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Archive for the ‘Satira’ Category

pascolo

Un giorno in un allevamento di pecore, dopo anni ed anni di onorati accoppiamenti, l’unico montone presente passa a miglior vita. Dopo un po’ di tempo, il pastore, preoccupato per la mancata riproduzione del suo gregge, si rivolge ad un veterinario. Questi gli suggerisce la soluzione più efficace: l’inseminazione artificiale. Il pastore non ha la più pallida idea di come essa si pratichi, ma per non mostrare la sua ignoranza, chiede solamente al veterinario come fare a capire quando le pecore sono gravide. Il veterinario gli dice che quando una pecora e’ incinta anziché stare in piedi a girare per il pascolo, si distende per terra e si rotola sul prato. L’uomo ringrazia il veterinario e comincia a pensare. Dopo ore ed ore di meditazione, giunge alla conclusione che ad ingravidare le pecore deve provvedere lui stesso, accoppiandosi con le bestiole. Così carica le pecore sul suo camion, le porta in un boschetto, fa del sesso con tutte quante, le riporta all’ovile e va a letto.
La mattina seguente si sveglia e osserva le pecore. Vedendo che sono ancora tutte in piedi vaganti per il pascolo, conclude che il primo tentativo è andato a vuoto e le carica nuovamente sul camion. Le riporta nel boschetto, e per essere sicuro, si accoppia con ogni pecora per ben due volte, poi le riporta indietro e va a letto.
La mattina seguente si sveglia e trova le pecore ancora a pascolare in piedi. Senza perdersi d’animo le ricarica sul camion e le conduce nel boschetto. Passa tutto il giorno a scoparsi le pecore e una volta ritornato a casa, si stende esausto sul letto.
La mattina dopo non riesce nemmeno ad alzarsi dal letto per controllare le pecore. Chiede allora a sua moglie di guardare fuori e di dirgli se finalmente qualche pecora è distesa sul prato.
“No caro” risponde la moglie “Sono tutte sul camion, e una di loro sta pure suonando il clacson!”

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vahina_01

Io ero molto felice, la mia ragazza era un incanto. Dopo tre mesi di fidanzamento decidemmo di sposarci. I nostri genitori ci aiutarono ed i nostri amici ci furono vicini. Tutto procedeva per il verso giusto. L’unica nota stonata era la migliore amica della mia ragazza.
Era una femmina molto attraente e sexy. Gli ultimi periodi aveva iniziato inspiegabilmente a provocarmi in modo spudorato. Questo fatto mi creava turbamento.
Un giorno mi telefonò e mi chiese di andare a casa sua ad aiutarla a compilare la lista degli invitati al matrimonio. Ci andai. Appena entrai mi mise comodo e mi confessò che da un po’ di tempo aveva cominciato ad avvertire una forte attrazione nei miei confronti e che, nonostante stessi per sposare la sua migliore amica, aveva deciso di fare l’amore con me, accontentandosi di farlo anche una sola volta, mostrandosi, quindi, rassegnata all’idea di perdermi definitivamente.
Cosa potevo rispondere? Ero talmente sorpreso che rimasi senza parole.
Lei mi voltò le spalle e si diresse verso la camera da letto. Mentre si allontanava mi disse: “Se lo desideri, entra e sarò tua”. Rimasi ad osservare i movimenti il suo meraviglioso fondo schiena come mai prima d’allora.
Mi alzai di scatto andai verso la porta. Uscii e raggiunsi la macchina. Qui trovai la mia fidanzata con le lacrime agli occhi. Mi lanciò le braccia al collo mi disse: “Sono felice e orgogliosa di te, hai passato la mia piccola prova, non potevo scegliere un uomo migliore”.
Chiusi gli occhi e pensai alla morale di questa storia: Lasciate sempre i profilattici in auto.

