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Posts Tagged ‘pensione’

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Non so se siete d’accordo, ma se io incontrassi di persona qualcuno di voi, uno qualunque, singolarmente, la prima cosa che farei è raccontargli tutta la mia vita, senza alcuna reticenza e falsità, dall’inizio fino ad oggi, e per concludere, gli spiegherei anche quale recente avvenimento, oltre a quelli, ahimè, già noti, ha provocato in me dei cambiamenti, ha modificato certe mie consuetudini, come quella di pubblicare con una certa assiduità.
In questo momento ho la tentazione di farlo collettivamente, attraverso questo blog, perché no! Metterei in pratica anche l’invito rivoltovi nel post precedente, quello di chiarire pubblicamente qualsiasi nostro comportamento che possa apparire difficilmente decifrabile, magari tralasciando, per ovvie ragioni di privacy, data la pubblica accessibilità di questo spazio, riferimenti a oggetti, luoghi o persone facilmente identificabili.
Bene! Iniziamo con il mio nome, Renna Tommaso – e questo è un dato noto. Passiamo ad un dato sostanziale, per una vantaggiosa e soprattutto irripetibile opportunità concessami dalla benemerita ditta AnsaldoBreda, ed altre fortunate coincidenze, dal primo Luglio del 2013 – oltre un anno fa – sono in PENSIONE!! Proprio così! Un traguardo raggiunto ben prima dei 60 anni – molto prima, poco prima, abbastanza prima, sensibilmente prima, non è questo quello che conta, l’importante e che non si sappia quanto manca. Nel frattempo, però, dato che la mia condizione fisica, contrariamente a quella mentale, mi ha sempre supportato, e continua a supportarmi splendidamente, ho continuato a lavorare. Nonostante questo impegno, o meglio, grazie ad esso, ho continuato a prendermi cura di questo blog con una certa assiduità. Dal giorno 7 di questo mese di ottobre, però, per ragioni condivise ed opportune, staziono temporaneamente a casa, giorno e notte, costretto ad accudire il miei possedimenti e gli animali stanziali che vi risiedono: due gatti, due cani e due figlie. Se sono soddisfatto, sereno, speranzoso, eccitato, ispirato, avvilito, impedito o in procinto di, ve lo spiegherò un po’ alla volta. Non voglio fare leva esageratamente sul vostro spirito d’assistenza.
Alla prossima – chissà quando.

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Sesso in ufficio? Il lavoro ci guadagna

I flirt in ufficio faranno anche distrarre i dipendenti ma se si spingono oltre le normali schermaglie amorose, per trasformarsi invece in relazioni anche a base di sesso, il rendimento sul lavoro ci guadagna.
La teoria, che prenderà in contropiede la gran parte dei capi azienda, arriva da uno studio norvegese condotto dalla sessuologa Elsa Aalmas e pubblicato sulla rivista scientifica on-line “Dagens Naeringsliv”, cui fa eco una ricerca condotta in Italia dall’associazione “Donne e Qualità della vita” che, sotto la guida dalla sessuologa Serenella Salomoni, ha approfondito l’argomento su un campione di 480 individui fra i 25 e i 55 anni.
Dalla ricerca emerge che 1 lavoratore su 5 ha ammesso di aver avuto almeno una relazione con un collega, e 1 coppia su 10 afferma di essersi formata sul posto di lavoro; mentre, in generale, la gran parte degli intervistati afferma che avere una storia con un collega di scrivania dà più felicità ed energia, con la conseguenza che si rende di più. Più energia, più capacità. “Le persone che legano con i colleghi”, spiega la dottoressa Aalmas, “conoscono meglio i propri sentimenti e questo produce più energia e più capacità di lavoro. Questo effetto favorisce anche un comportamento più professionale ed elimina la possibilità che si creino problemi con il capo o con altri colleghi”.
Ad analoghe conclusioni è giunto lo studio italiano: le persone, perlopiù donne innamorate sul lavoro, sostengono di essere più produttive nel 65% dei casi. Un intervistato su tre afferma che pur di stare vicino al partner, supera abbondantemente l’orario sindacale, e uno su due confessa di andare al lavoro più volentieri. Uno su cinque (soprattutto donne) svela di portarsi perfino il lavoro a casa per mantenere un rapporto ideale e a distanza con la persona amata. Un intervistato su sette ha addirittura rivelato di aver rifiutato offerte di lavoro con aumenti di stipendio o promozioni solo per poter stare vicino al collega prediletto.
Un occhio alla carriera: il 65% delle donne ha una relazione con un uomo in una posizione gerarchica superiore; solo nel 20% dei casi è un pari grado e nel 15% un uomo in una posizione inferiore. Il 30% di quelle donne che hanno una storia di sesso con un superiore è anche disposto ad ammettere che, tra i propri obiettivi, c’è anche la possibilità di un avanzamento di carriera. Tuttavia appena il 15% delle donne definisce la propria relazione lavorativa “strumentale”.
Significativo il numero di donne che non giudicano negativamente quelle che ricorrono a una relazione per migliorare la posizione sociale: il 24% ammette di capirle, il 12% non le condanna. Resta un 43% che le definisce “poco serie”.

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