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Posts Tagged ‘Incontri’

Anais_Nin

“ Uno vive così, protetto, in un mondo delicato, e crede di vivere. Poi legge un libro, L’amante di Lady Chatterley, per esempio, o fa un viaggio, o parla con Richard, scopre che non sta vivendo, che è ibernato. I sintomi dell’ibernazione sono facili da individuare. Primo: inquietudine; secondo – quando l’ibernazione diventa pericolosa e può degenerare nella morte -: assenza di piacere. Questo è tutto… Sembra una malattia innocua. Monotonia, noia, morte. Milioni di uomini vivono in questo modo, o muoiono in questo modo, senza saperlo. Lavorano negli uffici. Guidano una macchina. Fanno picnic con la famiglia. Allevano bambini. Poi interviene una cura “urto”: una persona, un libro, una canzone, che li sveglia, salvandoli dalla morte.“

Anais Nin, “I diari”

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Immagino che sia capitato anche a voi di trovarvi in uno stato di profonda prostrazione, di avere l’umore sotto i piedi, di trovarvi in un vicolo cieco, apparentemente senza via d’uscita. Sono stati d’animo terribili, devastanti. Una volta ho scritto in proposito, senza eccessiva convinzione, per la verità, essendo disarmonicamente ispirato :
Un essere umano, compreso il sottoscritto, quando è in preda a stati d’animo estremi, più che altro negativi, dovrebbe sforzarsi comunque di comunicare pubblicamente, cercando, però, di misurare e parole. Il rischio di una deriva, di qualunque genere, è molto alto, a meno che non sia dotato di un buon autocontrollo o sia un professionista, capace, quindi, di esporre in modo composto, costruttivo e comprensibile anche tetri pensieri. Questo non è il mio caso, per cui, quando avverto impellente la necessità di comunicare, ricorro ad un espediente: riporto frasi d’autore, passaggi profondi, sensati, attinenti ad una particolare condizione. Per me vale come un esorcismo. Ultimamente ne faccio largo uso. Ovviamente, a tale pratica si può far ricorso per tante ragioni, sospinti da qualunque stato d’animo. Ciò vale per me e per chiunque di voi. Io lo considero un omaggio, una forma di riguardo, una delicatezza, che sia forgiato da un vecchio saggio o da una semisconosciuta giovinetta di 33 anni.

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” Nessuno dovrebbe raccontare la propria storia a meno che non sia assolutamente certo di avere qualcosa da dire. Ad essere sinceri non è che io sia proprio sicura che quanto sto per rivelarvi possa cambiare la vita a qualcuno o sia così importante; so però che le parole mi si affollano sulla punta delle dita, e se non le scarico sulla tastiera potrebbero tornare indietro e trasformarsi in grumi lessicali intorno al mio cuore. Grumi del genere possono essere peggio di un coagulo di sangue: quest’ultimo può ucciderti se raggiunge un’area vitale dell’organismo, i coaguli di parole se ne stanno lì, a procurarti un’occasionale acidità di stomaco per tutte le cose che avresti potuto dire e non hai detto.”

” Capita che s’incontrino persone che non dovrebbero mai finire insieme, in nessun caso, neanche fossero l’ultimo uomo e l’ultima donna rimasti sulla faccia della terra, per il dolore e la sofferenza che inevitabilmente si procureranno l’un l’altra. “

Meenakshi Reddy Madhavan, “Diario segreto di una ragazza indiana”

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