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Posts Tagged ‘Satira’

panniste

Nella vita avrai giorni

pieni di pioggia,

di vento,

di gelo,

di plumbei nembi

come macigni.

Ma nella vita

tutto è un’alternanza.

Il tempo toglie e da

come una ruota.

E avrai giorni

pieni di sole,

nei quali finalmente

potrai stendere i panni.

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Fred & Joe (frammento 10)

” Avverto un interesse per la storia Joe. Credo che conoscere il nostro passato, l’evoluzione dell’uomo, sia l’unico mezzo per dare una risposta a tanti quesiti, comprendere meglio la nostra condizione attuale: chi siamo, dove ci troviamo. “

– Nella merda Fred, e per sua natura credo che l’uomo lo sia sempre stato, sin dalla notte dei tempi. Capire come ci siamo finiti, o perché non ne siamo mai usciti fuori, non lo considero tanto interessante, tantomeno utile, dal momento che pochissimi ne hanno tratto insegnamento. –

” Potresti trarlo tu.”

– A che scopo? Io non ho il potere di condizionare gli eventi, e poi non essendo né storico né biologo, non m’interessano né le analisi del passato né di quelle delle feci –

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  • Pensa Joe quanti spunti di riflessione offre facebook: filosofici, artistici, psicoanalitici, sessuali.
    – Per questa ragione Fred, c’è chi lo considera: un’agorà, un laboratorio, uno spazio di recupero o un puttanaio. –
  • Sai cosa credo Joe, che le persone mutevoli siano un pericolo per se e per gli altri.  Meno quando sono euforiche.
    – Ti sbagli Fred, è proprio in quei momenti che rischiano le peggiori figure. –
  • Ti confesso una cosa Joe. Ho una paziente davvero affascinante che mi attira tantissimo. E’ una persona molto divertente ed ironica, con la quale dialogo volentieri di qualunque cosa. Giorni fa, però, m’ha rivolto una domanda sui miei legami familiari. Secondo te, cosa posso aspettarmi da lei?
    – Aspettati di tutto, Fred, tranne che una storia d’amore. Le storie d’amore non iniziano con quelle domande, anzi, non iniziano con delle domande: iniziano e basta. –

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  • Se avessi la certezza di rinascere, Joe, dall’impazienza mi ammazzerei.
    Se avessi la certezza di non rinascere, Joe, dal dispiacere mi ammazzerei.
    – Per tutti i diavoli!! Fred, ti tiene in vita un dubbio –
  • Tu mostri attaccamento al tuo lavoro Joe, e questo ti fa onore. Fai l’architetto ed hai tutte le pareti tappezzate di prospetti. Potessi farlo anch’io.
    – Non t’ho costretto io Fred, a fare il ginecologo –
  • Sai Joe, credo che ogni uomo, per quanto retto, abbia almeno un scheletro nell’armadio. L’unico modo per rimuoverlo è il pentimento.
    – Non ci penso affatto Fred; per me può rimanere dov’è. Non vorrei che dall’armadio finisse nel cassetto delle mutande –
  • Il mio rapporto con le donne Joe, soprattutto con quelle meno irreprensibili, ha sempre significato: sofferenza, affetto, venerazione.
    – Beh! Ti è andata bene Fred, sapessi quanti altri, a causa di quelle donne, soffrono di affezioni veneree.

continua …

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Groucho Marx
(frasi, aforismi, citazioni)

Non è un perfetto idiota solo perché nessuno è perfetto.

Non dimentico mai una faccia, ma nel tuo caso farò un’eccezione.

Ricordo bene il mio primo rapporto sessuale. Ho ancora la fattura.

Ho passato una serata veramente meravigliosa; ma non era questa.

Mi sono sposato davanti a un giudice. Avrei dovuto chiedere una giuria.

Le donne sono l’altra metà del cielo, quella nuvolosa.

Trovo la televisione molto educativa. Ogni volta che qualcuno la accende, vado in biblioteca e leggo un buon libro.

