Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Maria Gisella Catuogno’

???????????????????????????????????????

Celeste

Celeste, per la tavolozza dei tuoi colori,
ti regalo il rosa dei petali dell’alba
e il rosso aranciato del tramonto:
con loro dipingerai forza, passione e soavità;
ma il posto centrale l’occuperà l’azzurro
tenue o profondo
perché suo è il mare, come il cielo
che tu guarderai incantata
della sua vastità e bellezza
e fiera del tuo nome, che l’onora.
Ma non ti mancherà il bianco della neve
la tenerezza candida dei fiocchi
a farti spalancare gli occhi dalla meraviglia
quando la vedrai posarsi silenziosa
davanti alla tua casa
e mamma e babbo, quando sarà tanta,
ti costruiranno un pupazzo buffo e tondo
e tu riderai felice
con i tuoi dentini di perle immacolate.
Non dimenticherò di regalarti il verde tenero
dei prati, quello più scuro d’abeti e d’eucalipti
e l’argento allegro degli olivi
quando oscillano lievemente al vento:
perché il verde è pace, ristoro e speranza.
Aggiungerò il giallo, che è calore e vita
la matita che userai all’asilo per il sole
o quando trapunterai di stelle un cielo tutto blu.
Ma sai, tesoro, che anche l’arancione è bello?
Ci colorerai i frutti degli alberi
le foglie ballerine dell’autunno
e le sfumature del cielo
quando s’avvicina la sera piano piano.
Ti donerò anche il marrone:
vedrai com’è bella la castagna
che esce dal suo riccio
e il tronco di pini e di nocciòli!
Di grigio ti regalerò soltanto
le piume delle tortore
e del nero, piccolina
non il buio della notte
ma solamente
l’ala d’inchiostro delle rondinelle.
Se i colori, non bastano, nipotina
a raccontarti il mio infinito amore
vi aggiungo la luce di maggio,
lo splendore del sole sopra le riviere
e i mille fiori della primavera.

Nonna Gisella

(Maria Gisella Catuogno: un’amica prestigiosa – 12 Ottobre 2013 )

Read Full Post »

Un sussulto

Concediti un sussulto di dignità,
di misericordia:
non sono carne da godere o da macello,
sono creatura come te,
contraddittorio impasto di cielo e di terra,
di miele e di dolore.
Devi accettarmi, non plasmarmi
-come argilla il vasaio-
Sono pesanti le tue mani,
magli che illividiscono
e spaccano la pelle,
aprono rivoli di sangue,
lacrime ed orrore.
Non appartengo a te
né a nessun altro, sappilo:
io sono della stessa materia delle stelle,
degli acini che si gonfiano nel grappolo,
della linfa che vivifica i tronchi
e fiorisce gemme a primavera.
La mia anima è ovunque, credilo:
nelle maree lievitate dalla luna,
nei movimenti delle posidonie sui fondali,
nel frullio d’ali degli uccelli,
nel vibratile sussurro della neve.
Non è forza la tua,
è solo debolezza vigliacca
che m’umilia e t’umilia,
che recide ogni filo della trama
tessuta un giorno insieme.
Perché l’anima, sai, non si possiede
non si possiede mai.
E questo corpo
su cui cantasti un giorno, forse,
una canzone d’amore
è diventato una sfida e una prigione.
E’ sbocciato l’odio nel mio cuore
e lo coltivo come fosse un fiore.
E mi ripeto che questa non è vita
è un cadavere senza sepoltura,
un incubo perverso
e allucinante l’inferno,

senza averne colpa.

Maria Gisella Catuogno (una nobile scrittrice ed amica)

Read Full Post »