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Posts Tagged ‘Walt Whitman’

Brindisi-di-Natale

«Mi sono accorto che trovarsi con quelli che piacciono può bastare. Fermarsi in compagnia degli altri la sera, può bastare. Trovarsi circondato da carne bella, curiosa, che respira, che ride può bastare. Passare tra quelli, toccarli, posare il braccio anche leggermente e per un istante sul collo di lui o di lei. Che cosa è mai questo? Non chiedo maggiore delizia, e in essa nuoto come in un mare.
Vi è qualcosa nel fermarsi accanto a uomini e donne, nel guardarli, nel contatto, nell’odore di essi, che soddisfa l’anima. Tutte le cose soddisfano l’anima, ma questa la soddisfa compiutamente.»
Walt Whitman, “Io canto il corpo elettrico”

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Whitman

Sconosciuto che passi! Tu non sai con che desiderio io ti guardo,
tu devi essere colui che io cercavo, o colei che cercavo
(mi arriva come un sogno),
certamente ho vissuto in qualche luogo una vita di gioia,
con te.
Tutto è ricordato, mentre passiamo l’uno vicino all’altro,
fluido, amorevole, casto, maturo.
Sei cresciuto con me, sei stato ragazzo o ragazza con me,
io ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo è diventato
qualcosa che non appartiene soltanto a te, né ha
lasciato  che il mio restasse mio soltanto.
Mi hai dato il piacere dei tuoi occhi, del tuo volto, della tua carne,
mentre io passo tu ne prendi in cambio
dalla mia barba, dal  mio petto, dalle mie mani.
Non devo parlarti, devo pensare a te quando seggo da solo
o veglio la notte da solo.
Devo aspettarti, non dubito che t’incontrerò ancora,
e a questo devo badare, di non perderti.
(Walt Whitman)

 

“I più grandi brani di poesia vanno accostati solamente a una certa distanza, a quel modo che talvolta cerchiamo di notte le stelle, non fissandole direttamente, ma spostando lo sguardo da una parte.” (W.W.)

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Uomo e lupi_1

“Credo che potrei voltare la schiena e andare a vivere con gli animali,

così placidi e contenti,

mi fermo e li contemplo per ore e ore.

Non s’affannano mai, non gemono per la loro condizione,

non vegliano al buio a piangere i loro peccati,

non mi danno disgusto discutendo sui loro doveri verso Dio,

nessuno è insoddisfatto, nessuno impazzisce per smania di possedere,

nessuno s’inginocchia davanti a un suo simile,

né ad altri della sua specie vissuti migliaia di anni fa,

nessuno è rispettabile o infelice per la terra universa.”

 

Walt Whitman, “Il canto di me stesso”

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