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Alle prime luci dell’alba, il rumore del camion della spazzatura riechèggiò nell’ampio androne. Il signor Taylor chiuse rapidamente il portone alle sue spalle e si avviò verso l’ascensore. Con un piccolo strattone vinse le ultime resistenze dell’animale, lo tirò verso di se e liberò le antine dell’angusta cabina.
In quei pochi secondi, fece giusto in tempo a darsi un’aggiustatina e tentare di rassicurare quella stupenda e impaurita bestiola.
Giunse al piano. Con la mano destra infilò la chiave nella toppa. Con la sinistra teneva ben serrate le mascelle della sua compagna. Un solo flebile belato avrebbe potuto insospettire gli anziani vicini.
Una volta all’interno libero la bocca di Nancy, uno stupendo esemplare di pecora Shetland. Afferrò il guinzaglio e si diresse verso la camera da letto. Giunto sulla soglia accese la luce.
Al centro del letto la signora Taylor, seduta a braccia conserte gli lanciò un’occhiata minacciosa.

< BRAVO!! THOMAS!! Complimenti per quest’ennesima trovata. Riesci sempre a stupirmi. Pretendo una spiegazione. >

E lui, con tono pacato ed impenitente:

“ Vedi, cara, questo è quel maiale che sono costretto a scoparmi tutte le volte che mi respingi”

< MA THOMAS!!! SEI IMPAZZITO? Non distingui più una pecora da un maiale?>

“ Stai zitta Sarah, non sto parlando con te.”

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Stadio comunale di Ceppo del Colle. Incontro di calcio di 2a Categoria tra la compagine locale e l’Ospedaletto.

