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Posts Tagged ‘Gesù’

Se dici qualcosa che non offende nessuno, non hai detto niente. Oscar Wilde

L’esercizio della verità: una pratica lunga e faticosa per troppe anime, me compreso. Quanto ammiro le persone che fanno di questo principio la loro filosofia di vita: dire tutto quello che passa loro per la mente nella forma più chiara e veritiera, senza alcun’incertezza. Quel timore che condanna anche Gesù rivolgendosi ai discepoli: “Non li temete dunque (i farisei), poiché non v’è nulla di nascosto che non debba essere rivelato e nulla di segreto che non debba essere conosciuto” (Matteo 10:26).
Tacere la verità non significa necessariamente dire il falso, comprende più che altro l’atto consueto ed “opportuno” dell’omertà.
Troppo spesso, nelle cose che dico e che scrivo (salvo quelle che penso, per fortuna) ricorro spesso, in forma ironica soprattutto, ad artifici, funambolismi, metafore, allegorie, doppi sensi, eufemismi e chi più ne ha più ne metta, non so più a che cavolo ricorrere certe volte, anche se, a dire il vero, ho acquisito una certa maestria: unica, invidiabile, da politico incallito.
Alcune poesie, ad esempio, non sono altro che espedienti per esprimere un pensiero elementare (tipicamente: un tormento) in forma criptata. Dei concetti compiuti, anche forti, potrebbero essere divulgati in una forma inequivocabile e diretta. Ma la poesia è poesia e va presa per quello che è: un lampo, uno schizzo, una pennellata … In quel caso la licenza artistica mi viene in soccorso; diventa un alibi incontestabile.
Che senso di profonda liberazione immagino provi ad esempio la mia amica Proserpina nel rivelare qualunque suo pensiero in forma libera e spontanea.
Tiro in ballo lei perché, tra le poche che conosco, appare ai miei occhi tra le più incondizionate e disinibite. Ed immagino che non viva nel terrore di essere individuata, nonostante si presenti sotto pseudonimo, come tanti. Altre preziosissime blogger invece, proprio come me, per un motivo o per un altro non credo che possano rendere pubblico qualunque loro pensiero, escludendo ragioni di riservatezza.
E’ un bene? E’ un male? … Boh! In ogni caso credo che si viva meglio nel proclamare quante più volte possibile, fino alla nausea, la propria verità. Quella che governa i nostri sogni, impegnandosi così a rendere la vita di tutti i giorni quanto più simile ad essi.
Prendete me, ad esempio, che per stanchezza, mancanza di stimoli o esageratissima prudenza, preferisco starmene spesso in silenzio, al massimo opto, come tipicamente accade a chi non sa prendersela con gli uomini, per qualche turpe imprecazione, qualche liberatorio: ma vaffanculoooo!! rivolto ai cani, ai gatti, alle piante, alla natura, persino alla mia auto (che mi venga un accidente se modifico quest’articolo, come a volte capita, e sostituisco quanto appena scritto con un: ma va al diavolo!!).
Ah! Quanto mi odio a volte per tutto ciò che avrei dovuto dire, legittimamente e non solo.
Concludo questa riflessione con un’intima confessione. E’ una rara eccezione che vi concedo. Può apparire un paradosso, in considerazione dell’immenso valore che per me ha la vita in generale (non quella che conduco), nonché una scandalosa provocazione, ma me ne strafotto, anzi, come dice Proserpina: me ne frego una beata ciolla!! che possa leggerla chiunque. Io non passa giorno, tranne rarissimi e purtroppo irripetibili momenti, che non sia pervaso dal pensiero costante e liberatorio del

 Ops!! è finito l’inchiostro.

 

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