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Posts Tagged ‘Animalisti’

berlusconi e francesca

(foto di repertorio: “Berlusconi e gli animali”)

Egregio direttore Ezio Mauro, ultimamente lei ha espresso un’opinione in merito al tentativo di Berlusconi di attirare il voto degli italiani animalisti. In sintesi ha detto che le simpatie degli animalisti non si acquistano al mercato, in blocco. Per entrare nelle loro grazie (una percentuale stimata intorno al 7% dell’elettorato), bisogna avere un passato alle spalle, una storia. Bisogna essersi prodigati, aver dimostrato concretamente il proprio impegno e la propria sensibilità verso certe tematiche.
Bene!! Caro direttore, purtroppo devo constatare con rammarico, quanto le sue parole avvalorino una tesi largamente diffusa, su una grave pecca degli italiani, e cioè che abbiano la memoria corta. Ma lei si rende conto, nell’arco dell’itera carriera imprenditoriale e politica di Berlusconi, quant’assistenza e quanto supporto, di qualunque natura, ha offerto a zoccole, cagne, maiale e pitonesse?

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animalisti_2

« Subito all’inizio della Genesi è scritto che Dio creò l’uomo per affidargli il dominio sugli uccelli, i pesci e gli animali. Naturalmente la Genesi è stata redatta da un uomo e non da un cavallo. Non esiste alcuna certezza che Dio abbia affidato davvero all’uomo il dominio sulle altre creature. È invece più probabile che l’uomo si sia inventato Dio per santificare il dominio che egli ha usurpato sulla mucca e sul cavallo. Sì, il diritto di uccidere un cervo od una mucca è l’unica cosa sulla quale l’intera umanità sia fraternamente concorde, anche nel corso delle guerre più sanguinose. Questo diritto ci appare evidente perché in cima alla gerarchia troviamo noi stessi. Ma basterebbe che nel gioco entrasse una terza persona, ad esempio un visitatore da un altro pianeta, il cui Dio gli abbia detto: “Regnerai sulle creature di tutte le altre stelle!”, e tutta l’evidenza della Genesi diventerebbe di colpo problematica. Un uomo attaccato a un carro da un marziano, o magari fatto arrosto da un abitante della Via Lattea, si ricorderà forse della cotoletta di vitello che era solito tagliare nel suo piatto e chiederà scusa (in ritardo!) alla mucca.»
Milan Kundera, “L’insostenibile leggerezza dell’essere”

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