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Posts Tagged ‘Jack Folla’

Girl embracing teddy bear

«E ora desidero parlare con te, che ti accusi di timidezza, che avvampi, tremi, sudi, e ti batte il cuore. E vivi questa condizione come una vergogna, una gabbia davanti alla quale si fermano tutti gli altri a indicarti e a deriderti. Voglio parlare con te perché non lo fa nessuno in quest’Italia che premia i prepotenti. Neanche tuo padre e tua madre ti comprendono poiché temono che sarai perdente, e anche tu credi di esserlo e finisci col vergognarti di te stesso. Solo due parole, fratelli emotivi, vittime dell’aggressività sociale… Jerome Salinger, il grande scrittore americano del “Giovane Holden” si è chiuso nel suo silenzio dal 1963. Trentasette anni che nessuno gli scatta una foto, nessuno lo incontra, nessuno sa dove sia. Timido. Timido come Charlie Brown, Leopardi, Emily Dickinson, Roberto Baggio, Woody Allen ed Albert Einstein che non sapeva corteggiare le signore e si consolava suonando il violino. Questi sono i vostri illustri padri, fratelli timidi, e la vostra è una dote assolutamente preziosa nel patrimonio genetico umano e non un “male sociale”. Il rossore, il tremore, oggi sono diventati vizi insopportabili e la società sembra non aver posto per i timidi. Ma dalla timidezza non si deve guarire, brothers, questa è la più grossa stronzata messa in giro dai mediocri che non riusciranno mai a dare o ricevere un’emozione così come siete capaci di darla o riceverla voi. Voi vedete quello che gli altri hanno paura di vedere, fratelli. Vedete il limite, il pericolo, l’estinzione. Per questo la vostra fragilità è una roccia, e il patrimonio che voi arrossite di possedere è un tesoro da preservare. Non è paura, né fobia, né angoscia, né depressione, né vigliaccheria. Timido, perfettamente timido è il neonato che guarda il mondo per la prima volta. La cosa straordinaria non è com’è che il suo cuore batta, ma com’è che non gli venga un infarto.»
Jack Folla

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scala

Sii sempre curioso, è il primo passo. Per il secondo occorre un minimo di sforzo: prendi la scala. Appoggiala contro il muro. Qui viene il difficile: osare l’avventura, uscire dal proprio recinto. Reggerà la scala? Non mi romperò l’osso del collo come zia Giuseppina? Lascia perdere la zia Giuseppina e sali sul primo piolo. Traballa un po’, sì, ma non è successo niente. Stai diritto e sorridi. Non sei un gambero sei un essere umano, muovi quel sederone e sali un altro paio di gradini!
Bravo, ora sei a metà, la maggioranza a questo punto esita e comincia a barcollare, frigna, poi scende (qualcuno precipita gridando mamma!) ma tu non sei la maggioranza, sei unico, irripetibile, diverso da ogni altra forma di vita, quindi completa l’opera. Vai!
Oooh, sei in cima, ce l’hai fatta, non era poi così difficile! Adesso dai un’occhiata più vasta possibile, da farci entrare tutto il mondo dentro. Così com’è, non c’è nulla da cambiare, tutto è bene, credimi, inspira profondamente, colmati lo sguardo fino a scoppiare di bellezza.
Come “cos’è?” È la vita, la tua. Guarda che panorama! Il mondo non è mai stato così meraviglioso come oggi, vero? Che differenza con lo sbattere la testa al muro. Era il tuo muro, d’accordo, ma non ti senti un po’ meglio, adesso? Sì, questa è davvero la tua giornata straordinaria. No? Ti senti solo? Sperduto? Abbandonato? Ce l’hai una bocca per parlare o no? Allora usala! Coraggio, ti aiuto io, chiediamolo insieme: «Iuuu!! c’è qualcuno qui?» Adesso sta a vedere, fidati, prima o poi arrivano, arrivano sempre, è matematico. C’è un sacco di gente curiosa quanto te. Hanno fantasie straordinarie e sogni da vendere. E non cercano di meglio che un compagno di viaggio sorridente e gentile che gli permetta di fare come vogliono, così come lo permetteranno a te. Perché tu vuoi amici del genere, vero? Liberi e straordinari. Chi sarà il primo? O la prima? Fidati, non c’è niente di più delizioso dell’attesa …Ancora niente?… Senti risatine nei cespugli? Bene, quindi qualcuno è già arrivato, se ride fregatene e ridi pure tu, ti prendono in giro perché sono più timidi di te.
«Iuuuuu!!» Bravo, così, più forte…
«IUUUUU!! C’È QUALCUNO QUI?»
Oooh, così mi piaci, semplice, forte e chiaro.
E domani, invece della scala, porta il piccone.
I muri vanno abbattuti, tutti.

Diego Cugia, “Jack folla”

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