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Scambio reale di commenti tra due blogger, in risposta all’articolo di lei (anche questo è WordPress).

“Giungano a Voi, Madonna, i miei rallegramenti per tale pregevole presa per lo deretano et jattura.”

«Cavaliere! Invero, l’ho sperato … il vedere la vostra penna rimarcare queste mie righe.
Ohhh, vi è forse troppa audacia nelle mie parole! Perdonate, cavaliere … dimenticatele!»

“Non v’è in me intenzione alcuna di rimuover dall’informe massa che imputridisce nel mio cranio la vostra benché minima espressione. Oltremisura alberga nel mio cuore incanto et gratitudine per la vostra seducente favella et aulica prosa et dono di immeritato titolo di cavaliere (presumo non di tavola rotonda ma di calda). Non mancherà di certo al sottoscritto l’occasione per ripagar cotanta munificenza, offrendo a voi Madonna (e che Madonna!!) umana fratellanza, quando presto, di codesto passo, il vostro corpo verrà cinto da robuste stringe et adagiato su apposita lettiga et condotto in sterile stanza da coppia di forzuti cherubini.”

 «Ohhhh, voi mi fate arrossire, cavaliere … eppur l’imago di codesti cherubini arriva testé a solleticare la mia audace fantasia … Cotanto ardor cavalleresco tramutossi immantinente in calda brezza che solleva birichina le cortine del mio baldacchino. S’io non fossi pudica giovine et inesperta all’arte dell’amore, che di certo vossignoria possiede in molta misura … s’io non fossi … lascerei con noncuranza … ecco! … scivolare un bigliettino al momento propizio del vostro passaggio … un bigliettino con su scritta la contrada in cui vivo … situata nella via che fu delle cortigiane del re … s’io non fossi … al numero novantatre …
Cavaliere, è la pudicizia a trattenermi! Ch’io possa proteggere la mia casta virtù ancora per mill’anni!
Mi ritiro all’or dell’imbrunire.»

“Ah! Madonna!! Le cortine del vostro baldacchino rievocano in me antiche tenzoni. Voi mi intrigate oltremisura. Vi aggirate per lo libero ciel con aria distratta, come noto uccello dedito a furti, dalla candida livrea et dorso corvino, razziando codesto cuor, di spicchio in spicchio. Ditemi, oh mia Madonna!! Ma chi gazza siete?
Giuro solennemente, al cospetto di Santo Domingo, che mai nessuna segreta, alla quale apparite ineluttabilmente destinata, costringerà le vostre membra a regime di clausura. Sottrarrò la vostra casta virtù all’incuria e all’astinenza … et strati di fuliggine.
Non per pura voluttà, reclamo con ardor la vostra fuga (e sottolineo, fuga) ma per amor che albeggia.”

«I vostri versi e la vostra prosa audace son preludio e promesse d’ardente e sfolgorante passione. M’immergo immantinente in grande vasca d’acqua gelida, al fin di stemperare il gran calore che sento risalir dal centro perfetto del mio essere, e in barba ai tempi cupi che viviamo, io desidero, si! Io desidero vivere codesta passione, e lotterò contro ogni avversità pur di indulgere pienamente e consapevolmente in questa passione che è la vita stessa! La vita, mio signore, è ciò che mi concedete! Siete il protagonista più presente nel mio personale diario, in cui raccolgo solo i pensieri più maravigliosi!»

“Ooooohhhhh! Santa Bernarda!! Quale sommo privilegio m’accordate. Concedetemi un attimo, vi prego, affinché io possa riprendermi da tale mirabile deflagrazione d’iridescenti note. Presto vi farò dono di una mia ode, da voi ispiratami.
Sento dentro di me umori endogeni agognare dune, et gole, et vergini (???) foreste, et anse (animate), et letti … d’incontaminate acque, … ove paghi defluire.
Mi assento un attimo ….
Vengo subito!!”

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Capita anche a voi di avvertire una leggerissima apprensione un attimo dopo aver pubblicato un articolo? A volte succede anche dopo avere inviato un semplice commento. Ovviamente non è come affrontare un esame. E’ ben diverso dal mettersi alla prova in senso stretto, con tutti gli inquietanti interrogativi che ne conseguono. Tutto si svolge con naturalezza, leggerezza e soprattutto con il piacere di dialogare con persone straordinarie.
Consentitemi questa ruffianeria: io vi trovo, chi per una sfumatura chi per un’altra, delle persone piacevolissime, meravigliose, di grande spessore, sia umano che culturale.
Tornando all’argomento, quella che nasce è la semplice curiosità di sapere come vengono interpretati alcuni concetti, alcuni pensieri, la scelta di certi argomenti e cosa essi suscitano. Se dalle parole traspare in forma corretta il sentimento, felice o triste che sia, che anima chi scrive in quel preciso istante. Oppure se, nonostante i suoi sforzi, non riesca comunque a mascherare alcune tendenze poco lodevoli. Nel mio caso, ad esempio, di evitare di apparire sempre e comunque: patetico. Un rischio per me frequentissimo. Molto meglio, comunque, che subdolo lumacone o addirittura: vecchio rattuso.
Chiudo l’articolo con il proposito, per il futuro, di trattare sempre meno questi aspetti teorici.
E’ un po’ come chi, in campo fotografico, cura prevalentemente i temi tecnici, esprimendosi in termini di ottiche, aberrazioni prospettiche, profondità di campo, e poi di creatività artistica: nemmeno l’ombra

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