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Archive for marzo 2015

adolescenza-negata

«L’adolescenza non è solo una stagione della vita, ma una modalità ricorsiva della psiche dove i tratti dell’incertezza, l’ansia per il futuro, l’irruzione delle istanze pulsionali, il bisogno di rassicurazione e insieme di libertà si danno talvolta convegno per celebrare, in una stagione, tutte le possibili espressioni in cui può cadenzarsi la vita. Per questo di fronte agli adolescenti siamo ansiosi. Essi ci testimoniano tutto il possibile che in noi non è divenuto reale.»
Umberto Galimberti, “Parole nomadi”

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Primavera_1

Ogni cambiamento è sempre quello dell’anno passato, della stagione passata, del giorno andato. Ogni nuova spinta propulsiva, ogni nuova aspettativa, ha identica motivazione, “quella precedente”, ed in ogni successivo intersecarsi di percorsi e prospettive, cambiano gli attori, il numero di comparse, le ambientazioni, ma con una ripetitività di azioni e finalità che s’intrecciano nel solito inganno: una trama sempre uguale che avvince ed ad ogni tentativo di liberazione, imprigiona e soffoca sempre più. Non si può far altro che accettare la parte e, fingendo una più forte vocazione, recitarla fino in fondo, fino all’attuale conclusione, già vissuta ieri e mai dimenticata.
Buona primavera!!

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viaggiare2

«Una di quelle frasi o parole, ci farebbe riconoscere l’uno con l’altro, noi fratelli, nel buio d’una grotta, fra milioni di persone. Quelle frasi sono il nostro latino, il vocabolario dei nostri giorni andati, sono come geroglifici degli egiziani o degli assiro-babilonesi, la testimonianza d’un nucleo vitale che ha cessato di esistere, ma che sopravvive nei suoi testi, salvati dalla furia delle acque, dalla corrosione del tempo.
Quelle frasi sono il fondamento della nostra unità familiare, che sussisterà finchè saremo al mondo, ricreandosi e risuscitando nei punti più diversi della terra, quando uno di noi dirà … (sai bene cosa, Davide)»
Natalia Ginzburg, “Lessico famigliare”

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HampsteadHeath

Esistono angoli di questa benedetta Terra che sembrano appartenere ad un’unica, grande regione, sebbene non confinanti tra di loro. Sono le dimore della pace, dove si parla la lingua universale della natura. Non sto parlando di quei surrogati preconfezionati, super curati e artificiali parchi citttadini, come Hide Park e Regent’s Park – riferendomi a Londra – sto parlando di qualcosa di diverso, di ristori per lo spirito.
In una della zone piu` alte delle citta` di Londra, su una superficie di 320 ettari, si estende, a nord ovest, Hampstead Heat (la brughiera di Hampstead). E` un’oasi paesaggistica caratterizzata da numerose collinette, boschi, prati, stagni, viottoli, strade per correre e non solo. A nord si erge la magnifica Kenwood House e a sud est, la Parliament Hill, un’altura dalla quale si gode una delle migliori viste della citta`. Il perimetro del parco è caratterizzato da una serie di ben 25 laghetti. Ovviamente, benche` ci sia poco di artefatto, qualche minima aggiustatina risulta inevitabile – e la si nota – anche solo per contenere certe esuberanze delle natura, certi inestetismi. Da questo punto di vista, in Italia, siamo molto meno restrittivi nei confronti della natura, le concediamo tanta, ma tanta piu` liberta` d’espressione, anche nei confronti dei suoi estimatori …
Sabato mattina, dopo circa una decina di km di corsetta in quel parco, riflettevo sul fatto che un tempo, di fronte a certi scenari molto suggestivi, peraltro sognati, avrei trovato, sicuramente, qualche spunto d`ispirazione poetica. Forse dentro di me qualcosa si sta spegnendo irreversibilmente, chissa`! O sono solo fuori allenamento …

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London Bridge

«La vita è ciò che facciamo di essa . I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.»
Fernando Pessoa, “Il libro dell’inquietudine“

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106022

«Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E poi ho visto impiegati irreprensibili, con tanto di cravatta,
infilarsi nei pub della City il venerdi` pomeriggio, all’uscita dall’ufficio,
e tracannare tre Guinness di fila da mezzo litro.
E poi ho visto madri assennate, sempre durante il fine settimana,
scolarsi intere bottiglie di prosecco,
liberando qualunque freno inibitorio.
E tutti questi momenti andranno perduti nel tempo…
come lacrime nella pioggia,
quando tornero` in Italia.

Cazzo!! Ma ‘sti inglesi, quando staccano la spina
la staccano per davvero.»

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Girasoli2

Ecco dov`erano finiti i Girasoli di Van Gogh (una delle due versioni gemelle): dopo piu` di 500 tarocchi finalmente ho trovato l`originale, e non solo lui, alla National Gallery c’e` di tutto, dal 1200 in poi. Un’esposizione strabiliante, infinita, inestimabile. Davanti alla Vergine delle Rocce di Leonardo (la seconda versione, la prima e` Parigi) ho avvertito i sintomi della sindrome di Stendhal: totalmente rapito.
Per non farmi mancare niente, dopo mi sono trasferito al British Museum. Evvabbe`!! Che ve lo dico a fare. Qui si partiva da oltre il 10.000 A.C. Tutte le civilta` del mondo. Addirittura due sale dedicate agli Etruschi e altre due alla cultura Greca in Italia. L’ala dedicata agli Egizi e` stupefacente. Il pensiero, di fronte alle opere deglli Assiri, non poteva non andare allo scempio inaudito che stanno compiendo le belve dell`ISIS, anche se, a parte il Toro Alato – sicuramente originale – pare che abbiano distrutto solo copie in gesso: mica fessi!
All`uscita dal Museo sono stato colto dalla sindrome di McDonald’s.

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