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Posts Tagged ‘Gioventù’

Quest’articolo l’ho riscritto perché la prima versione, come è apparsa a qualcuno che l’ha letta, era poco comprensibile. Questo fatto è ammissibile per una poesia non per una riflessione.
Vi risparmio la foto allegata in precedenza, perché era un tantino provocante. Veniamo all’articolo vero e proprio.
E’ un fatto scontato ormai che chi è dotato di bellissima presenza, maschio o femmina che sia, ed è consapevole di questa sua dote, a fa leva su di essa, si trova indiscutibilmente in una condizione di vantaggio rispetto a tanti comuni mortali. Intendo tutta una serie facilitazioni negli scambi interpersonali, in qualunque campo, compreso quello lavorativo. Relativamente all’età, ovviamente, la disparità si avverte maggiormente in gioventù, nella fase evolutiva.
Quando si è giovani, a parer mio, lo scopo primario è quello di farsi accettare all’interno di un gruppo, di soddisfare il proprio spirito di partecipazione e le continue richieste di approvazione e consenso, indipendentemente dalle proprie attitudini , tendenze, propensioni, gusti e via dicendo. Insomma: di apparire e di piacere in senso lato. Questa considerazione è di carattere generale e non tiene conto di particolari esigenze, molto soggettive.
Col passare degli anni, poi, fino al raggiungimento della piena maturità (per chi la raggiunge), per effetto della legge dura e logica della compensazione, alla quale io credo fermamente, in molti soggetti normodotati si innesca un fenomeno, il più delle volte inconscio, che porta a sviluppare delle particolari doti caratteriali, sconosciute a molti modelli di bellezza. Questo non è altro che un espediente innato messo in atto per sopperire a certe “carenze”.
Se l’equazione gnocca=oca, ha un fondamento di verità, non è frutto di uno scompenso genetico, bensì di una semplice mancanza di “esercizio”. Che necessità ha un velina o un tronista, di mostrarsi sagace, ironico, brillante, acculturato? La sola necessità che ha è di apprendere, eventualmente, con un minimo sforzo, qualche nozione basilare di grammatica e di cultura molto, ma molto generale.
Tornando a normodotati, la gran parte, alla luce dell’autostima e della considerazione che si sono guadagnati tra i propri simili, di fronte a certi “prodigi della natura”, pur riconoscendone oggettivamente i pregi estetici, stabiliti secondo canoni universalmente riconosciuti, non provano la benché minima invidia e si sentono perfettamente realizzati, sicuri e soddisfatti di come sono. E non si pongono nemmeno il problema di quale strada abbiano percorso per raggiungere tale meta: la loro chiara identità, il loro equilibrio. Tantomeno che ho voluto intendere io con questo cazzo di articolo.
Comunque concludo rivolgendomi a quello sparuto gruppo di sfigati che, nonostante raccolgano stima e considerazione da parte di chi li circonda, per la loro brillantezza, acquisita in anni ed anni di “allenamento”, non hanno ancora raggiunto una condizione di serenità e di equilibrio interiore.
Sono le persone che mi toccano particolarmente, che m’incantano e vorrei felici e sereni. Sono quelli che fanno piangere e che fanno ridere, che soffrono e che toccano il cielo, che reprimono e che esplodono, che si arrendono e che combattono. Tutti gli insicuri: l’universo e il suo contrario. Gli ossimori vaganti come me.
Tenete duro!! Tra cinquant’anni sarà tutto finito … per alcuni anche prima.

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