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Archive for gennaio 2015

emily_dickenson_1

Uomo

Temo un uomo di poche parole
temo un uomo che tace
l’arringatore posso superarlo
il chiacchierone
posso intrattenerlo
ma colui che pondera
mentre gli altri spendono tutto ciò che hanno
di quest’uomo diffido
temo ch’egli sia un grande.

 

Il cuore prima chiede gioia

Il cuore prima chiede gioia,
poi assenza di dolore,
poi gli scialbi anodini
che attenuano il soffrire,
poi chiede il sonno, e infine
se a tanto consentisse
il suo tremendo Giudice,
libertà di morire.

 

Se non avessi visto

Se non avessi visto il sole
avrei sopportato l’ombra
ma la luce ha reso il mio deserto
ancora più selvaggio


(Emily Dickinson)

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Missione_1

Supponiamo che una quindicina di persone decidano, per un paio di mesi, di cooperare con dei volontari presso qualche centro d’accoglienza e formazione dislocato in un angolo del terzo mondo, gestito da qualche ente umanitario o da un’organizzazione missionaria.
Ipotizziamo pure che queste persone non intendano, però, correre troppi rischi, dal punto di vista della salute ed altro: contagi o rapimenti. Si tratta, tutto sommato, di una richiesta non difficile da soddisfare; facendo riferimento all’Africa, ad esempio, esistono paesi che si affacciano sulla costa sud-orientale, di fronte al Madacascar, come il Mozambico, Malawi, Tanzania, Burundi, che sono ben distanti dalle aree più pericolose, quelle centro-occidentali, quelle colpite dall’epidemia dell’Ebola e dove più frequentemente imperversano milizie di terroristi.
Supponiamo, infine, che questa armata improvvisata, sebbene impegnata a collaborare materialmente a tempo pieno – impegno inteso come supporto tecnico, sanitario, didattico, ma anche morale, con la semplice animazione – non sia strettamente motivata da uno spirito umanitario ma, piuttosto, dal desiderio di guadagnare visibilità e ammirazione, nell’eventualità che tale esperienza sia documentata e diffusa mediaticamente – non vi è alcuna controindicazione, in tal senso, purché si lavori.
Premesso tutto ciò, chiedo alla Magnolia TV e a Mediaset – la RAI si è ravveduta in tempo, per fortuna – anziché puntare a soddisfare forme di becero voyeurismo consensuale, mascherato da innocente e simpatico esibizionismo, oppure pettegolezzi e maldicenze, o duelli e prevaricazioni d’ogni genere, volgari e antisportivi, spacciati per leali competizioni, perché non sostenere finalità molto più utili e nobili – evitando, tra l’altro, la devastazione di intere piantagioni di noci di cocco?
In poche parole: anziché “L’isola dei famosi”, perché non organizzare “La missione dei famosi”?

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renna,-acqua_2

«C’è chi passa tutta la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di un fiume, sono lì solo per farci arrivare all’altra sponda, quella che conta è l’altra sponda…»
José Saramago, “La caverna”

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Cimitero ebraico

«L’eccitazione emotiva inibisce l’attività razionale, l’ipotalamo blocca la corteccia. Per nessun’altra emozione questo vale in così larga misura come per l’odio etnico collettivo, che conosciamo anche troppo bene sotto forma di odio nazionalista. Dobbiamo tener presente che l’odio della generazione più giovane per quella degli anziani ha le medesime radici. L’odio ha conseguenze più nefaste della totale cecità o sordità, perché falsifica ogni informazione che cerchiamo di trasmettere e la trasforma nel suo contrario. Ogni esortazione che rivolgiamo ai giovani contestatori per impedire che distruggano i loro beni più preziosi viene da loro interpretata, ed era prevedibile, come un insidioso tentativo per sostenere l’odiato “sistema”. L’odio non rende soltanto ciechi e sordi, ma anche incredibilmente sciocchi. Sarà difficile dare a quelli che ci odiano l’aiuto di cui avrebbero bisogno. Sarà difficile far loro capire che lo sviluppo della cultura ha dato luogo alla formazione di valori altrettanto insostituibili e degni di rispetto quanto quelli che sono emersi nel corso della filogenesi; sarà difficile far loro capire che una cultura può estinguersi come la fiamma di una candela.»
Konrad Lorenz, “Gli otto peccati capitali della nostra civiltà”

