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Posts Tagged ‘Politica’

renzi-leopolda-

Giorni fa ho inviato un commento all’amica Luna, in risposta ad un suo articolo sul libro “Novecento” di Baricco. In sintesi le scrivevo che, oltre ad aver letto Novecento”, ed averlo trovato, nonostante la sua semplicità, profondo ed emozionante, dello stesso autore, avevo trovato molto interessante “I Barbari. Saggio sulla mutazione”: un’analisi della società moderna e dei cambiamenti in atto. Un saggio che consiglio a chiunque.
Detto ciò, ho aggiunto una mia considerazione su Baricco, e cioè che a volte sembra ostentare un po’ di narcisismo: sembra porsi in cattedra, con una leggera vena di vanagloria. Anche se così fosse, credo che abbia, comunque, tutte le carte in regola per far sfoggio della sua discreta maestria.
Fatta questa premessa, in questi giorni ho seguito un po’ il fenomeno politico del momento: Matteo Renzi. Ecco, se dovessi esprimere una prima impressione su di lui, mi verrebbe da dire che mi ricorda Baricco. Trovo delle affinità tra i due. In ogni caso m’ispira e lo voterò.
Voterò Renzi perché si propone il rinnovamento, il ricambio generazionale. Voterò Renzi perché parla alla gente in forma diretta, simpatica, umana, rapida, efficace. Voterò Renzi perché consentirà finalmente al Partito Democratico di eliminare le ultime scorie ereditate dal vecchio sistema partitocratico. Voterò Renzi perché dopo vent’anni di berlusconismo e antiberlusconismo può rappresentare l’occasione giusta per ripartire da zero, per superare l’anomalia italiana e diventare un paese normale.

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FACITE AMMUINA !!!

Facite

Facite Ammuina (fate confusione). Si dice che fosse un comando contenuto nel Regolamento della Real Marina del Regno delle Due Sicilie del 1841, da impiegare a bordo dei legni e dei bastimenti. Tale ordine, per alcuni considerato un falso, aveva lo scopo di dissimulare l’inoperosità del personale di bordo in caso di visite ispettive delle Alte Autorità del Regno.
Il testo così recita:

(In Napoletano)
« All’ordine Facite Ammuina:
tutti chilli che stanno a prora vann’a poppa
e chilli che stann’a poppa vann’a prora;
chilli che stann’a dritta vann’a sinistra
e chilli che stanno a sinistra vann’a dritta;
tutti chilli che stanno abbascio vann ‘ncoppa
e chilli che stanno ‘ncoppa vann’abbascio,
passann’ tutti p’o stesso pertuso;
chi nun tene nient’a ffà, s’aremeni a ‘cca e a ‘llà”.

(In Italiano)
« All’ordine Facite Ammuina,
tutti coloro che stanno a prua vadano a poppa
e quelli a poppa vadano a prua;
quelli a dritta vadano a sinistra
e quelli a sinistra vadano a dritta;
tutti quelli sottocoperta salgano sul ponte,
e quelli sul ponte scendano sottocoperta,
passando tutti per lo stesso boccaporto;
chi non ha niente da fare, si dia da fare qua e là »

A questo punto, ognuno di voi starà immaginando, qui in Italia, in quante altre situazioni, dalle più disparate, soprattutto quelle in ambito lavorativo, una simile disposizione viene spontaneamente applicata … tipo questa:

(In Italiano: da usare in prossimità del voto sulla decadenza dalla carica di senatore di un qualunque cavaliere della repubblica)

« All’ordine Facite Ammuina,
tutti coloro che stanno al governo rassegnino le dimissioni
e i parlamentari che le avevano precedentemente annunciate,
diano la propria disponibilità apparente ad entrare a far parte
di un eventuale nuovo governo di transizione.
Tutti quelli che intrattengono rapporti
prevalentemente con politici di centro, vadano a sinistra
e quelli a sinistra vadano al centro.
In occasioni di pubbliche dichiarazioni, preventivamente autorizzate,
tutti i falchi si travestano da colombe e le colombe da falchi,
passando tutti per Arcore.
Chiunque manifesti dissenso, o anche solo perplessità,
su una qualunque prescrizione
dettata dal proprietario unico del suo gruppo politico d’appartenenza,
nel suo ultimo e definitivo periodo di mandato elettorale,
si dia da fare qua e là »

