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Posts Tagged ‘Richard Kern’

kern (21 – 30)

“Abba Michele chiese un giorno ai suoi novizi:
– Se io intervenissi a difesa di un asino maltrattato da un contadino, a quale precetto obbedirei?-
– Ama il prossimo tuo come te stesso.-”

“- Qual è la miglior locanda del paese, fratello? – chiese un viandante a un anziano che stava sulla soglia della sua cella.
– Ce ne sono due, fratello. Ma in qualunque delle due andrai, rimpiangerai di non essere andato nell’altra.-”

“Due padri in viaggio nel deserto trovarono ospitalità presso una generosa famiglia. Non volendo apparire sgarbati, non poterono rifiutare un bicchiere di vino. Riprendendo la strada, uno disse all’altro:
– Lascia ch’io vada avanti, fratello, e dimmi se procedo diritto.-
Percorsa una cinquantina di metri, si volse; e l’altro gli disse:
– Stai procedendo diritto. Ma dimmi: chi è mai quel fratello che cammina con te?”

“Disse un anziano: – Sappiate che il peggior momento per un ateo è quando si sente grato e non ha chi ringraziare -.”

 “Un monaco al suo anziano: – Io cerco sempre di fare del mio meglio, abba, ma la mia coscienza mi rimprovera continuamente …-
Gli rispose l’anziano: – Dovresti fortificare il tuo carattere! –
Gli obiettò il monaco: – Non potrei indebolire la mia coscienza?”

“Un giovane, convertito di recente, chiese a un anziano: – Abba, adesso dovrò rinunciare completamente al mondo? –
– Non temere – gli disse l’anziano – Se la tua vita sarà realmente cristiana, sarà il mondo che rinuncerà subito a te -.”

“Ad alcuni giovani novizi, il monaco maestro chiese una relazione sulla loro capanna.
– La tua relazione – disse poi a Marco – è uguale, parola per parola, a quella di Efrem.
– Ovvio! – spiegò il giovane – abitiamo nella stessa capanna -.”

“Un anziano rimproverò un giovane monaco dicendogli:
– Alla tua età, io lavoravo dieci ore al giorno e altre dieci le passavo in preghiera.-
Rispose il giovane monaco:
– Ammiro il tuo ardore giovanile, abba. Ma ammiro ancor di più la tua maturità, se ti ha fatto cambiare radicalmente quegli eccessi.-”

“Un giovane, desideroso di entrare a far parte del monastero di Ennaton, fu interrogato da un anziano che voleva sapere sino a che punto era disposto a lasciare il mondo:
– Se tu avessi tre monete d’oro, le daresti ai poveri?-
– Di tutto cuore, abba.-
– E se tu avessi tre monete d’argento?-
– Molto volentieri.-
– E se avessi tre monete di rame?-
– No, abba.-
– E perché? – chiese stupito l’anziano.
– Perché ho tre monete di rame.-”

“Nella cella di abba Stefano, esperto in erboristeria, si presenta un giorno un novizio:
– Abba – gli dice – sono cleptomane. Che cosa mi consigli di prendere? –
– Niente nella mia cella, prego.-”

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kern (11 – 20)

“Non poche volte i padri del deserto avevano a che fare con le tribù nomadi. Un giorno un loro capo venne a trovare abba Isaia, dicendogli che voleva diventare cristiano.
– Tu fai felice il mio cuore – gli disse l’anziano. – Però hai due mogli, e bisogna che tu rinunci ad una.-
– Vi rinuncerò quando tu, abba, mi avrai citato un solo passo della Scrittura che condanni la bigamia.-
– Nessuno può servire due padroni – gli rispose l’anziano.”

“Un giovane del mondo volle farsi monaco. Giunto a Scete, in uno dei monasteri più poveri ed austeri, un anziano lo condusse alla sua cella:
– Naturalmente dovrai farti il letto …-
– Certo! Abba.-
– Allora eccoti quattro assi, un martello e dei chiodi.-”

“- Da cosa riconosco che sto facendo il mio dovere? – chiese un giorno un monaco ad abba Sisoès.
– Dal constatare che ciò che stai facendo non è di tuo gusto – rispose il monaco.”

“Ad una gran dama di Smirne venuta a chiedergli di accogliere nel suo monastero il suo giovane figliolo,  abba Nibias domandò:
– Che cosa vorrebbe realmente fare il tuo ragazzo? –
– In realtà, vorrebbe dedicarsi all’agricoltura.-
– E cosa sta facendo adesso?-
– Vegeta.-”

“Un sapiente di questo mondo andò a far visita a un anziano. E vedendo che questi non possedeva che una Bibbia, gli regalò un suo libro di esegesi.
Dopo un anno, tornato a fargli visita gli chiese:
– Abba, il mio libro ti è servito a capire meglio la Bibbia? –
– In realtà – gli rispose l’anziano. – mi son dovuto servire della Bibbia per capire il tuo libro.”

