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Archive for 29 gennaio 2015

Missione_1

Supponiamo che una quindicina di persone decidano, per un paio di mesi, di cooperare con dei volontari presso qualche centro d’accoglienza e formazione dislocato in un angolo del terzo mondo, gestito da qualche ente umanitario o da un’organizzazione missionaria.
Ipotizziamo pure che queste persone non intendano, però, correre troppi rischi, dal punto di vista della salute ed altro: contagi o rapimenti. Si tratta, tutto sommato, di una richiesta non difficile da soddisfare; facendo riferimento all’Africa, ad esempio, esistono paesi che si affacciano sulla costa sud-orientale, di fronte al Madacascar, come il Mozambico, Malawi, Tanzania, Burundi, che sono ben distanti dalle aree più pericolose, quelle centro-occidentali, quelle colpite dall’epidemia dell’Ebola e dove più frequentemente imperversano milizie di terroristi.
Supponiamo, infine, che questa armata improvvisata, sebbene impegnata a collaborare materialmente a tempo pieno – impegno inteso come supporto tecnico, sanitario, didattico, ma anche morale, con la semplice animazione – non sia strettamente motivata da uno spirito umanitario ma, piuttosto, dal desiderio di guadagnare visibilità e ammirazione, nell’eventualità che tale esperienza sia documentata e diffusa mediaticamente – non vi è alcuna controindicazione, in tal senso, purché si lavori.
Premesso tutto ciò, chiedo alla Magnolia TV e a Mediaset – la RAI si è ravveduta in tempo, per fortuna – anziché puntare a soddisfare forme di becero voyeurismo consensuale, mascherato da innocente e simpatico esibizionismo, oppure pettegolezzi e maldicenze, o duelli e prevaricazioni d’ogni genere, volgari e antisportivi, spacciati per leali competizioni, perché non sostenere finalità molto più utili e nobili – evitando, tra l’altro, la devastazione di intere piantagioni di noci di cocco?
In poche parole: anziché “L’isola dei famosi”, perché non organizzare “La missione dei famosi”?

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