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Posts Tagged ‘Bach’

«La passione per la musica è già da sola una confessione. Sappiamo di più su uno sconosciuto appassionato di musica che su qualcuno che alla musica è insensibile e che incontriamo ogni giorno.»
(Emil Cioran)

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Esiste qualche manifestazione di umana capacità artistica (figurativa, musicale, teatrale o quant’altro) che rapisce particolarmente la vostra attenzione? Nel senso che vi lascia incantati e suscita in voi profonda ammirazione, a tratti anche invidia.
Tralasciando al momento esibizioni di tipo agonistico o sessuale, che costituiscono anch’esse, in forma diffusa, dominanti motivi d’attrazione (ne rimando l’esposizione ad altri momenti, se v’interessa), vi faccio partecipi di due esempi, due espressioni di virtuosismo artistico (musicale) che costituiscono per me, due momenti di profondo interesse.
La prima è una versione della “Suite per orchestra No. 2 in Si minore, BWV1067 di J.S.Bach (Badinerie)”, degnamente proposta dal trombettista Paul Mayes. Normalmente eseguita con flauto traverso.
La seconda, invece, è il “The arrival of the Queen of Sheba, di George Frederic Handel” proposto dalla famosa arpeggiatrice Glenda Clwyd, che oltre ad essere una prestigiosa musicista vanta una rara peculiarità: un cognome senza neanche una vocale (eccheca**o!), anche se, da fonte wikipedia:
“La Y (chiamata ipsilon in italiano, più anticamente conosciuta anche come i greca) è la venticinquesima lettera dell’alfabeto latino. Essa rappresenta anche la lettera ypsilon dell’alfabeto greco e la U di quello cirillico, e rappresenta inoltre una vocale anteriore alta labializzata nell’alfabeto fonetico internazionale.”
Riassumendo: in greco e latino è una consonante, mentre costituisce la vocale “U” nel cirillico e a livello internazionale … boh!

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Cari amici, mi allontano per qualche giorno. E’ giunto il momento delle ferie anche per me. Da domenica, per una settimana, credo di non potermi collegare alla rete. Nel posto dove andrò sarà già una fortuna trovare l’acqua corrente e ancor più: l’energia elettrica. Questa premessa ha valore nella remota eventualità che qualcuno dovesse chiedersi che fine ha fatto luporenna. Per i più curiosi, sarò a San Felice Circeo: una via di mezzo tra le Seychelles e le sei celle … del carcere di Poggioreale.
Vi lascio in compagnia di questa magnifica esecuzione de le Variazioni Goldberg di Bach.

Secondo Forkel, il primo biografo di Bach, le Variazioni Goldberg sarebbero state commissionate a Bach da Hermann von Keyserlingk perché fossero suonate dal suo protetto, il quindicenne Johann Gottlieb Goldberg, per conciliargli il sonno. Proprio così!!!
E’ probabile che a qualcuno l’effetto lo produca, personalmente considero questa versione dell’immenso Glenn Gould qualcosa di straordinario, di supremo. E’ probabile che la sua prima esecuzione, del 1955, sia a tratti ancor più dinamica, ma vi assicuro che questa incisione del 1981 (un anno prima della sua scomparsa, a soli 50 anni) genera l’estasi, assoluta….
Chi è Glenn Gould? Vabbé … lasciamo perdere.
Voi comunque lanciate il brano e continuate tranquillamente a fare le vostre faccende. Non vi soffermate sui primi passaggi, sono un pò lenti, abbiate un pò di pazienza.

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