulla mia arma migliore, con le dovute proporzioni, ovviamente, un collaudato senso dell’umorismo e dell’autoironia, anche se, tra i miei più assidui lettori, c’era colei che con questo codice, e solo ed esclusivamente con esso, avrebbe voluto che mi esprimessi – o vuole ancora che mi esprima, ininterrottamente. Di questo ne sono certo.

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disabili

Ho visto disabili affrontare il quotidiano con forza e ottimismo.
Ho visto malati cronici mostrare fede e speranza.
Ho visto poveri offrire conforto e assistenza.
Ho visto vittime di abusi riacquistare fiducia nel prossimo.
Ho visto immigrati senza patria, senza famiglia, senza istruzione, senza aspettative, donare sorrisi sinceri.
E ho visto persone normali, sensibili e intelligenti, con un lavoro dignitoso, in piena salute, cercare invano una maledettissima ragione per mostrare gratitudine verso la vita.

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Mah!

Juliette_Binoche

C’è benessere e benessere. C’è il benessere determinato da un fatto oggettivo, reale, da un evento atteso ma anche da un fatto sorprendente. Questo è il benessere di chi è giovane dentro e fuori, degli ottimisti, di chi ha una speranza viva nel cuore.
C’è il benessere, poi, che somiglia più ad uno stato di quiete: un serenità eterea, a tratti malinconica, che non ha una chiara fondatezza. Ci si alza una mattina, meno afflitti del solito, si guarda fuori dalla finestra, si accarezza il gatto e ci si interroga, con estrema circospezione (dal momento che il pensiero cronico e molesto potrebbe ricomparire da un momento all’altro): perché oggi mi sento più leggero? E’ possibile che mi faccia condizionare così tanto dal tempo? Cosa è successo nella mia testa? Quale strano meccanismo di difesa e di autoconservazione ha preso il sopravvento? Eppure, a parte il cielo terso, tutto è rimasto inalterato. Le cose che mi mancavano ieri continuano a mancarmi, ma questo non è certo spirito di rassegnazione. Forse è l’estate, la natura, gli ormoni, o forse è il film, perché no! … il volto di Juliette … ma è soltanto un’attrice … una storia inventata … Mah!!
Non indago oltre. Mi sento così stupido … ma non me ne vergogno.

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url

Avrei voluto dirvi, alla Coelho,
le cose che ho imparato nella vita,
ma un buio turbamento le ha rimosse.
Avrei voluto convincervi che per un uomo
l’intento più ambizioso è governare la mente.
Quello più lodevole: abbracciare una ideale.
Quello più difficile: indirizzare una passione.
Quello più insensato: programmare un sogno.
Che i figli sono sempre specchi impietosi.
Che l’ottimismo è un dono della vita,
come l’amore,
ed anche che la gioia più spontanea
è figlia d’un pericolo scampato.
Continuo invece a volgermi nel fango,
parlando come Kundera: “La vita è altrove”.
Avrei voluto porgervi i miei auguri:
un atto che non è mera amicizia,
è viva speranza,

(e questo lo farò).

BUON 2013 UFFICIALE A TUTTI VOI!!!!

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