“Un eremita va a trovare un altro eremita e gli chiede d’imprestargli l’asino.
– Lo farei volentieri, ma l’asino è al pascolo, e non so dove.-
In quel momento si sente un raglio provenire da un capanno lì accanto.
– È strano – fa il postulante – il tuo asino è al pascolo e io lo sento ragliare qui.-
– Non avrei mai creduto – esclama il monaco con l’aria offesa – che tu avessi più fiducia in un asino che in me!-”

“Un giorno un anziano, in visita a un fratello, gli chiese:
– Abba, il tuo vino è sempre quello dell’ultima volta?-
– Identico, fratello, identico!-
– Allora, per favore, porgimi un boccale d’acqua.-”

“Una donna del villaggio, disperata per la condotta del figlio, disse un giorno ad abba Ilarione:
– Mio figlio non ascolta nessun consiglio intelligente; presta orecchio solo al primo asino che incontra! Se tu potessi parlargli …-”

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“Due giovani monaci parlavano un giorno della vita e delle sue difficoltà.
– Io sono ottimista – disse il primo – perché penso che viviamo nel migliore dei mondi possibili.-
– Anch’io – gli rispose il secondo – penso che viviamo nel migliore dei mondi possibili: per questo sono pessimista.-“

“Un anziano, dopo anni e anni passati nel deserto, volle stabilire il suo eremitaggio fra le montagne. Cammina cammina, dopo molte lune arrivò a una grande catena di monti. Si inoltrò in una valle profonda e qui incontrò un pastore.
– Abba – gli disse il pastore, vedendo l’anziano guardarsi intorno un po’ smarrito – non ti piace questo posto?
– Non lo so. Sarebbe meglio non ci fossero tutte queste montagne a nascondere il paesaggio.”

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kern  (1 – 10)

“- Dove posso trovare abba Staziano? – chiese un viandante ad un monaco di Celle.
Questi rispose:
– È nel recinto dei maiali. Lo riconoscerai perché ha un cappello in testa.-”

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“- Sei troppo severo con le nostre giovani donne – rimproverò un giorno un uomo del mondo ad un anziano – Sono tutte ottime figliole.-
L’anziano ribatté:
– Se sono tutte ottime figliole, da dove vengono le cattive mogli?”

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“Un ladro penetrò una notte nella cella di un anziano. Mentre frugava dappertutto, udì una voce:
– Amico! Perché cerchi nel buio ciò che neppure alla luce del sole potresti trovare?-”

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“Un monaco di Scete, assalito dal demone dell’angoscia, andò a far visita ad abba Serafino. L’anziano, vedendolo molto turbato, gli disse:
– Per prima cosa, fratello, deponi ogni agitazione. Stenditi su questa stuoia e rilassa le tue membra. Poi dimmi, con grande sincerità, tutto, assolutamente tutto quello che vedi nella tua angoscia.-
Rispose il monaco:
– Per prima cosa, abba, vedo che il soffitto della tua cella ha proprio bisogno di essere ridipinto.-”

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“Abba Macario aveva un cane che lo seguiva fedelmente ovunque. Un giorno, mentre camminava nel deserto, fu raggiunto da un contadino che gli disse:
– Abba, oggi il tuo cane ha mangiato una mia gallina!-
– Hai fatto bene a dirmelo – rispose l’anziano – Così, questa sera non gli darò cibo.”

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“A una celebrazione liturgica, un padre tenne un’omelia. Al termine della sinassi, un anziano chiese a un altro:
– Che cosa pensi di abba Marco come predicatore?-
– Mi è sembrato il nostro grande abba Antonio –
– Ma abba Antonio non era predicatore!-
– Appunto.”

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“Abba Daniele era noto per la sua dolcezza e la misericordia verso i peccatori. Un giorno, venuto a confessare un ammalato, lo trovò un po’ reticente.
– Io non insisto – disse – perché tu ti confessi. Non voglio che la paura ti faccia prendere una decisione affrettata. Dormici sopra. Se domattina ti svegli, chiamami.”

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“Di due eremiti, uno era attivo ed energico, l’altro pigro e indolente. Il secondo passò un giorno accanto alla capanna del primo e vi vide intorno un orto magnificamente coltivato. Disse allora il secondo:
– Che splendore riesce a fare la mano dell’uomo, con l’aiuto di Dio!
Rispose il primo:
– Detto fra noi, avrei voluto che tu vedessi in che stato era ridotto questo terreno quando il Buon Dio era il solo ad occuparsene!”

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“Un padre, a causa di eccessive veglie e digiuni, si accorse che la sua memoria era diventata troppo debole. Si recò allora da un anziano per chiedere consiglio:
– Abba – gli disse – la mia memoria si è fatta troppo debole e…-
– Continua, fratello. Dunque, la tua memoria si è fatta troppo debole e…-
– Ho dunque detto io che la mia memoria si è fatta troppo debole?”

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“Un fratello chiese un giorno ad un anziano:
– Che cosa vuol dire in verità: “Non nominare il nome di Dio invano?-
– Che non si deve bestemmiare senza una ragione.”

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