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ornitorinco_01

Io, non so per quale specifica ragione, sono tendenzialmente portato a pensare che non esistano, in qualsiasi contesto, le soluzioni di continuità, le separazioni nette tra diversi attributi, stati, definizioni, caratteristiche, appartenenze. Mi sforzo sempre istintivamente d’individuare l’anello di congiunzione tra due o più cose.
In questo variegato, policromo e caleidoscopico mondo, tra il bene ed il male, tra il torto e la ragione, tra il bello e il brutto, tra il bianco e il nero, ecc. ecc., intravedo ornitorinchi dappertutto.
Per chi non lo sapesse, l’ornitorinco (nella foto) è considerato l’esempio scientifico per eccellenza di anello di congiunzione tra diverse specie. Nel caso specifico, tra rettili e mammiferi. E’ un animale semi-acquatico, endemico della parte orientale dell’Australia. Ha il pelo, una temperatura costante e produce latte, anche se non possiede  delle vere mammelle, inoltre i denti, visibili solo nei neonati e in qualche fossile, sono diversi fra loro. Tutti questi tratti sono tipici dei mammiferi eppure condivide con i rettili altre caratteristiche. Ha le zampe a femore orizzontale (cammina come una lucertola), ha la visione a colori (chissà come l’avranno appurato, boh!), ha l’apparato escretore e riproduttivo unico. Anche la mascella, dritta e senza curvatura iniziale, non è da mammifero, o, almeno, non da mammifero “moderno”. La cosa più clamorosa, però, è che la femmina depone le uova. Uova che hanno un grosso tuorlo e un guscio gommoso, diverso da quello dei rettili. Per la verità, a guardarlo bene, ha anche il becco d’anatra (giusto per rendere il caso ancora più intricato).
Tornando a me, non so se sia normale oppure no, ma la mia ricerca si attiva anche al contrario. Mi spiego meglio. Di fronte a qualcosa di strano e indecifrabile, tendo a immaginare quali elementi definiti, combinati tra loro, l’abbiano potuto generare. Faccio un esempio. Si tratta di un politico, o almeno tale viene classificato (un vero e proprio rompicapo per me): Sandro Bondi.
Nato a Fivizzano, provincia di Massa e Carrara, il 14 maggio 1959. E’ ufficialmente senatore e coordinatore nazionale del Popolo della Libertà. E’ stato militante della Federazione Giovanile Comunista Italiana e sindaco di Fivizzano per il Partito Comunista Italiano (incredibile!!), col soprannome di ravanello: rosso fuori e bianco dentro (e già questa la dice lunga). Questo tizio, se per un verso può essere considerato, con spirito caritatevole, un essere umano, per il resto, secondo voi, a cosa potrebbe associarsi?

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Poveri noi

berlinguer

Una volta i politici, di qualunque schieramento, non s’improvvisavano tali ma si “formavano”. Esisteva una sorta di scuola della politica. Gli aspiranti, i portaborse, i militanti, tutti, più o meno, partecipavano attivamente alla vita politica, a cominciare dalle sezioni. Io partecipavo soprattutto ai festival, altro che cazzeggiare in internet.
Assistevano, sin da giovani, alle riunioni, ai comizi, ai congressi. Assimilavano le ideologie, il pensiero e persino gli atteggiamenti dei loro grandi precettori. Gente del calibro di Berlinguer, Moro, Almirante, ma anche De Mita, Craxi, Spadolini e tanti altri, perché no!. Era gente di elevato spessore culturale, menti carismatiche, competenti, dei veri e propri paladini.
Tanti oggi li rimpiangono, quei politici della prima repubblica. Io rimpiango soprattutto Enrico Berlinguer. Quello era un modo d’intendere la politica più “professionale”, oserei dire, se non addirittura più responsabile.
In cosa è migliorata oggi la società, con questa ultima generazione di politici? Cosa ci ha guadagnato? Forse, e sottolineo FORSE, in onesta e buona fede, ma se penso a Berlinguer e tanti altri, non trovo alcuna risposta.
Concludo con un aneddoto.
Ieri sera ho conosciuto un nostalgico ex democristiano (la provincia di Avellino ne è infestata), che ha ricoperto incarichi politici di un certo rilievo. Mi è rimasta impressa una sua simpatica definizione della destra e della sinistra attuali. Ad un certo punto ha detto:
“ Provate a chiedere ad un novello amministratore di destra se nell’esaminare una certa licenza edilizia, ad esempio, ha verificato che sia stato presentato il benestare della Sovrintendenza per i Beni Architettonici (un’autorizzazione totalmente omessa), vi dirà: « E’ tutto in regola, non manca niente ». Se lo chiedete ad un amministratore di sinistra, invece, vi risponderà: « Ma perché, ci vuole l’autorizzazione della sovrintendenza? » .Tutta qui la differenza “
…. poveri noi!!