« Ciao Samantha; posso sedermi? »
– Certo! Francesco, perché no –
« Il tuo Paolo lo vedo in forma oggi »
– Spero solo non si faccia male; questi avversari sono delle bestie –
« Vieni spesso a vedere le partite? »
– Non sempre, solo quando ci sono incontri importanti, quando c’è bisogno del supporto del pubblico –
« Per un fidanzato si fa questo ed altro »
– Non vengo per lui, o meglio, non solo. A me piacciono le competizioni agonistiche in generale. Tu piuttosto, non ti ho mai visto qui. Sei sempre alle prese con i tuoi scritti. A proposito; lo sai che i bambini alla festa della natura si sono divertiti un sacco con la tua fiaba? Dicono che la maestra si sia anche commossa. Sei davvero bravo –
« Grazie Samantha, con te troverò mille spunti per ricambiare il complimento »
– No! No! Astieniti. Ho una formazione ultracattolica alle spalle e i complimenti mi imbarazzano tantissimo, anche quando so di meritarli; eppure vorrei tanto godermeli, in modo disinibito, ironico, senza malizia.
Parliamo dei tuoi racconti. Lo sai che mi affascinano? Li trovo intriganti e divertenti. Ho avuto modo di leggerne qualcuno su una rivista. Quanto vorrei saper scrivere come te, soprattutto articoli –
« Se questa è la tua vocazione, seguila. L’anno prossimo, invece di iscriverti a medicina, giusto per accontentare i tuoi genitori, fai come ho fatto io: iscriviti a Lettere e Filosofia. A quel punto, puoi specializzarti in Giornalismo e Cultura Editoriale. Ovviamente stile e creatività te li devi inventare. Quelli non l’insegna nessuno »
– Grazie per il consiglio, però, riguardo ai miei genitori: come fai a sapere certe cose? Secondo me hai tirato ad indovinare; non c’è altra spiegazione. Io ne ho parlato in privato solo con… –
« Con chi? »
– No! No! Niente…con un amico, su internet –
« Hai uno scambio di e-mail con qualcuno? E Paolo lo sa? »
– Anche tu la stessa domanda. Perché cercate il vizio dove non c’è? Tu, ovviamente, non mi conosci e non puoi saperlo, ma le persone mi circondano, che sanno quel penso, o forse fingono di comprendere, il dubbio mi si insinua, non dovrebbero pormi sempre lo stesso quesito. Io spero di vivere esperienze di rapporti a più persone, lo auspico per un mio arricchimento. L’idea della vita a compartimenti stagni mi sembra un’intollerabile ipocrisia verso se stessi, oltre che strana e incomprensibile –
« Perdonami Samantha, io penso la stessa identica cosa. Il fatto è che, nonostante io rifugga i preconcetti per principio, delle volte, inconsciamente, mi faccio condizionare da certi stereotipi.
Al cospetto di una ragazza di soli 18 anni, che per giunta vive in un piccolo paese, mi sembra inverosimile che possa perseguire certi propositi, oltretutto con una tale fermezza e cognizione. I rapporti complessi sono un argomento delicato e l’equivoco costituisce un rischio frequente. Quel che danneggia è l’esempio di certe donzellette di buona famiglia che di rapporti a più persone ne praticano, altroché, senza alcun pudore.
Io non sono un bigotto moralista e non mi scandalizzo certo di fronte a certe libertà, ma ogni cosa va integrata e dosata al punto giusto. Rapportarsi agli altri solo ed esclusivamente attraverso il canale sessuale è davvero riduttivo, e lo ripeto: non mi riferisco a peripatetiche conclamate.
Con questi presupposti, secondo me, non si può instaurare un rapporto vero e proprio; il cosiddetto scambio di essenze, al massimo uno scambio di umori, nel senso fisiologico però; perdonami la volgarità »
