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Posts Tagged ‘Matrimonio’

vahina_01

Io ero molto felice, la mia ragazza era un incanto. Dopo tre mesi di fidanzamento decidemmo di sposarci. I nostri genitori ci aiutarono ed i nostri amici ci furono vicini. Tutto procedeva per il verso giusto. L’unica nota stonata era la migliore amica della mia ragazza.
Era una femmina molto attraente e sexy. Gli ultimi periodi aveva iniziato inspiegabilmente a provocarmi in modo spudorato. Questo fatto mi creava turbamento.
Un giorno mi telefonò e mi chiese di andare a casa sua ad aiutarla a compilare la lista degli invitati al matrimonio. Ci andai. Appena entrai mi mise comodo e mi confessò che da un po’ di tempo aveva cominciato ad avvertire una forte attrazione nei miei confronti e che, nonostante stessi per sposare la sua migliore amica, aveva deciso di fare l’amore con me, accontentandosi di farlo anche una sola volta, mostrandosi, quindi, rassegnata all’idea di perdermi definitivamente.
Cosa potevo rispondere? Ero talmente sorpreso che rimasi senza parole.
Lei mi voltò le spalle e si diresse verso la camera da letto. Mentre si allontanava mi disse: “Se lo desideri, entra e sarò tua”. Rimasi ad osservare i movimenti il suo meraviglioso fondo schiena come mai prima d’allora.
Mi alzai di scatto andai verso la porta. Uscii e raggiunsi la macchina. Qui trovai la mia fidanzata con le lacrime agli occhi. Mi lanciò le braccia al collo mi disse: “Sono felice e orgogliosa di te, hai passato la mia piccola prova, non potevo scegliere un uomo migliore”.
Chiusi gli occhi e pensai alla morale di questa storia: Lasciate sempre i profilattici in auto.

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Proprio così: ben venga l’inferno. Mi riferisco alle relazioni coniugali. Non è affatto una provocazione.
Immaginate quegli ambienti familiari apparentemente tranquilli dove tra i genitori regna un clima di formale e civile convivenza: nessuna aggressione, nessun litigio furioso, nessuna intimidazione, niente ultimatum, accuse, urla, grida, schiamazzi. E al tempo stesso: nessuno slancio, nessuna manifestazione spontanea d’affetto, di passione, d’intimità. Niente di tutto questo, solo generiche dichiarazioni d’intenti e per i più sensibili: continui sensi di colpa (e disincanto, tanto disincanto).
E’ una condizione molto ma molto frequente tra individui malauguratamente coscienziosi, che può protrarsi per anni ed anni senza arrecare sensibili danni psichici ai figli. Una lenta ed inesorabile agonia alla quale forse sarebbe meglio opporre l’inferno: quelle situazioni esasperate, insopportabili che stimolano l’istinto di reazione e sopravvivenza.
A questa gioiosa considerazione genericamente s’accompagna la domanda provocatoria: E’ giusto stare insieme solo per i figli?
Beh! Fate finta che non l’abbia posta perché se si aprisse un dibattito su quest’argomento satureremmo il server di WordPress (e senza arrivare ad una soluzione univocamente condivisa).
Comunque … se qualcuno vuole dire la sua … è sempre bene accetto.
Aggiungo una piccola nota: Sapete cosa disse un giorno Franz Kafka in relazione all’argomento?
I genitori che si aspettano riconoscenza dai figli sono come quegli usurai che rischiano volentieri il capitale pur d’incassare gli interessi.

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