Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Apostasia’

Eteraz

« Ali Eteraz – che significava “Nobile Protesta” – era la mia ultima incarnazione, una nuova fase del mio tentativo di soddisfare il patto congenito con l’Islam. Ali Eteraz era la forza che infrangeva l’incantesimo del silenzio che mi aveva avvolto come un bozzolo dopo che le Torri erano crollate a New York, e che aveva fatto da cuscinetto tra me e la realtà durante i molti anni alla facoltà di legge a Philadelphia. Ali Eteraz era colui che mi aveva fatto alzare la testa e affrontare il mondo in un periodo in cui mi accontentavo semplicemente di giocare ai videogame, guadagnare soldi e tentare di mettere su famiglia. Era Ali Eteraz che mi aveva fatto appassionare alla riforma dell’Islam – un movimento sommerso di milioni di musulmani in tutto il mondo, che sfidavano i teocrati e i terroristi che si erano impossessati della religione.
Ali aveva cominciato a manifestarsi ancor prima della sua nascita. Poco dopo l’undici settembre, c’era stato qualche fugace istante – alla notizia di un attentato suicida a Madrid, per esempio, o di una decapitazione in Iraq, o di una scuola femminile fatta esplodere in Pakistan – in cui la mia coscienza aveva minacciato di infiammarsi. La combustione però, non si era mai alimentata a sufficienza. La situazione era cambiata nel gennaio del 2006 con il disastro delle vignette satiriche danesi. Che questa assurdità potesse produrre tale violenza fu l’ultima goccia. «Basta!», disse a quel punto Ali Eteraz. «L’Islam non appartiene agli idioti».
Mi resi conto che il mondo aveva fame di qualcuno che si schierasse. Mi calai nel mio nuovo personaggio. Presi carta e penna e scrissi dei saggi infiammati che denunciavano i «signori dei serpenti» che manipolavano l’Islam per scopi politici e militari, i musulmani che sostenevano la pena di morte per gli apostati, i musulmani incapaci di accettare che l’Islam promettesse l’uguaglianza di tutti, i musulmani che soffocavano la libertà di parola in nome della religione – erano questi musulmani il bersaglio dei miei attacchi.
La questione dell’apostasia, l’abbandono della propria fede, erano importanti per me quanto per i riformisti. Troppi musulmani in disaccordo con il terrorismo e con la teocrazia erano accusati di apostasia e aggrediti, sfigurati e uccisi. Misi in fila una serie di citazioni dalle scritture islamiche per dimostrare che gli apostati non dovevano essere puniti. Studiai le opere dei saggi del passato e dei contemporanei. Iniziai una corrispondenza con studenti e pensatori in tutto il mondo, e insieme analizzavamo singoli versetti del Corano, perfino singole parole, e innumerevoli hadith per dimostrare ai nostri “co-religionari” estremisti che l’Islam non forniva una base per l’uccisione degli apostati.»
Ali Eteraz, “il bambino che leggeva il Corano”

Annunci

Read Full Post »