– Condivido tutto ciò che hai detto e al tempo stesso mi chiedo, riferendomi a me stessa,: perché riesco a impormi alcune condotte ed invece su certi atteggiamenti non riesco a controllarmi. Mi riferisco al mio imbarazzo, ad esempio, quello di cui parlavo prima –
« E’ semplice. La definizione di una condotta, di un principio, di un concetto, segue sempre un percorso mentale razionale. La sua formulazione al massimo può generare contrasti di carattere etico/morale ma sempre a livello conscio. L’imbarazzo, viceversa, è un riflesso inconscio. Ogni impulso indotto da processi mentali incondizionati è molto più difficile da governare. In questo preciso istante, ad esempio, tu non puoi notarlo, ma io sto tremando, e non posso farci niente »
– Perché stai tremando? –
« Vedi cara, è difficile spiegare, è difficile capire se non hai capito già »
– Questa la conosco, anche se è del 1970. Io adoro Guccini.
« Lo so »
– Ennesimo mistero. Sei davvero enigmatico Francesco, ed anche sorprendente. Viviamo nello stesso paese e mi sembra di conoscerti per la prima volta. Credevo fossi un semplice apprendista, un letterato dilettante e invece sto scoprendo aspetti del tuo carattere impensati. Chi l’avrebbe mai immaginato che ti intendessi anche di psicologia –
« Già! La psicologia. L’amava tanto mio padre. Diceva che un bravo psicologo possiede un’arma in più. Aveva questa strana convinzione: chiunque, attraverso la psicologia, è in grado di dominare il prossimo prevedendone il comportamento. Può darsi che avesse anche ragione, pensando che ogni profilo psichico è decifrabile secondo una precisa classificazione…chissà. Io non ho competenza in materia, l’unica cosa che mi sento di affermare e che lui più che il prossimo volesse dominare le donne. La sua mira, la sua difesa, era tentare di pensare al femminile.
Mio padre era totalmente succube delle donne, le considerava esseri superiori. Era sempre alla ricerca di sintonia ed approvazione.
Nonostante questa sua debolezza, io l’ammiravo quell’essere: maestro di tutto, maestro di niente »
– Ero adolescente quando è scomparso tuo padre. Ne ho sentito parlare in giro ma non so cosa sia successo di preciso. Com’è morto? –
« E’ una storia particolare la sua. Sai come la definiva una persona come lui Schopenhauer?
Il suicida è uno che, anziché cessare di vivere, sopprime solo la manifestazione di questa volontà: egli non ha rinunciato alla volontà di vita, ma solo alla vita.
ed è una verità assoluta. Dal suo diario ho letto che quando lui era molto depresso, l’idea del suicidio non lo sfiorava assolutamente. Secondo il suo pensiero, l’estrema soluzione va accolta come l’esaudimento di un supremo desiderio; una liberazione alla quale protendere serenamente e consapevolmente. Nessun pensiero molesto avrebbe dovuto distrarlo durante il trapasso. L’importante è che la morte ci trovi vivi, mi ripeteva sempre, paradossalmente »
– Sono shoccata. L’avessi saputo non t’avrei posto la domanda –
« Non preoccuparti per me. A differenza di mia madre e mio fratello, il trauma l’ho superato presto; benché fossi il suo preferito. Io ho compreso appieno il suo disagio e questo mi ha aiutato tantissimo.
Mi ricordo il giorno della mia laurea, avevo 23 anni, giusto 4 anni fa. Mi prese in disparte e mi disse con tono solenne, insolito per un beffeggiatore come lui, :
“Da oggi tu raccoglierai la mia eredità, quel poco o tanto che sia; e non intendo i beni materiali. Dovrai solo impegnarti a realizzare ogni tuo progetto e mai ti chiederò di primeggiare ove io ho fallito” »
– In cosa ha fallito tuo padre? –
« E’ finita la partita mia cara, ne parleremo alla prossima occasione, ma stavolta lo faremo di persona. Ho finito d’imbrattare le pareti »

