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Posts Tagged ‘Violenza sulle donne’

Campagna-Violenza-Donne

“Non ricordo nulla. Quando mi sono svegliata avevo una forte nausea e stranamente tutti erano chini su di me e ho capito che era successo qualcosa di terribile. Ho cominciato a vomitare carne, ossa e sangue. Il mio naso mi si rovesciava addosso, sfasciato martellato distrutto. Piangevo e non sapevo nemmeno come fare a piangere senza un naso. E mio padre mi ha preso la mano e ha detto: «Ora sarai una principessa» e io ho risposto: «Non voglio essere una principessa. Ero contenta di essere un pagliaccio. Il mio naso era pronunciato ma grazie a lui avevo un passato e un mistero. Faceva di me quello che ero. Ora non c’è più niente. Solo questo assurdo casino in mezzo alla mia faccia. Ero la Mesopotamia e adesso sono un centro commerciale».”
Eve Ensler, “Io sono emozione”

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Un sussulto

Concediti un sussulto di dignità,
di misericordia:
non sono carne da godere o da macello,
sono creatura come te,
contraddittorio impasto di cielo e di terra,
di miele e di dolore.
Devi accettarmi, non plasmarmi
-come argilla il vasaio-
Sono pesanti le tue mani,
magli che illividiscono
e spaccano la pelle,
aprono rivoli di sangue,
lacrime ed orrore.
Non appartengo a te
né a nessun altro, sappilo:
io sono della stessa materia delle stelle,
degli acini che si gonfiano nel grappolo,
della linfa che vivifica i tronchi
e fiorisce gemme a primavera.
La mia anima è ovunque, credilo:
nelle maree lievitate dalla luna,
nei movimenti delle posidonie sui fondali,
nel frullio d’ali degli uccelli,
nel vibratile sussurro della neve.
Non è forza la tua,
è solo debolezza vigliacca
che m’umilia e t’umilia,
che recide ogni filo della trama
tessuta un giorno insieme.
Perché l’anima, sai, non si possiede
non si possiede mai.
E questo corpo
su cui cantasti un giorno, forse,
una canzone d’amore
è diventato una sfida e una prigione.
E’ sbocciato l’odio nel mio cuore
e lo coltivo come fosse un fiore.
E mi ripeto che questa non è vita
è un cadavere senza sepoltura,
un incubo perverso
e allucinante l’inferno,

senza averne colpa.

Maria Gisella Catuogno (una nobile scrittrice ed amica)

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