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ribelli

«Per ribellarsi occorrono sogni che bruciano anche da svegli, occorre il dolore dell’ingiustizia, la febbre che toglie all’uomo la malattia della paura, dell’avidità, del servilismo. Per ribellarsi bisogna saper guardare oltre i muri, oltre il mare, oltre le misure del mondo. La miseria dell’uomo incendia la terra ovunque, ma è un fuoco sterile, che cancella e impoverisce. È un fuoco che odia ciò che lo genera, è cenere senza storia. Saper bruciare solo ciò da cui poi nascerà erba nuova, ecco la vera ribellione».
Stefano Benni; “Spiriti”

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DCIM100MEDIA

Bellezza

All’alba
nuvole rosa
si posano sulle spalle
delle colline
come a difenderle
dal fresco
del mattino
ed il cielo
ha il colore
del fuoco gentile
d’inverno;
alzate la testa
dai vostri schermi
questa bellezza parla
alla parte di voi
che nessuno
conoscerà mai.
__________

 

Liberi

Non ho il coraggio
di cambiare,
la forza
per restare,
sospeso nel limbo
dei codardi
a spremermi la mente
e massacrarmi il cuore.
Ogni uomo
è libero di andare,
provateci pure
e senza mai voltarvi.
__________

 

Nessuno mi conosce

Solo la pelle
mi impedisce di fuggire,
questa pulsione all’infinito
che ogni giorno mi strattona
è una strana malattia
che con terribile dolcezza
mi consuma
e se davvero non
usassi le parole
forse sarei un pazzo
o un maratoneta
o un barbone
o un assassino
alla continua ricerca
di qualcuno con cui parlare,
senza voce,
qualcuno che
nel guardarmi negli occhi
mi riconosca
senza sapere
il mio nome.
__________

 

Senza corazza

Ad ogni passo
perdo un pezzo
lungo la strada
e tutto
il buono di me
resta impigliato
alle spine
lungo il cammino
ed ho paura
che non resterà
più amore
quando arriverò
alla meta,
perciò spero
che tutti voi
che ne avete
avuta una parte
possiate testimoniare
che in me
un tempo
albergava un’anima
e la bellezza
e la fiducia

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esibizionista

«Di fatto, il valore che attribuiamo all’opinione altrui, e la costante preoccupazione riguardo ad essa, superano, generalmente, quasi tutte le motivazioni veramente ragionevoli, sicché quel pensiero si può considerare una specie di fissazione universalmente diffusa o, piuttosto, congenita.
In tutto ciò che facciamo, l’opinione altrui viene presa in considerazione prima, quasi, di ogni altra cosa, e se ci riflettiamo attentamente, vedremo che quasi la metà di tutte le ansie e di tutti i timori che ci hanno turbati in tutto il nostro passato, nascevano da quella preoccupazione. Essa è alla base del nostro orgoglio, così spesso offeso perché così morbosamente suscettibile, della nostra vanità e delle nostre ambizioni: dell’ostentazione del lusso e dell’esibizionismo.»
Arthur Schopenhauer, “L’arte di ignorare il giudizio degli altri”

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profeta_isaia

«Qualora si trovi in mezzo a te, in una delle città che il Signore tuo Dio sta per darti, un uomo o una donna che faccia ciò che è male agli occhi del Signore tuo Dio, trasgredendo la sua alleanza, e che vada e serva altri dei e si prostri davanti a loro [….] farai condurre alle porte della tua città quell’uomo o quella donna che avrà commesso quell’azione cattiva e lapiderai quell’uomo o quella donna, così che muoia.» “Deuteronomio, 17, 2 – 5”.