Portò le mani al viso in un baleno, quella stupenda creatura, a nascondere il rossore del suo volto. Riuscì a malapena a proferire …

– Sei una fogna! Lupo famelico –

Mai un improperio suonò più sublime e dolce…

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Se a volte replicassi con un dubbio ai miei sospiri, sorreggerei l’ariete con fermezza. (HW)

« Samantha! Chi ti ha inviato questo strano messaggio? »
– Mamma! Oltre ad ascoltare le telefonate adesso mi leggi pure gli SMS? Ma non avevi detto che con questi aggeggi non ci capivi niente? E che cazzo! –
« Che hai detto? Ma sei impazzita? Così ti rivolgi a tua madre? Io alla tua età di cazzo non me ne sono fatto mai scappare uno »
– E papà era contento? Meno male che non ci ascolta nessuno –
« Perché? Guarda che tuo padre è stato sempre orgoglioso di me, per i miei modi fini ed educati »
– Lascia stare mamma. Papà è stato sempre orgoglioso di te per altri motivi. Non pensava ad altro che mostrare la sua bambola, a suscitare l’invidia degli stolti, comunque questa storia delle intercettazioni deve finire. Mi dispiace usare questo tono, ma questo tuo modo di interferire nella mia vita privata ed in quella di Deborah, nonostante abbia solo 13 anni, è assolutamente inaccettabile, oltre che ingiustificato.
Cosa speri di ottenere ascoltando le nostre conversazioni? Così facendo non fai altro che dimostrarci mancanza di fiducia, oltre che complicare i rapporti.
Io comprendo quali possano essere i tuoi intenti ma al tempo stesso ritengo che tutto ciò che noi già ti riferiamo sia più che sufficiente a darti un’idea di quali siano le nostre condotte.
Quei piccoli ed intimi segreti che condividiamo solo con poche persone sono altro che nostre legittime necessità; oltre che diritti –
« Anche un genitore ha i suoi diritti »
– Che non calpestino quelli dei figli –
« Brava! Chissà se avresti risposto così anche a tuo padre. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa lui di tutta questa storia »
– Questo non mi preoccupa. Innanzitutto sul mio atteggiamento non ci vedo nulla di immorale e poi, cara mamma, ricorda sempre cosa ci ripete spesso:
“Una persona di valore nasconde sempre dei piccoli segreti. Troppe spiegazioni non vanno ne rese ne pretese”.
Papà ha un grande pregio che compensa tanti suoi difetti: è coerente. Non si contraddirà certo con sua figlia –
« Samantha, di questa cosa ne parliamo un’altra volta, adesso voglio sapere chi ti scrive queste frasi compromettenti, specialmente per la figlia di un sindaco »
– La figlia del sindaco? Ma chi se ne frega! E poi non credo si rischi la reputazione per queste cose –
« Perché no? Pensa se una frase simile la leggesse Paolo »
– Paolo sa tutto…o quasi. Diciamo che sa che ho uno scambio di e-mail con una persona –
« Maledetto computer, adesso ti sei trovata anche l’amico su internet, uno di questi maniaci informati. Da quanto tempo va avanti questa storia? »
– Innanzitutto non l’ho conosciuto in rete, e poi chiariamo una cosa, a proposito di internet: vorrei che non lo demonizzassi come fai ogni momento. Internet è uno strumento straordinario, assolutamente insostituibile.
In quale altro modo avrei potuto raccogliere dati, informazioni, notizie, sentire musica, vedere video in un modo così immediato e variegato? Certo, internet vuol dire anche blogging, MSN, Facebook: i tuoi demoni, però sappi che questi mezzi, usati con criterio e parsimonia, sono assolutamente formativi, aprono la mente, stimolano l’immaginazione, la creatività, ma soprattutto: aiutano a socializzare.
Tornando al mio amico. Era presente in chiesa al concerto dell’epifania. Ti ricordi il Gloria? E’ rimasto impressionato dalla mia voce. Lui ha la passione per la musica classica, e dice che quando mi ha sentito interpretare il Domine Deus è rimasto totalmente rapito, incantato. Secondo lui è stata un’entità sovrannaturale a guidare la mano di Vivaldi, di Hendel e di tanti altri. Così lui la interpreta la spiritualità.
La presenza di Dio è nella natura delle cose, nell’arte duratura, in certa musica, nei pensieri di San’Agostino e tant’altro. Nell’ispirazione degli eletti va cercata soprattutto l’essenza del Creatore. Io quella sera sono stata una lettrice; il mezzo.
Da quel giorno ha cominciato a mandarmi messaggi di ogni genere, ai quali ho sempre risposto con piacere. I più originali me li scrive sui muri o dove capita –
« Cooosaa!! Sui muri? Ma non sarà mica…Oh Cazzo! HW è quel pazzo »
– E vai! Finalmente te ne uscito uno, e pure con la rima. Comunque hai indovinato, si tratta proprio di Hungry Wolf –
« Mamma mia! Mi sento male. Tu sei impazzita…con quel folle »
– Ma quale folle, è solo una persona un po’ eccentrica, particolare –
« Come fai ad esserne certa. Lo conosci personalmente? Come si chiama? »
– Il nome non me l’ha svelato, so solo che abita in paese ed ha una decina di anni più di me –
« Ah! Su questo ci avrei scommesso, non è certo un adolescente »
– Se vuoi sapere con esattezza quanti anni ha glielo posso chiedere –
« Come è possibile che tu non conosca la sua età? Non ti è mai venuta la curiosità? »
– No! Per me conta poco, dal momento che si tratta solo un amico. Per me gli amici non hanno età –
« Un amico? Una persona del quale non conosci il nome, l’età, che vita conduce, lo chiami amico? –
« Si, ed anche particolare »
– Che significa particolare; che intendi? Non mi vorrai mica dire che avete un rapporto intimo e confidenziale? –
« Mamma, non ti allarmare, anche se la vicenda ti sembra strana, non vederla come una cosa impegnativa, almeno per me. Io non ho nessuna intenzione di andare aldilà di un semplice rapporto d’amicizia, e lui lo sa benissimo; sono stata chiara su questo punto. Fino ad ora abbiamo scambiato semplici opinioni, sensazioni…emozioni. Abbiamo parlato del senso della vita, dei nostri interessi, dei nostri progetti. »
– Samantha, queste cose sono pericolose, non puoi prevedere come vanno a finire. Anche se per te al momento non c’è niente, per lui è diverso. La frase che ti ha scritto, ad esempio, mi sembra una vera e propria dichiarazione, oltre che una richiesta, per cui è meglio che interrompi subito questa storia, prima che sia troppo tardi. Ricordati che quando una persona prende una sbandata non si rassegna tanto facilmente davanti ad un rifiuto. Può diventare assillante; io queste cose le so. Sapessi quante volte dei semplici amici mi hanno invitato a fare una passeggiata, a prendere una sciocchezzuola, e poi mi sono arrivate le proposte più indecenti, se non addirittura le palpatine –
« Su questo hai ragione, però ti ripeto, io non sono coinvolta sentimentalmente, almeno non nel senso comune. Credo sia opportuno che ti faccia leggere una sua lettera, così capisci meglio come stanno le cose. Questa è l’ultima, mi è arrivata proprio ieri »