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silvio_3

Sono due giorni che ascolto telegiornali, format politici televisivi, che leggo editoriali, interviste, sondaggi, articoli di ogni genere, sulle maggiori testate e non solo, e non ho ancora trovato nessuno, e dico NESSUNO,  che abbia rivolto, in modo chiaro e diretto, ad un qualunque componente del personale domestico costituito dai 98 parlamentari del Pdl ed altrettanti senatori, o anche ad un comunissimo elettore, fra i 9/10 milioni di sprovveduti che hanno riposto su di essi fiducia cieca e incondizionata, una qualunque tra le seguenti domande:

“ Perché lei da per scontata la totale innocenza e irreprensibilità dell’onorevole Silvio Berlusconi? ”

“ Ha prove inconfutabili della sua infallibilità oppure di una sua investitura sovrannaturale? “

“ E’ possibile che non sia stato mai intimamente sfiorato dal sospetto, dati i suoi smisurati interessi economici e la sia manifesta bulimia sessuale, che abbia potuto realmente commettere anche uno solo dei reati ascrittigli? “

A questo punto, se la domanda fosse stata posta, ci si sarebbe potuti attendere anche un’originale osservazione di questo genere, e cioè  che il problema non è tanto nella gravità reati a lui contestati (tutti assolutamente risibili e da dimostrare), bensì nell’inaccettabile accanimento giudiziario perpetrato ai suoi danni da una parte faziosa della magistratura. Un’ostilità che assume sempre più i connotati di una congiura atta ad eliminarlo dalla scena politica sovvertendo …. bla, bla, bla (una tesi che hanno imparato a memoria anche gli armadilli del Mato Grosso, oltre che provocare delle vistose smagliature a carico della sacca scrotale di milioni e milioni d’italiani). Ma se così fosse :

“ Questa presunta componente sovversiva della magistratura curerebbe gli interessi specifici di chi, di quale potere economico, politico, finanziario, sociale, culturale, militare, occulto, religioso … ecc. ecc.? ”

“ Esistono prove o fondati sospetti di connivenze, di favoreggiamenti, di complicità a sostegno di tale ipotesi? “

“ Quale sarebbe, poi, il tornaconto personale di questo manipolo di malviventi togati? “

E in ultimo

“ E’ possibile che un comune cittadino che da del deficiente ad un qualunque agente di pubblica sicurezza, venga sbattuto immediatamente al fresco per oltraggio al pubblico ufficiale e nessuna conseguenza si profili se si da del mafioso ad un magistrato? “

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saramago-giornale

La Cosa Berlusconi

Non trovo altro nome con cui chiamarlo. Una cosa pericolosamente simile a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un profondo rigurgito non dovesse strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodergli le vene distruggendo il cuore di una delle più ricche culture europee. I valori fondanti dell’umana convivenza vengono calpestati ogni giorno dalle viscide zampe della cosa Berlusconi che, tra i suoi vari talenti, possiede anche la funambolica abilità di abusare delle parole, stravolgendone l’intenzione e il significato, come nel caso del Polo della Libertà, nome del partito attraverso cui ha raggiunto il potere. L’ho chiamato delinquente e di questo non mi pento. Per ragioni di carattere semantico e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente in Italia possiede una carica più negativa che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa. È stato per rendere in modo chiaro ed efficace quello che penso della cosa Berlusconi che ho utilizzato il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli ha attribuito nel corso del tempo, nonostante mi sembri molto improbabile che Dante l’abbia mai utilizzato. Delinquenza, nel mio portoghese,  significa, in accordo con i dizionari e la pratica quotidiana della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o a dettami morali”. La definizione calza senza fare una piega alla cosa Berlusconi, a tal punto che sembra essere più la sua seconda pelle che qualcosa che si indossa per l’occasione. È da tanti anni che la cosa Berlusconi commette crimini di variabile ma sempre dimostrata gravità. Al di là di questo, non solo ha disobbedito alle leggi ma, peggio ancora, se ne è costruite altre su misura per salvaguardare i suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnatore di minorenni, per quanto riguarda i dettami morali invece, non vale neanche la pena parlarne, tutti sanno in Italia e nel mondo che la cosa Berlusconi è oramai da molto tempo caduto nella più assoluta abiezione. Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte affinché gli potesse servire da modello, questo è il cammino verso la rovina a cui stanno trascinando i valori di libertà e dignità di cui erano pregne la musica di Verdi e le gesta di Garibaldi, coloro che fecero dell’Italia del  secolo XIX, durante la lotta per l’unità, una guida spirituale per l’Europa e gli europei. È questo che la cosa Berlusconi vuole buttare nel sacco dell’immondizia della Storia. Gli italiani glielo permetteranno?

José Saramago – 8 giugno 2009

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governo_letta

” Anche i più strenui difensori della libertà di cambiare idea non possono non notare che di questo diritto si fa un certo abuso, a volte. Soprattutto quando cambiano le maggioranze politiche o le egemonie culturali e scoppiano le transumanze.”

Claudio Sabelli Fioretti

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