Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Inghilterra’

travelling-dog

Per il mio secondo viaggio a Londra – il secondo in due mesi, ospite di mio fratello, dopo un breve intervallo in terronia – non ho usato l’aereo, ci sono andato in auto. Proprio cosÌ, mi sono sobbarcato circa duemila chilometri, in due tappe giornaliere, in compagnia di mio fratello Davide e di una cagnolina di quattro mesi di nome Elsa. E` stata proprio la presenza di Elsa a dettare la scelta – un viaggio in aereo sarebbe stato non solo molto piǔ oneroso ma anche particolarmente complesso dal punto di vista burocratico. Questo vale solo per l’inghilterra, però.
La storia di Elsa è particolare. E` una cagnolina trovata per strada l’ultimo dell’anno, abbandonata in un cumulo di neve, nel mio paesello d’Irpinia. Aveva si e no, una settimana di vita. L’hanno scovata i figli di mio fratello e lui ha colto l’occasione per soddisfare una loro pressante richiesta: accogliere in casa il piǔ fidato tra gli ospiti – quello con le tue stesse radici.
Tornando al viaggio, non starò qui a descrivervi tutto ciò che mi è passato per la testa, specialmente durante la tappa francese, grazie, soprattutto, all’audiolibro che ci ha accompagnato, “Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg. Ci vorrebbero due capitoli a parte – ammesso che ne sia capace – uno per le sensazioni e l’altro per il graziosissimo album di famiglia della Ginzburg: uno spaccato della società italiana non arresasi al fascismo, e tanto altro. Ma lasciamo stare gli spaccati – e gli spaccamenti, che pure ci sono stati.
Io mi sono sempre chiesto come fosse possibile che in una nazione estesa come la Francia, oltre un quinto dell’intera popolazione (quasi 13 milioni su 64 complessivi) vivesse nella sola area metropolitana di Parigi. La spiegazione l’ho trovata nel lungo tratto autostradale tra Chamonix-Mont-Blanc e Calais: 900 km di pianure e colline verdeggianti e appezzamenti coltivati. Un gigantesco, avvolgente e bucolico sfondo di XP. Qua e là qualche fattoria e, piǔ di rado, qualche piccolo villaggio. Nulla di piǔ – almeno questo lascia intravvedere il versante orientale della Francia.
Di Londra ne ho già parlato durante il mio precedente soggiorno. Aggiungo solo una considerazione. Non so se traspare dai miei scritti ma io sono una persona asssolutamente tollerante, in qualunque ambito. Fino a qualche giorno fa ero convintissimo di esserlo anche in campo alimentare. Solo il cumino, qualche anno fa, durante una trasferta a Parigi – nel quartiere latino lo miscelano persino al caffe, al the, al tabacco, al cemento – aveva fatto vacillare questa convinzione, ma col passare del tempo, ho cominciato a tollerare anche quello. Ciò che ho scoperto, invece, in questo mio soggiorno a Londra è l’assoluto disgusto che provo per quella chiavica di vegetale chiamato coriandolo, o prezzemolo cinese. Trovo di gran lunga meno sgradevoli quelli che ti sparano in faccia a carnevale. Chissà se è un fatto isolato o un fenomeno in via di sviluppo. Qualcosa di piǔ profondo, qualcosa che a che fare con le soglie di sopportazione … una prima avvisaglia … chissà!

Read Full Post »