Carissima Samantha,

perdonami se ieri sono stato un po’ laconico, in risposta al tuo rifiuto ad uscire da soli. Io avevo solo l’intenzione di presentarmi, di farti sapere tutto di me, di svelare il mistero. Probabilmente a te sta bene così, piuttosto che correre il rischio di rimanere delusa, preferisci che sia la tua immaginazione a tracciare il mio profilo, almeno fino a quando tu non sia motivata (spero che presto succeda) da altri intenti che non siano “semplici” scambi di essenze.
Per il momento non insisto più di tanto, ma soprattutto: non ti biasimo. Se a volte assumo atteggiamenti apparentemente risentiti è per una ragione molto semplice.
Mia adorata, come forse hai già intuito, relativamente al nostro rapporto, credo di essermi calato in una dimensione virtuale, una favola incantata che è solo frutto della mia immaginazione e di questo incontenibile sentimento che avverto nei tuoi confronti, diciamolo pure: di questa attrazione irrefrenabile.
Ciò detto, come in tutte le favole, purtroppo, il ritorto alla realtà è un rischio sempre presente, può bastare un niente perché sia sopraffatto dal disincanto per poi riprendere a sognare, quando l’istinto di conservazione non mi lascia intravedere alcun altro motivo di interesse e di profonda gioia.
Ieri, ad esempio, analizzando con distacco certe mie dichiarazioni, ho realizzato, con tutto ciò che ne consegue, quanto sia illusoria la mia situazione, quando siano assurdi certi miei atteggiamenti, certe mie pretese.
Che senso ha profondere unilateralmente un sentimento forte senza ottenere in cambio nient’altro che attestati di stima e amichevoli inclinazioni? E poi, semmai dovessimo incontrarci, che piacere potrei mai trarre, oggettivamente, da certe mie affettuosità se non ricambiate? A queste cose, purtroppo, spesso ci penso, ma al tempo stesso non posso fare a meno di constatare, qualunque strada prenda il nostro rapporto, la fortuna che mi è capitata nell’instaurare con una persona matura saggia e profonda come te questo meraviglioso rapporto d’amicizia. Costi quel che costi, farò in modo che questa immensa preziosissima ricchezza non venga sciupata da un interesse limitato.
Ciò che separa noi, in questo preciso istante, da quello che saremo tra cent’anni è solo il bene effimero di una passione.
Tuo HW –

« E tu che hai risposto? »
– Quel bene effimero è la vita…o forse no –
« Samantha non so che dirti. L’unica cosa certa è che da domani eviterò certi mezzi però tu devi comprendere la mia posizione. Se cerco di controllarti è solo per metterti sugli attenti »
– Mettermi sugli attenti? Hai visto Ufficiale gentiluomo ieri sera? Forse volevi dire: mettermi sull’avviso, in guardia, sul chi va là –
« Vabbè, quello che è. Volevo solo raccomandarti di stare attenta perché tra il dire e il fare c’è di mezzo mare, anzi: un oceano intero »
– Starò attenta mamma, però al momento non me la sento d’interrompere questo rapporto, non ne vedo il motivo. Non entra in competizione con quello tra me e Paolo. Ogni legame è una cosa a sé stante. Non so come spiegartelo, mamma, ma questa storia mi fa sentire importante, mi completa, mi stimola. E’ come un riconoscimento. Me la sono guadagnata e me la tengo stretta.

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