Ho corteggiato una ragazza per due anni solo per scoprire che i suoi gusti erano esattamente come i miei: andavamo entrambi pazzi per le ragazze.

Dal momento in cui ho preso in mano il libro fino a quando l’ho rimesso al suo posto non ho smesso di ridere per un attimo. Un giorno ho intenzione di leggerlo.

Durante la Grande Depressione del ’22 in Central Park i piccioni portavano le briciole di pane ai passanti.

Giovane marito, tutto nudo, si contempla con ammirazione nello specchio della camera d’albergo.
“Con due centimetri in più”, dice fieramente, “sarei un re.”
“Sì” ribatte la moglie, “e con due centimetri in meno saresti una regina.”

E’ molto difficile tenere una corrispondenza regolare con qualcuno che non sia una donna.

La commedia non mi è piaciuta, però l’ho vista in condizioni sfavorevoli: il sipario era alzato.

Il segreto del successo sta nell’onestà e nel comportamento corretto. Se riesci a fingere entrambi, ce l’hai fatta.

La politica è l’arte di cercare un problema, trovarlo, interpretarlo male e poi applicare erroneamente il rimedio sbagliato.

Naturalmente nella vita ci sono tante cose più importanti del denaro; ma costano un mucchio di soldi.

Non vorrei mai far parte di un club che accetti fra i suoi membri uno come me.

Questo libro l’ho scritto nelle lunghe ore che ho passato aspettando che mia moglie si vestisse.

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Stadio comunale di Ceppo del Colle. Incontro di calcio di 2a Categoria tra la compagine locale e l’Ospedaletto.

