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psicanalista

Aiuto!! Sono accerchiato da psicologhe. Chi me l’ha fatto fare di scrivere certe cose (l’articolo precedente). Basta!! Da oggi in poi parlerò soltanto di “fai da te” e di “manualità” in generale, in qualsiasi campo d’applicazione.
Comunque, carissime e stimatissime psicologhe, giacché siete qui, oltre a chiedervi umilmente scusa per la mia presuntuosa intromissione, vi pongo un quesito.
L’altro ieri, un noto pregiudicato (e qui aumenterà sensibilmente la mia già folta schiera di nemici), ha lanciato un sermone attraverso le reti televisive nazionali; non so se ne siete al corrente. Bene! Stamattina, per farmi due risate, mi sono letto qualche passaggio. In uno in particolare, l’omelia assume i connotati di un vero e proprio anatema. E’ un incitamento pericoloso che potrebbe anche ispirare gesti inconsulti tra i suoi proseliti più invasati. Il passaggio è questo:
” … per questo, adesso, sono qui per chiedere a voi, a ciascuno di voi, di aprire gli occhi, di reagire e di scendere in campo per combattere questa sinistra e per combattere l’uso della giustizia a fini di lotta politica, questo male che ha già cambiato e vuole ancora cambiare la storia della nostra Repubblica. (…) Per questo dico a tutti voi, agli italiani onesti, per bene, di buon senso: reagite, protestate, fatevi sentire. Avete il dovere di fare qualcosa di forte e di grande per uscire dalla situazione in cui ci hanno precipitati.”
Mi ha ricordato un po’ un altro appello minaccioso, diffuso anch’esso dai TG nazionali non più di un mese fa. Sostituendo il termine “sinistra con “America”, la somiglianza appare ancora più inquietante. Ma secondo voi, chi gliel’ha scritto il discorso, al-Zawahiri?

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libro

“ Oggi, ogni tanto, voltandomi indietro, ripenso alla mia vita come un lungo discorso che ho ascoltato. La retorica a volte è originale, a volte piacevole, a volte inconsistente (il discorso dell’incognito) a volte maniacale, a volte pratica, a volte come l’improvvisa puntura di un ago, e io l’ascolto da tempo immemorabile: come pensare, come non pensare, come comportarsi, come non comportarsi, chi detestare e chi ammirare, cos’abbracciare e quando scappare, cos’è entusiasmante, cos’è massacrante, cos’è lodevole, cos’è superficiale, cos’è sinistro, cos’è schifoso, e come restare un’anima pura. Si direbbe che parlare con me non sia un ostacolo per nessuno. Questa forse è una conseguenza del mio essere andato in giro per anni con l’aria di chi aveva un gran bisogno che qualcuno gli rivolgesse la parola. Ma qualunque ne sia la ragione, il libro della mia vita è un libro di voci. Quando mi chiedo come sono arrivato dove sono, la risposta mi sorprende: ascoltando. “

Philip Roth, “Ho sposato un comunista”

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Molte di voi lo conosceranno già, è un discorso autorevole che parla di un “guaio”. Un malumore molto simile lo provo anch’io.
A te donna che non lo conosci, e vivi questa sventura, forse puoi trovare una risposta. Io purtroppo no, ma posso comprenderti … in assoluto silenzio.

“… le donne hanno la cattiva abitudine di cascare ogni tanto in un pozzo, di lasciarsi prendere da una tremenda malinconia e affogarci dentro, e annaspare per tornare  a galla: questo è il vero guaio delle donne. Le donne spesso si vergognano di avere questo guaio, e fingono di non avere guai e di essere energiche e libere, e camminano a passi fermi per le strade con grandi cappelli e bei vestiti e bocche dipinte e un’aria volitiva e sprezzante; ma a me non è mai successo di incontrare una donna senza scoprire dopo un poco in lei qualcosa di dolente e pietoso che non c’è negli uomini, un continuo pericolo di cascare in un gran pozzo oscuro, qualcosa che proviene proprio dal temperamento femminile e forse da una secolare tradizione di soggezione  e schiavitù che non sarà tanto facile vincere”

Natalia Ginzburg, “Discorso sulle donne: un carteggio epistolare con Alba de Cèspedes”.

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