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Posts Tagged ‘victor hugo’

capra-felice

«Niente eguaglia la timidezza dell’ignoranza se non la sua temerità. Quando l’ignoranza si mette a osare, essa ha in sé una bussola. Quella bussola è l’intuizione del vero, più chiara talvolta in uno spirito semplice che in uno spirito complicato. L’ignoranza è una fantasticheria e la fantasticheria curiosa è una forza. Il sapere a volte sconcerta e spesso sconsiglia. Gama, sapendo, avrebbe indietreggiato di fronte al Capo delle Tempeste. Se Cristoforo Colombo fosse stato buon cosmografo, non avrebbe scoperto l’America. Se Galvani fosse stato un perfetto scienziato e avesse saputo che cos’è il ‘movimento di ritorno’, senza dubbio il sussulto della rana morta non avrebbe risvegliato la sua curiosità. Il secondo uomo che salì sul Monte Bianco fu uno scienziato, Saussure, il primo fu un pastore, Balma. Tali casi, diciamolo sorvolando, sono eccezioni che non ledono affatto la scienza, la quale resta la regola. L’ignorante può trovare; lo scienziato solo inventare.»
Victor Hugo, “ I lavoratori del mare”

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bambina e lupo

Le città al pari delle foreste, hanno antri in cui si nasconde tutto ciò che esse hanno di più cattivo e di più terribile. Solo che, nella città, ciò che si nasconde così è feroce, immondo e misero, cioè brutto; nelle foreste, ciò che si nasconde è feroce, selvaggio e grande, cioè bello.
Tana per tana, quella delle bestie è preferibile a quella degli uomini. Le caverne sono meglio dei tuguri.

Victor Hugo, “I miserabili”

 

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Un tratto di sicuro successo, per introdursi in ogni situazione sociale, è l’arte di capire la gente, per poter stabilire adeguate modalità di relazione. (Allan Fromme).

Stamattina, nel commentare il post di una cara lettrice (elinepal, per l’esattezza), sono stato assalito da un dubbio. Mi chiedevo se avessi inavvertitamente superato quell’impercettibile linea di confine che separa lo scherno fine a se stesso dall’insolenza. Si tratta di un limite molto simile a quello che separa l’adulazione fine a se stessa dalla molestia sessuale.
A questo punto qualche lettrice, tra le più maliziose, penserà che anche il superamento ipotetico di quest’ultima frontiera debba costituire fonte di preoccupazione per il sottoscritto, forse ancor più della prima. Beh! L’immaginazione di certi individui, a volte, raggiunge limiti inimmaginabili ………..… di veridicità.
Io nel mio modo di relazionarmi con gli altri, sono animato, tendenzialmente, da una discreta dose di empatia, come tanti di voi. Per empatia intendo l’attitudine a offrire la propria attenzione mettendo da parte le preoccupazioni e i pensieri personali. E’ una qualità di relazione che si basa sull’ascolto e si concentra sulla comprensione dei sentimenti e dei bisogni fondamentali del prossimo.
Altre volte, invece, contribuisco in modo significativo, con elucubrazioni mie personali, dette pippe mentali, a rendere certi confronti ancora più contorti e irrisolvibili. Comunque, in linea di massima, la mia tendenza è quella di entrare in sintonia con voi lettori. Ovviamente ognuno emette segnali con una propria frequenza, sebbene si adotti spesso una simbologia comune. Per tale ragione non posso pretendere di entrare in perfetta sintonia con tutti, e di farlo, tra l’altro, accompagnando il tutto con una costante dose di ironia (la base della libertà, direbbe Victor Hugo)
A dire il vero, di questa incapacità non è che ne soffra più di tanto, anche perché nessuno mi hai mai investito responsabilmente di questa mansione. Se ci riesco è bene, altrimenti pazienza. Io il tentativo lo faccio in ogni caso. E’ una tendenza innata in me. Per fare questo, però, devo immaginare la “collocazione” del mio interlocutore, nel senso della sua sensibilità e della sua intelligenza, indipendentemente dalla sua età e dalla suo prestigio. Questi parametri debbono condizionare solo marginalmente, quando si intende stabilire un informale scambio relazionale, a parer mio.
Tornando al mio proposito, è un po’ come ricorrere ai “lanci a cavallo”. In terminologia marinara vuol dire effettuare una serie di tiri di prova, alcuni intenzionalmente corti ed altri lunghi al fine di calcolare, mediante osservazione del punto d’ammaraggio del proiettile, l’esatta posizione del bersaglio da colpire. L’accostamento a molti di voi apparirà un tantino infelice. Non è rassicurante navigare in rete col rischio frequente di un affondamento, ma tant’è: l’esempio rende il senso del discorso.
Io fino ad ora grandi offese non credo di averne mai procurate, ma essendo al tempo stesso un beffeggiatore incallito, metto in conto il rischio di eventuali sconfinamenti, per tale ragione intendo concludere l’articolo con una richiesta accorata:
Ove mai qualcuno si sentisse, anche solo marginalmente, leso nella propria dignità da qualche mio commento, o quant’altro, mi lanci cortesemente un piccolo segnale, ad esempio aggiungendo, nel caso di superamento del primo limite, quello dell’insolenza, in coda ad un proprio commento o risposta, una tripla X. Nel caso di superamento del secondo limite, quello della molestia sessuale, una quadrupla X, oppure, in caso di benevolo accoglimento di tale infrazione, il proprio numero di cellulare.
Grazie anticipatamente,
luporenna

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