« Ciao Samantha; posso sedermi? »
– Certo! Francesco, perché no –
« Il tuo Paolo lo vedo in forma oggi »
– Spero solo non si faccia male; questi avversari sono delle bestie –
« Vieni spesso a vedere le partite? »
– Non sempre, solo quando ci sono incontri importanti, quando c’è bisogno del supporto del pubblico –
« Per un fidanzato si fa questo ed altro »
– Non vengo per lui, o meglio, non solo. A me piacciono le competizioni agonistiche in generale. Tu piuttosto, non ti ho mai visto qui. Sei sempre alle prese con i tuoi scritti. A proposito; lo sai che i bambini alla festa della natura si sono divertiti un sacco con la tua fiaba? Dicono che la maestra si sia anche commossa. Sei davvero bravo –
« Grazie Samantha, con te troverò mille spunti per ricambiare il complimento »
– No! No! Astieniti. Ho una formazione ultracattolica alle spalle e i complimenti mi imbarazzano tantissimo, anche quando so di meritarli; eppure vorrei tanto godermeli, in modo disinibito, ironico, senza malizia.
Parliamo dei tuoi racconti. Lo sai che mi affascinano? Li trovo intriganti e divertenti. Ho avuto modo di leggerne qualcuno su una rivista. Quanto vorrei saper scrivere come te, soprattutto articoli –
« Se questa è la tua vocazione, seguila. L’anno prossimo, invece di iscriverti a medicina, giusto per accontentare i tuoi genitori, fai come ho fatto io: iscriviti a Lettere e Filosofia. A quel punto, puoi specializzarti in Giornalismo e Cultura Editoriale. Ovviamente stile e creatività te li devi inventare. Quelli non l’insegna nessuno »
– Grazie per il consiglio, però, riguardo ai miei genitori: come fai a sapere certe cose? Secondo me hai tirato ad indovinare; non c’è altra spiegazione. Io ne ho parlato in privato solo con… –
« Con chi? »
– No! No! Niente…con un amico, su internet –
« Hai uno scambio di e-mail con qualcuno? E Paolo lo sa? »
– Anche tu la stessa domanda. Perché cercate il vizio dove non c’è? Tu, ovviamente, non mi conosci e non puoi saperlo, ma le persone mi circondano, che sanno quel penso, o forse fingono di comprendere, il dubbio mi si insinua, non dovrebbero pormi sempre lo stesso quesito. Io spero di vivere esperienze di rapporti a più persone, lo auspico per un mio arricchimento. L’idea della vita a compartimenti stagni mi sembra un’intollerabile ipocrisia verso se stessi, oltre che strana e incomprensibile –
« Perdonami Samantha, io penso la stessa identica cosa. Il fatto è che, nonostante io rifugga i preconcetti per principio, delle volte, inconsciamente, mi faccio condizionare da certi stereotipi.
Al cospetto di una ragazza di soli 18 anni, che per giunta vive in un piccolo paese, mi sembra inverosimile che possa perseguire certi propositi, oltretutto con una tale fermezza e cognizione. I rapporti complessi sono un argomento delicato e l’equivoco costituisce un rischio frequente. Quel che danneggia è l’esempio di certe donzellette di buona famiglia che di rapporti a più persone ne praticano, altroché, senza alcun pudore.
Io non sono un bigotto moralista e non mi scandalizzo certo di fronte a certe libertà, ma ogni cosa va integrata e dosata al punto giusto. Rapportarsi agli altri solo ed esclusivamente attraverso il canale sessuale è davvero riduttivo, e lo ripeto: non mi riferisco a peripatetiche conclamate.
Con questi presupposti, secondo me, non si può instaurare un rapporto vero e proprio; il cosiddetto scambio di essenze, al massimo uno scambio di umori, nel senso fisiologico però; perdonami la volgarità »
