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Posts Tagged ‘la voce del cuore’

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Mi scrive uno di quei soliti storditi che frequenta il mio peripato: « Mi scusi, illuminato, ma io ancora non ho capito cosa s’intende per “la voce del cuore”. Sento quotidianamente frasi del tipo “segui il tuo cuore”, “ascolta il tuo cuore”, “và dove ti porta il cuore”, “fatti un esame del cuore”, cosa significa tutto questo? Con che voce parla il cuore? Dove devo dirigere le mie attenzioni? Ho bisogno di un fonendoscopio?
Caro stordo (come si dice ad Avellino), innanzitutto risparmiati i soldi per il fonendoscopio, poiché la voce del cuore arriva solo ed esclusivamente dall’encefalo, come qualsiasi altro input che governa la nostra psiche. Qualche altro giorno, semmai, ti spiegherò il significato di “metafora”, per il momento inizio con una premessa.
Come ormai sanno anche gli animali di bassa corte, comprese le mie due figlie, secondo la teoria strutturale di Freud, la psiche è costituita da 3 istanze: Es, Io e Super-Io.
L’Es costituisce la parte pulsionale della personalità. I suoi contenuti sono inconsci, per una parte ereditari e innati, e per un’altra acquisiti. In pratica ai contenuti originari si aggiungono, nel corso dell’esistenza, i contenuti psichici rimossi. Può essere visto come il “serbatoio” dell’energia pulsionale e ciò che lo caratterizza è per certi versi disorganizzato e funziona secondo il principio di piacere. In sostanza è la parte costitutiva originaria della psiche: all’inizio tutta la psiche è Es, poi attraverso il processo evolutivo si differenziano le altre istanze (prima l’Io, poi il Super-io) che si porranno in una situazione conflittuale con l’Es.
L’Io è l’istanza psichica che si va differenziando dall’Es, e alla quale competono i rapporti con la realtà esterna. Il suo compito è quello di soddisfare il più possibile le richieste di gratificazione provenienti dall’Es, ma al contempo, provvedere a mantenere buoni rapporti con il mondo esterno e con quanto detta il Super-io. In questo senso, quindi, si può dire che ha una funzione di mediazione; media cioè tra le esigenze pulsionali, la realtà esterna e i precetti morali. Importanti, per la strutturazione dell’Io, sono i primi rapporti con le persone, coloro che si prendono cura del neonato e che incidono sulla sua mente in formazione. Inoltre l’Io mette in moto alcune strategie che sono, sostanzialmente, i noti “meccanismi di difesa”, al fine di impedire che le esigenze pulsionali vengano soddisfatte indipendentemente dai divieti morali e, più genericamente, dai dati inerenti la realtà.
Infine, il Super-Io, che si costituisce con il tramonto del complesso edipico, è in pratica quel complesso di funzioni miranti a contrastare la scarica pulsionale, in virtù di un sistema di norme morali e sociali che possiamo definire come “coscienza morale”.  Questa istanza si contrappone all’io (lo giudica criticamente) esercitando funzioni prevalentemente di censura, propone modelli ideali, esercita l’autosservazione e controlla che certe tendenze dell’Es vengano adeguate e contenute in base alle richieste dell’ambiente, oltre che alle norme educative interiorizzate. Il Super-io dipende anche dall’intensità degli impulsi dell’Es: pertanto sarà tanto più severo e punitivo quanto più intense e temibili sono le spinte pulsionali avvertite.
Per spiegare meglio il tutto, lo stesso Freud ricorreva spesso a quest’esempio:
Metti caso che ti rendi conto di essere in sovrappeso. Allora lavori tantissimo e fai degli straordinari per racimolare i soldi che ti servono per pagare un dietologo. Dopo tanti sforzi riesci a risparmiare la quota per pagare la dieta, e ti rechi dal medico. Il medico ti prescrive la dieta ed esci dallo studio. Ti trovi davanti una pasticceria, con tanti dolci e torte in vetrina e ti fermi a contemplare tale splendore, allora il tuo ES ti dirà: ” Dai! Mangiati un bel tortino alla crema! Si vive una volta sola! Goditi la vita! La dieta la comincerai dopo! ”
Allora il tuo Super-Io interverrà immediatamente dicendo: ” Assolutamente no! Hai faticato tanto per mettere i soldi da parte e adesso butti via tutti i tuoi sacrifici? ” A questo punto si intrometterà l’Io che aggiungerà: “ Vabbé! Facciamo così! Ti mangi un tortino, però stasera non ceni! “.
Ovviamente, con le dovute associazioni, puoi far tuo quest’esempio. Chessò! Anziché sentirti in sovrappeso, potresti sentirti particolarmente confuso, assillato da richiami e sensi di colpa. Il medico potrebbe essere un amico fidato o un gruppo di amici. La dieta potrebbe essere un profondo percorso introspettivo riabilitativo (spirituale, psicoanalitico o come cacchio ti pare!). Il tortino è l’agognata e ideale delizia con la quale sei entrato in sintonia.
A quel punto l’Es si esprimerà con tono molto simile: Dai! Mangiati una bella “brioche” alla crema! Si vive una volta sola! Goditi la vita! Il processo di beatificazione lo comincerai dopo! “. Il Super-Io allora aggiungerà: “ Ricordati che hai una famiglia ”. E l’Io, la sola e autentica voce del cuore, concludendo dirà: “ Dal momento che fino ad ora non hai mai avuto il coraggio, la forza e la volontà d’ascoltarmi; sei rimasto sempre inerte, aspettando che gli altri e la sorte decidessero per te, sai che ti dico: FOTTITI!!! “

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