Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Sándor Marái’

quadrifoglio

Quando si prende in mano la penna per fissare il ricordo di esperienze private si vuole sempre parlare ad altri uomini, anche quando si sceglie una forma di comunicazione pudica come il diario.
Sì, la letteratura ci insegna che i diari più famosi furono redatti perché il pubblico li leggesse.

Sándor Márai, “La sorella”

Annunci

Read Full Post »

Separati

” Due persone che significhino qualcosa l’una per l’altra non possono vivere covando un segreto nel cuore. In ciò consiste il tradimento. Tutto il resto non ha poi una grande importanza … riguarda il corpo e il più delle volte non è che un triste affanno.
Amori calcolati, a ore, che si svolgono in luoghi prestabiliti, senza alcuna spontaneità … è così triste e meschino. E dietro tutto cova un ignobile segreto, che infetta la convivenza, come se da qualche parte in quella bella casa, magari sotto il canapè, ci fosse un cadavere in decomposizione. “

Sándor Márai, ” La donna giusta”

Read Full Post »

Ale_L

«Improvvisamente ho capito che non c’è nessuna persona giusta. Non esiste né in terra né in cielo né da nessun’altra parte, puoi starne certa. Esistono soltanto le persone, e in ognuna c’è un pizzico di quella giusta, ma in nessuna c’è tutto quello che ci aspettiamo e speriamo. Nessuna racchiude in sé tutto questo, e non esiste quella certa figura, l’unica, la meravigliosa, la sola che potrà darci la felicità. Esistono soltanto delle persone, e in ognuna ci sono scorie e raggi di luce, tutto…».

Sandor Marai, “La donna giusta”

Read Full Post »

Il dolore

marai_sandor

«Il dolore è passato. La vita lo ha trasformato in qualcos’altro. Dopo averlo provato, dopo aver singhiozzato, lo si nasconde agli occhi del mondo come una mummia da custodire nel padiglione funerario dei ricordi. Passa anche il dolore provocato dall’amore, non credere. Rimane il lutto, una specie di cerimonia ufficiale della memoria. Il dolore era altro: era urlo animalesco, anche quando stava in silenzio. È così che urlano le bestie selvatiche quando non comprendono qualcosa nel mondo – la luce delle stelle o gli odori estranei – e cominciano ad avere paura e ululare. Il lutto è già un dare senso, una ragione e una pratica. Ma il dolore un giorno si trasforma, la vanità e il risentimento insiti nella mancanza si prosciugano al fuoco purgatoriale della sofferenza, e rimane il ricordo, che può essere maneggiato, addomesticato, riposto da qualche parte. È quel che accade ad ogni idea e passione umana».

Sándor Marái, “Il gabbiano”

Read Full Post »