– Condivido tutto ciò che hai detto e al tempo stesso mi chiedo, riferendomi a me stessa,: perché riesco a impormi alcune condotte ed invece su certi atteggiamenti non riesco a controllarmi. Mi riferisco al mio imbarazzo, ad esempio, quello di cui parlavo prima –
« E’ semplice. La definizione di una condotta, di un principio, di un concetto, segue sempre un percorso mentale razionale. La sua formulazione al massimo può generare contrasti di carattere etico/morale ma sempre a livello conscio. L’imbarazzo, viceversa, è un riflesso inconscio. Ogni impulso indotto da processi mentali incondizionati è molto più difficile da governare. In questo preciso istante, ad esempio, tu non puoi notarlo, ma io sto tremando, e non posso farci niente »
– Perché stai tremando? –
« Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già »
– Questa la conosco, anche se è del 1970. Io adoro Guccini.
« Lo so »
– Ennesimo mistero. Sei davvero enigmatico Francesco, ed anche sorprendente. Viviamo nello stesso paese e mi sembra di conoscerti per la prima volta. Credevo fossi un semplice apprendista, un letterato dilettante e invece sto scoprendo aspetti del tuo carattere impensati. Chi l’avrebbe mai immaginato che ti intendessi anche di psicologia –
« Già! La psicologia. L’amava tanto mio padre. Diceva che un bravo psicologo possiede un’arma in più. Aveva questa strana convinzione: chiunque, attraverso la psicologia, è in grado di dominare il prossimo prevedendone il comportamento. Può darsi che avesse anche ragione, pensando che ogni profilo psichico è decifrabile secondo una precisa classificazione…chissà. Io non ho competenza in materia, l’unica cosa che mi sento di affermare e che lui più che il prossimo volesse dominare le donne. La sua mira, la sua difesa, era tentare di pensare al femminile.
Mio padre era totalmente succube delle donne, le considerava esseri superiori. Era sempre alla ricerca di sintonia ed approvazione.
Nonostante questa sua debolezza, io l’ammiravo quell’essere: maestro di tutto, maestro di niente »
– Ero adolescente quando è scomparso tuo padre. Ne ho sentito parlare in giro ma non so cosa sia successo di preciso. Com’è morto? –
« E’ una storia particolare la sua. Sai come la definiva una persona come lui Schopenhauer?
Il suicida è uno che, anziché cessare di vivere, sopprime solo la manifestazione di questa volontà: egli non ha rinunciato alla volontà di vita, ma solo alla vita.
ed è una verità assoluta. Dal suo diario ho letto che quando lui era molto depresso, l’idea del suicidio non lo sfiorava assolutamente. Secondo il suo pensiero, l’estrema soluzione va accolta come l’esaudimento di un supremo desiderio; una liberazione alla quale protendere serenamente e consapevolmente. Nessun pensiero molesto avrebbe dovuto distrarlo durante il trapasso. L’importante è che la morte ci trovi vivi, mi ripeteva sempre, paradossalmente »
– Sono shoccata. L’avessi saputo non t’avrei posto la domanda –
« Non preoccuparti per me. A differenza di mia madre e mio fratello, il trauma l’ho superato presto; benché fossi il suo preferito. Io ho compreso appieno il suo disagio e questo mi ha aiutato tantissimo.
Mi ricordo il giorno della mia laurea, avevo 23 anni, giusto 4 anni fa. Mi prese in disparte e mi disse con tono solenne, insolito per un beffeggiatore come lui, :
“Da oggi tu raccoglierai la mia eredità, quel poco o tanto che sia; e non intendo i beni materiali. Dovrai solo impegnarti a realizzare ogni tuo progetto e mai ti chiederò di primeggiare ove io ho fallito” »
– In cosa ha fallito tuo padre? –
« E’ finita la partita mia cara, ne parleremo alla prossima occasione, ma stavolta lo faremo di persona. Ho finito d’imbrattare le pareti »