e ancora: «Non vi farete idoli, non vi eleverete immagini scolpite né statue, e non collocherete nel vostro paese alcuna pietra ornata di figure, per prostrarvi davanti ad essa; poiché io sono l’Eterno, l’Iddio vostro [….] Se vi conducete secondo le mie leggi, se osservate i miei comandamenti e li mettete in pratica, io vi darò le piogge nella loro stagione, la terra darà i suoi prodotti, e gli alberi della campagna daranno i loro frutti [.…] Ma se non mi date ascolto e se non mettete in pratica tutti questi comandamenti, se disprezzate le mie leggi e l’anima vostra disdegna le mie prescrizioni in guisa che non mettiate in pratica tutti i miei comandamenti e rompiate il mio patto, ecco quel che vi farò a mia volta: manderò contro voi il terrore, la consunzione e la febbre, che vi faranno venir meno gli occhi e languir l’anima, e seminerete invano la vostra sementa: la mangeranno i vostri nemici [….] E se, nonostante tutto questo, non volete darmi ascolto ma con la vostra condotta mi resistete, anch’io vi resisterò con furore, e vi castigherò sette volte di più per i vostri peccati. Mangerete la carne dei vostri figliuoli, e mangerete la carne delle vostre figliuole. Io devasterò i vostri alti luoghi, distruggerò le vostre statue consacrate al sole, metterò i vostri cadaveri sui cadaveri dei vostri idoli, e l’anima mia vi aborrirà.[….] Tali sono gli statuti, le prescrizioni e le leggi che l’Eterno stabilì fra sé e i figliuoli d’Israele, sul monte Sinai, per mezzo di Mosè.» “Levitico 26”

Sono versi della Torah ebraica e della Bibbia cristiana implicitamente ratificati nel Nuovo Testamento da seguente passo di Paolo: “Tutti quelli che si basano sulle opere della legge sono sotto maledizione. E’ scritto infatti: «Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte nel libro della Legge per praticarle» – “Nuovo Testamento – Lettera ai Galati 3: 10”).
A questo punto mi chiedo: come mai non mi è mai giunta notizia, in tempi moderni, di un solo fedele professante la religione cristiana o ebraica, che per interesse, oppure semplicemente per fanatismo, ignoranza, ottusità, si sia sentito legittimato ad attenersi rigidamente ai suddetti precetti – così come, purtroppo, è accaduto, in alcuni casi, nel corso dei secoli – senza applicare il benché minimo e opportuno criterio d’interpretazione, sia contestuale dei suddetti passaggi che sommaria degli interi testi sacri, nonostante le innumerevoli apparenti contraddizioni in essi comprese?
E’ tutto effetto della modernità? Forse si! Forse tutti noi, col tempo, abbiamo preso coscienza di tante cose, e fra queste, che i profeti erano pur sempre degli umani; umani che senza remissivi proseliti, prima o poi si sarebbero estinti, ma soprattutto che il disegno di Dio non punta di certo all’estinzione dell’uomo – perché di estinzione col tempo si tratterebbe, se tutti i fedeli – o anche solo dei gruppi sparuti – di tutte le religioni monoteiste, si attenessero scriteriatamente a qualsiasi prescrizione, comprese le seguenti:

«Non sceglietevi amici tra loro (i miscredenti), finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate.» “Sura IV, 89”

«Combatteteli finché non ci sia più politeismo, e la religione sia tutta per Allah.» “Sura VIII, 39”

«Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati.» “Sura IX, 29”

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Cassiera_4

Fai un lavoro duro, cassiera di un discount

Fai un lavoro duro, cassiera di un discount,
ma sei allegra, scherzi con tutti,
velocissima conteggi i prezzi,
nella tua mente passano mille numeri, e scherzi,
poi prendi le cose e le metti nelle buste,
fai cose che potresti anche non fare,
è squallido dove lavori,
ma tu non te ne curi,
sei semplice, forse ignorante,
una ragazza di campagna
nemmeno bella, piccolina,
ma da te imparo non sai quanto.
(Claudio Damiani)

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