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Posts Tagged ‘Desiderio sessuale’

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Ripropongo un vecchio post tornato d’attualità a seguito di una reiterata richiesta d’aiuto da parte di un frequentatore occasionale di questa tana.

«Egregio luporenna, sono venuto a conoscenza, per puro caso, di questo tuo spazio, e nel leggere certe tue riflessioni, si è rafforzato in me in convincimento che tu possa essere la persona adatta a suggerirmi le giuste mosse per la risoluzione di un mio assillo. Frequento n’amica che me piace assaie. I m’ ‘a vulesse chiavà!, ma chest fa ‘a jatta m’briaca, comm’aggia fà?» (trad.: Frequento un’amica che mi piace molto. Avrei intenzione di accoppiarmi sessualmente con lei, ma questa fa la tipa distratta – la gatta ubriaca, appunto – cosa mi suggerisci di fare?)

“Caro Pasquale, dalle tue parole intuisco che tu sia una di quelle persone che individuano nell’accoppiamento sessuale, esclusivamente inteso come momento di massima glorificazione di un rapporto amoroso, lo scopo primario dell’esistenza, la ricompensa più gratificante, la vera ed unica forma di riscatto da qualunque asprezza della vita, da qualunque sopruso o ingiustizia subita – retaggio di chissà quale arcano ed arcaico istinto di competizione e sopravvivenza – e non solo, è molto probabile che tu pretenda anche che debba manifestarsi attraverso una sublime e strabiliante corrispondenza di estatiche percezioni.
Non mi meraviglierei se nella tua vita, condizionato da tale smania, tu sia rimasto vittima di aberranti suggestioni, sospingendo forzatamente dei coinvolgimenti sentimentali che nulla hanno a che fare con l’attrazione spontanea, con l’innata sintonia, con la chimica, producendo dei frettolosi surrogati.
Non può esservi equilibrio ed armonia in un’esistenza, se non si assegna ad ogni singolo interesse come l’amicizia, la famiglia, il lavoro, l’impegno sociale, il corretto livello di complementarità. Questi sono valori la cui attenzione non andrebbe né subordinata né condizionata, in modo significativo, dalla presenza o meno di una soddisfacente vita di coppia o dal puro appagamento dei più intimi bisogni corporali.
E’ molto probabile, tornando a te, che il tuo attuale disagio non sia semplicemente dovuto all’insoddisfazione di legittime aspirazioni, ma sia acuito da una perdurante astinenza sessuale. E’ una scontentezza molto diffusa tra individui ancora sensibili a certi richiami, ma che, per mille ragioni, sono impossibilitati a soddisfare certe primarie necessità.
Le soluzioni esistono, e sono proposte in modo chiaro da infinite fonti, anche autorevoli. Il rimedio che ti suggerisco io si articola in due fasi. La prima consiste nello smitizzare l’argomento sesso e tutto ciò che è riconducibile ad esso, in funzione di una tua personale prospettiva. E’ un esercizio non semplice da praticare, soprattutto se sei stimolato da qualche presenza reale: una femmina in carne ed ossa, ad esempio, sebbene poco disponibile, a quanto pare. Immaginala al tuo fianco e concentrati sull’idea che ciò non vi è consentito condividere, contrariamente alla tua volontà o alla sua volontà, non è l’essenziale, non sono le fondamenta di un legame affettivo, ma il bene effimero di una passione. Considerala, se ti va, una suggestione scaccia suggestione. A scopo terapeutico è ammissibile.
La seconda fase, invece, richiede meno sforzo: è l’inazione. Bisogna semplicemente aspettare la vecchiaia, la pace dei sensi. Se non sei giovanissimo, come me, sei avvantaggiato.
Quando si sarà estinta ogni pulsione, per un processo fisiologico, si placherà di conseguenza qualunque desiderio peccaminoso. Tutto apparirà sfocato, attutito, annebbiato, diluito, compresi rimpianti e rimorsi.”

«luporé, ta pozz ricer nà cos? … Ma vafancul!!
Pasquale da Ercolano»

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