Portò le mani al viso in un baleno, quella stupenda creatura, a nascondere il rossore del suo volto. Riuscì a malapena a proferire …

– Sei una fogna! Lupo famelico –

Mai un improperio suonò più sublime e dolce…

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Se a volte replicassi con un dubbio ai miei sospiri, sorreggerei l’ariete con fermezza. (HW)

« Samantha! Chi ti ha inviato questo strano messaggio? »
– Mamma! Oltre ad ascoltare le telefonate adesso mi leggi pure gli SMS? Ma non avevi detto che con questi aggeggi non ci capivi niente? E che cazzo! –
« Che hai detto? Ma sei impazzita? Così ti rivolgi a tua madre? Io alla tua età di cazzo non me ne sono fatto mai scappare uno »
– E papà era contento? Meno male che non ci ascolta nessuno –
« Perché? Guarda che tuo padre è stato sempre orgoglioso di me, per i miei modi fini ed educati »
– Lascia stare mamma. Papà è stato sempre orgoglioso di te per altri motivi. Non pensava ad altro che mostrare la sua bambola, a suscitare l’invidia degli stolti, comunque questa storia delle intercettazioni deve finire. Mi dispiace usare questo tono, ma questo tuo modo di interferire nella mia vita privata ed in quella di Deborah, nonostante abbia solo 13 anni, è assolutamente inaccettabile, oltre che ingiustificato.
Cosa speri di ottenere ascoltando le nostre conversazioni? Così facendo non fai altro che dimostrarci mancanza di fiducia, oltre che complicare i rapporti.
Io comprendo quali possano essere i tuoi intenti ma al tempo stesso ritengo che tutto ciò che noi già ti riferiamo sia più che sufficiente a darti un’idea di quali siano le nostre condotte.
Quei piccoli ed intimi segreti che condividiamo solo con poche persone sono altro che nostre legittime necessità; oltre che diritti –
« Anche un genitore ha i suoi diritti »
– Che non calpestino quelli dei figli –
« Brava! Chissà se avresti risposto così anche a tuo padre. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa lui di tutta questa storia »
– Questo non mi preoccupa. Innanzitutto sul mio atteggiamento non ci vedo nulla di immorale e poi, cara mamma, ricorda sempre cosa ci ripete spesso:
“Una persona di valore nasconde sempre dei piccoli segreti. Troppe spiegazioni non vanno ne rese ne pretese”.
Papà ha un grande pregio che compensa tanti suoi difetti: è coerente. Non si contraddirà certo con sua figlia –
« Samantha, di questa cosa ne parliamo un’altra volta, adesso voglio sapere chi ti scrive queste frasi compromettenti, specialmente per la figlia di un sindaco »
– La figlia del sindaco? Ma chi se ne frega! E poi non credo si rischi la reputazione per queste cose –
« Perché no? Pensa se una frase simile la leggesse Paolo »
– Paolo sa tutto…o quasi. Diciamo che sa che ho uno scambio di e-mail con una persona –
« Maledetto computer, adesso ti sei trovata anche l’amico su internet, uno di questi maniaci informati. Da quanto tempo va avanti questa storia? »
– Innanzitutto non l’ho conosciuto in rete, e poi chiariamo una cosa, a proposito di internet: vorrei che non lo demonizzassi come fai ogni momento. Internet è uno strumento straordinario, assolutamente insostituibile.
In quale altro modo avrei potuto raccogliere dati, informazioni, notizie, sentire musica, vedere video in un modo così immediato e variegato? Certo, internet vuol dire anche blogging, MSN, Facebook: i tuoi demoni, però sappi che questi mezzi, usati con criterio e parsimonia, sono assolutamente formativi, aprono la mente, stimolano l’immaginazione, la creatività, ma soprattutto: aiutano a socializzare.
Tornando al mio amico. Era presente in chiesa al concerto dell’epifania. Ti ricordi il Gloria? E’ rimasto impressionato dalla mia voce. Lui ha la passione per la musica classica, e dice che quando mi ha sentito interpretare il Domine Deus è rimasto totalmente rapito, incantato. Secondo lui è stata un’entità sovrannaturale a guidare la mano di Vivaldi, di Hendel e di tanti altri. Così lui la interpreta la spiritualità.
La presenza di Dio è nella natura delle cose, nell’arte duratura, in certa musica, nei pensieri di San’Agostino e tant’altro. Nell’ispirazione degli eletti va cercata soprattutto l’essenza del Creatore. Io quella sera sono stata una lettrice; il mezzo.
Da quel giorno ha cominciato a mandarmi messaggi di ogni genere, ai quali ho sempre risposto con piacere. I più originali me li scrive sui muri o dove capita –
« Cooosaa!! Sui muri? Ma non sarà mica…Oh Cazzo! HW è quel pazzo »
– E vai! Finalmente te ne uscito uno, e pure con la rima. Comunque hai indovinato, si tratta proprio di Hungry Wolf –
« Mamma mia! Mi sento male. Tu sei impazzita…con quel folle »
– Ma quale folle, è solo una persona un po’ eccentrica, particolare –
« Come fai ad esserne certa. Lo conosci personalmente? Come si chiama? »
– Il nome non me l’ha svelato, so solo che abita in paese ed ha una decina di anni più di me –
« Ah! Su questo ci avrei scommesso, non è certo un adolescente »
– Se vuoi sapere con esattezza quanti anni ha glielo posso chiedere –
« Come è possibile che tu non conosca la sua età? Non ti è mai venuta la curiosità? »
– No! Per me conta poco, dal momento che si tratta solo un amico. Per me gli amici non hanno età –
« Un amico? Una persona del quale non conosci il nome, l’età, che vita conduce, lo chiami amico? –
« Si, ed anche particolare »
– Che significa particolare; che intendi? Non mi vorrai mica dire che avete un rapporto intimo e confidenziale? –
« Mamma, non ti allarmare, anche se la vicenda ti sembra strana, non vederla come una cosa impegnativa, almeno per me. Io non ho nessuna intenzione di andare aldilà di un semplice rapporto d’amicizia, e lui lo sa benissimo; sono stata chiara su questo punto. Fino ad ora abbiamo scambiato semplici opinioni, sensazioni…emozioni. Abbiamo parlato del senso della vita, dei nostri interessi, dei nostri progetti. »
– Samantha, queste cose sono pericolose, non puoi prevedere come vanno a finire. Anche se per te al momento non c’è niente, per lui è diverso. La frase che ti ha scritto, ad esempio, mi sembra una vera e propria dichiarazione, oltre che una richiesta, per cui è meglio che interrompi subito questa storia, prima che sia troppo tardi. Ricordati che quando una persona prende una sbandata non si rassegna tanto facilmente davanti ad un rifiuto. Può diventare assillante; io queste cose le so. Sapessi quante volte dei semplici amici mi hanno invitato a fare una passeggiata, a prendere una sciocchezzuola, e poi mi sono arrivate le proposte più indecenti, se non addirittura le palpatine –
« Su questo hai ragione, però ti ripeto, io non sono coinvolta sentimentalmente, almeno non nel senso comune. Credo sia opportuno che ti faccia leggere una sua lettera, così capisci meglio come stanno le cose. Questa è l’ultima, mi è arrivata proprio ieri »

