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Posts Tagged ‘Baricco’

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Giorni fa ho inviato un commento all’amica Luna, in risposta ad un suo articolo sul libro “Novecento” di Baricco. In sintesi le scrivevo che, oltre ad aver letto Novecento”, ed averlo trovato, nonostante la sua semplicità, profondo ed emozionante, dello stesso autore, avevo trovato molto interessante “I Barbari. Saggio sulla mutazione”: un’analisi della società moderna e dei cambiamenti in atto. Un saggio che consiglio a chiunque.
Detto ciò, ho aggiunto una mia considerazione su Baricco, e cioè che a volte sembra ostentare un po’ di narcisismo: sembra porsi in cattedra, con una leggera vena di vanagloria. Anche se così fosse, credo che abbia, comunque, tutte le carte in regola per far sfoggio della sua discreta maestria.
Fatta questa premessa, in questi giorni ho seguito un po’ il fenomeno politico del momento: Matteo Renzi. Ecco, se dovessi esprimere una prima impressione su di lui, mi verrebbe da dire che mi ricorda Baricco. Trovo delle affinità tra i due. In ogni caso m’ispira e lo voterò.
Voterò Renzi perché si propone il rinnovamento, il ricambio generazionale. Voterò Renzi perché parla alla gente in forma diretta, simpatica, umana, rapida, efficace. Voterò Renzi perché consentirà finalmente al Partito Democratico di eliminare le ultime scorie ereditate dal vecchio sistema partitocratico. Voterò Renzi perché dopo vent’anni di berlusconismo e antiberlusconismo può rappresentare l’occasione giusta per ripartire da zero, per superare l’anomalia italiana e diventare un paese normale.

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Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada e tu la tua e non sono la stessa strada. Così …
Io non è che volevo essere felice, questo no; volevo salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri.
Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano; sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai; però troppo tardi l’ho capito.
Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male.
E’ lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce.
Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare, con tutta la forza che avevo.
Mi sono fatto tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare.

da Oceano Mare (di Alessandro Baricco)

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“..Ed è qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare.
Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte, sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile.
Ma soprattutto: il mare chiama.
Non fa altro, in fondo, che questo: chiama
Non smette mai, ti entra dentro, ce l’hai addosso, è te che vuole.
Puoi anche far finta di niente, ma non serve.
Continuerà a chiamarti.
Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita.
Instancabilmente, li sentirai chiamare.
Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà.”

Alessandro Baricco, “Oceano Mare”

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