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Posts Tagged ‘Potere’

Vi siete mai posti questa domanda: perché le coppie più famose e facoltose si separano con maggiore frequenza? Perché la fedeltà e la costanza in amore non sono una prerogativa dei Vip? Aggiungo che faccio rifermento a dati statisticamente accertati.
Se non vi siete mai posti questo quesito, potete tranquillamente tornare alla vostra homepage a controllare se ci sono nuovi post dei vostri following. Diversamente vi sarei grato se mi faceste partecipe del vostro pensiero in proposito, poiché, a parer mio, l’argomento non è da considerarsi del tutto insignificante.
Partiamo da una prima considerazione che riguarda il tenore di vita di questi poveri sfigati.
Un Vip medio, non necessariamente una star di prim’ordine, rispetto a un medio/borghese, dispone di risorse economiche in quantità smisurate. Una disponibilità tale da consentirgli di intrattenere scambi interpersonali in qualunque ambito e sostenere tali relazioni con una frequenza pressoché illimitata. In poche parole: di cazzeggiare con chi gli pare e piace e in qualunque momento, consapevole, tra l’altro, delle proprie attrattive.
Già questa condizione, sostenuta dal noto proverbio: l’occasione fa l’uomo ladro, potrebbe di per se giustificare dei frequenti cambiamenti, esercitati il più delle volte, con disinvoltura e spregiudicatezza, favorendo, quindi, una concezione più libertina ed indipendente della vita in generale. D’altra parte un bombo attempato o un’ape allegra, sempre alla ricerca del nettare migliore, imperversa in qualunque contesto, tanto più se la sorte offre loro un vasto assortimento floreale.
Detto questo, comunque, mi è difficile pensare che tali individui siano motivati solo ed esclusivamente da una ricerca continua di nuove emozioni, di nuovi innamoramenti: la spinta propulsiva più potente in natura. E’ più plausibile immaginare che, grazie ad un maggior numero di scambi relazionali, aumentino notevolmente le probabilità d’incontrare persone più conformi alle proprie aspettative.
Alzi la mano chi, pur avendo giurato eterna fedeltà al proprio partner, nel corso della propria esistenza, incrociando sul proprio cammino altre anime più affini e appassionanti, non sia stato sfiorato da un benché minimo dubbio; il più delle volte immediatamente represso per ragioni d’ogni genere: sensi di colpa, questioni morali o la semplice incapacità di far fronte a degli esborsi notevoli.
Per un Vip, invece, far fronte a delle spese, anche se rilevanti, non è ovviamente un problema, come non lo è placare, grazie a un congruo risarcimento, anche il risentimento più radicato, col conseguente ridimensionamento del proprio senso di colpa indotto.
Per quanto concerne le ragioni etico-religiose, non è detto che ad un Vip, nella remota eventualità che ne avvertisse il bisogno, venga negato in modo indiscriminato il sacramento della comunione. Questi veti inviolabili si riservano solo ai poveracci.
Concludendo, sapete chi è la persona da ammirare più di qualunque altra? E’ quel Vip, che pur conducendo una vita da milionario, pur pressato da incessanti ed allettanti tentazioni, rimane costantemente una persona umile, fedele e irreprensibile: un clochard nell’anima, al contrario di quelli come me, che si sentono Vip nell’anima e conducono una vita da clochard.

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Esimio imprenditore,
è da tempo che avrei voluto dirglielo, da quando tempo fa lei ha avanzato una proposta ad una sua giovane subalterna. Non so se lei leggerà mai questa lettera, probabilmente no ma allo stesso tempo è presumibile che venga letta da qualche suo pari.
Ho pensato molto a questa faccenda, che mi ha toccato personalmente. A questa storia nella quale lei, pur non esercitando alcuna violenza fisica, nella formulazione della sua proposta, in funzione di quanto ha offerto, non tralasciando la sua sfrontatezza, ha inconfutabilmente fatto leva sulla sua posizione predominante. Quanto avvenuto in seguito, poi, certe sue mirate disposizioni punitive, hanno inequivocabilmente evidenziato un intento ricattatorio. Tengo a precisarle, dal momento che la padronanza della lingua italiana non è una prerogativa correlata alla condizione sociale di un individuo, che ricattare vuol dire essenzialmente: estorcere a qualcuno denaro, favori, vantaggi con la minaccia, manifesta o sottintesa, di azioni che lo danneggino.
Proseguendo.
E’ risaputo da millenni che in certi ambienti, quali il suo, in funzione del potere del quale dispone un uomo ricco, è consuetudine diffusa ritenere legittimo imporre la propria volontà su chicchessia, così come è risaputo, d’altro canto, che il mondo è popolato da femmine che offrono qualunque tipo di prestazione in cambio d’offerte vantaggiose, posizioni di prestigio o semplici ricchezze.
Premesso ciò, diciamo che un’iniziativa pari alla sua, ove non si palesino gravi violazioni del codice penale, potrebbe, per certi versi, considerarsi anche ammissibile, tanto più se a provarci con le donne s’azzardano anche i morti di fame o semplicemente chi il potere non ce l’ha: soggetti animati da illegittime ambizioni, tipo il sottoscritto.
Ciò che è condannabile, a parer mio, oltre ai preconcetti, ai modi, alle premesse sommarie secondo le quali le donne sono: a) tutte puttane perché tutto ha un prezzo; b) tutte zoccole perché questa è la loro natura, è il modo scomposto con il quale si reagisce ad un imprevedibile ed inammissibile rifiuto.
Quello che caratterizza una persona saggia, civile e responsabile, molto meno rara tra i comuni mortali, non è reprimere incondizionatamente le proprie pulsioni, bensì porsi o proporsi nei confronti del prossimo in modo umile, umano e rispettoso. Saper accettare rifiuti che non rappresentano né sconfitte né fallimenti né affronti, ed ancor più riuscire a comprendere che esiste un universo di femmine disposte a negarsi totalmente anche in cambio della luna o a concedersi fino all’ultima molecola solo in cambio d’un sorriso, d’uno sguardo … o anche solo per amore.

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