Carissima Samantha,

perdonami se ieri sono stato un po’ laconico, in risposta al tuo rifiuto ad uscire da soli. Io avevo solo l’intenzione di presentarmi, di farti sapere tutto di me, di svelare il mistero. Probabilmente a te sta bene così, piuttosto che correre il rischio di rimanere delusa, preferisci che sia la tua immaginazione a tracciare il mio profilo, almeno fino a quando tu non sia motivata (spero che presto succeda) da altri intenti che non siano “semplici” scambi di essenze.
Per il momento non insisto più di tanto, ma soprattutto: non ti biasimo. Se a volte assumo atteggiamenti apparentemente risentiti è per una ragione molto semplice.
Mia adorata, come forse hai già intuito, relativamente al nostro rapporto, credo di essermi calato in una dimensione virtuale, una favola incantata che è solo frutto della mia immaginazione e di questo incontenibile sentimento che avverto nei tuoi confronti, diciamolo pure: di questa attrazione irrefrenabile.
Ciò detto, come in tutte le favole, purtroppo, il ritorto alla realtà è un rischio sempre presente, può bastare un niente perché sia sopraffatto dal disincanto per poi riprendere a sognare, quando l’istinto di conservazione non mi lascia intravedere alcun altro motivo di interesse e di profonda gioia.
Ieri, ad esempio, analizzando con distacco certe mie dichiarazioni, ho realizzato, con tutto ciò che ne consegue, quanto sia illusoria la mia situazione, quando siano assurdi certi miei atteggiamenti, certe mie pretese.
Che senso ha profondere unilateralmente un sentimento forte senza ottenere in cambio nient’altro che attestati di stima e amichevoli inclinazioni? E poi, semmai dovessimo incontrarci, che piacere potrei mai trarre, oggettivamente, da certe mie affettuosità se non ricambiate? A queste cose, purtroppo, spesso ci penso, ma al tempo stesso non posso fare a meno di constatare, qualunque strada prenda il nostro rapporto, la fortuna che mi è capitata nell’instaurare con una persona matura saggia e profonda come te questo meraviglioso rapporto d’amicizia. Costi quel che costi, farò in modo che questa immensa preziosissima ricchezza non venga sciupata da un interesse limitato.
Ciò che separa noi, in questo preciso istante, da quello che saremo tra cent’anni è solo il bene effimero di una passione.
Tuo HW –

« E tu che hai risposto? »
– Quel bene effimero è la vita…o forse no –
« Samantha non so che dirti. L’unica cosa certa è che da domani eviterò certi mezzi però tu devi comprendere la mia posizione. Se cerco di controllarti è solo per metterti sugli attenti »
– Mettermi sugli attenti? Hai visto Ufficiale gentiluomo ieri sera? Forse volevi dire: mettermi sull’avviso, in guardia, sul chi va là –
« Vabbè, quello che è. Volevo solo raccomandarti di stare attenta perché tra il dire e il fare c’è di mezzo mare, anzi: un oceano intero »
– Starò attenta mamma, però al momento non me la sento d’interrompere questo rapporto, non ne vedo il motivo. Non entra in competizione con quello tra me e Paolo. Ogni legame è una cosa a sé stante. Non so come spiegartelo, mamma, ma questa storia mi fa sentire importante, mi completa, mi stimola. E’ come un riconoscimento. Me la sono guadagnata e me la tengo stretta.

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