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Posts Tagged ‘Barbara Berlusconi’

Mari e bar

“ La Cassazione ha messo la pietra tombale sulla candidatura di Silvio Berlusconi alle elezioni europee del 25 maggio, ma il Cavaliere non si arrende. Non si arrende soprattutto all’idea di eliminare il cognome Berlusconi dalle liste di Forza Italia. Teme, dicono i suoi, che l’assenza di quel nome, possa equivalere a un’emorragia di voti per il partito. In queste ore si studia dunque quale strada imboccare. La tentazione di Berlusconi è quella di procedere a oltranza con la propria candidatura in attesa che la corte di Strasburgo si pronunci sui ricorsi presentati dai suoi avvocati, oppure candidare una delle due figlie. Barbara si sarebbe detta disponibile a scendere in campo ma su questa scelta ci sarebbe lo scetticismo della sorella Marina.” (Fonte “Il Sole 24 Ore”)
Chi mi conosce sa che io soffro di una forma d’intolleranza cronica verso Berlusconi e tutto ciò che orbita intorno a lui. Per questa ragione, onestamente, non escludo che le mie valutazioni, alquanto critiche, sul grado di discernimento dell’elettorato di Forza Italia, possano essere viziate da scarsa neutralità, un tantino fazione. Ciò nonostante, la notizia innanzi riportata, mi solleva un po’ da tali colpe, perché credo che in tanti, e in modo trasversale, qualche legittima perplessità l’abbia suscitata (oltre a qualche spontaneo interrogativo …)
Su quale grado di maturità può mai fondarsi un elettorato che necessita, per condividere e sostenere il progetto politico di un certo partito, di veder impresso il nome del suo fondatore in testa alla lista elettorale? Qual è quell’elettorato che nel 2014 è ancora a rischio sostanziale di condizionamento per una semplice questione di forma? Come può un intero schieramento politico ritenere che, per non perdere consensi, nell’impossibilità di farsi rappresentare in prima persona dal proprio fondatore, per cause ben note, sia sufficiente farsi capeggiare da un suo qualunque discendente dinastico, e che quest’ultimo possa, indistintamente, fare da garante nei confronti degli elettori, senza, tra l’altro, una benché minima esperienza politica? …. mi ricorda un po’ un romanzo di Orwell, una certa fattoria (con il dovuto rispetto…)

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