Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for dicembre 2014

Cigno_1

Quanti sforzi per l’ironia

Quanti sforzi per l’ironia,
quanti calcoli e pensieri
per la presentazione di sé,
per l’abilità verbale,
mentre il cigno senza preparazioni è l’ironia.
La dice tutta nei suoi calmi movimenti,
così come la dicono la pioggia e il lago,
e non c’è alcun bisogno di inventare alcunché,
di scomodare il drago.
(Cesare Viviani)

Read Full Post »

Brindisi-di-Natale

«Mi sono accorto che trovarsi con quelli che piacciono può bastare. Fermarsi in compagnia degli altri la sera, può bastare. Trovarsi circondato da carne bella, curiosa, che respira, che ride può bastare. Passare tra quelli, toccarli, posare il braccio anche leggermente e per un istante sul collo di lui o di lei. Che cosa è mai questo? Non chiedo maggiore delizia, e in essa nuoto come in un mare.
Vi è qualcosa nel fermarsi accanto a uomini e donne, nel guardarli, nel contatto, nell’odore di essi, che soddisfa l’anima. Tutte le cose soddisfano l’anima, ma questa la soddisfa compiutamente.»
Walt Whitman, “Io canto il corpo elettrico”

Read Full Post »

Sardegna_4

Isula

Armuttos in fióre
e pedras arressas
in sa tratta ‘e su tempus
istorias pèrdidas
in sa memoria
chi su ‘entu maletrattat
ei su mare
carignat e abbratzat.

Terra de isténiu
e de infadu
impudu e arrennegu
de isperas ispérdidas
in sas intragnas de mortos a balla
sognu
bántzigu
signu
de amistade e rancore.

Isula
de sole e de sale
árrida
de solidade…

Inoghe
no isco ‘istare
ma infora
ebbía morrer nde poto.

———————–

Isola

Asfodeli in fiore
e pietre immobili
nelle orme del tempo
storie perse
nella memoria
che il vento schiaffeggia
ed il mare
carezza e abbraccia.

Terra di indolenza
e di noia
rabbia e rimpianto
di speranze disperse
nelle viscere degli uccisi
sogno
altalena
segno
di concordia e rancore.

Isola
di sole e di sale
riarsa
di solitudine…

Qui
non so vivere
ma lontano
posso solo morirne

(Antonello Bazzu)

Read Full Post »

Silenzio

S’alza l’eco del creato
nel silenzio,
più forte delle parole.
Spazio neutro,
assenza essenza,
ove l’anima si espande
– tra pulsioni,
pulsazioni.
Un distacco temporale
che lenisce,
assai più della semplice quiete.
In quel fluido ovattato,
primordiale,
per i più solo silenzio,
è il mio universo.

Read Full Post »

Read Full Post »

Kostner

Odio
e amore,
amore e libertà,
giustizia e libertà,
genio e disordine … oppure
Dio e popolo – il binomio di Mazzini.
Ne ho sentiti di binomi in vita mia, ne ho goduti
e ne ho sofferti, ma quello più inscindibile e fatale, quello
che sfinisce i più benevoli, che scatena più tormenti ed imprigiona,
è soltanto
rabbia
e pena.

Read Full Post »

Seneca

«Una leggera febbretta può sfuggire all’attenzione, ma se aumenta e diventa un’autentica febbre che brucia, anche l’uomo più resistente e più avvezzo alle sofferenze è costretto a confessare l’infermità. Il contrario avviene nelle infermità che colpiscono l’animo: quanto più uno sta male, tanto meno se ne accorge. Non te ne devi meravigliare, carissimo Lucilio. Infatti, chi è appena assopito, anche durante il sonno, percepisce le immagini dei sogni, e talvolta, dormendo, si rende conto di dormire. Ma un sonno pesante estingue il sogno e sommerge l’anima in una completa incoscienza».
Lucio Anneo Seneca, “lettera 53“

Read Full Post »

Video da tana n°1

nella speranza che non me lo blocchino…

Read Full Post »

Che bella coppia!! Herbie & Pat

Read Full Post »

Ho le palle girate” è un’espressione ormai talmente diffusa da essere entrata di pieno diritto nei dizionari della lingua. La sua origine è peraltro generalmente ignorata. La si accosta ad altre (come “rompere le palle”, “avere le palle”, “avere le palle piene”, etc…) chiaramente riferite alle gonadi maschili, ma la sua nascita ha poco a fare con gli “addobbi” dei maschietti ….
L’origine dell’espressione, sembrerebbe essere proprio militare (Mariano De Peron, Quando i soldati avevano le “palle girate”) e non è – se non indirettamente – collegata all’umore dei soldati.
La pratica di “girare le palle” (intese come pallottole) era stata adottata, all’epoca della prima guerra mondiale, da molti nostri soldati come modo sbrigativo e “alternativo” di rendere più letale il munizionamento. Invece di modificare la punta delle pallottole al fine di indurre effetti espansivi (ad esempio bucando la punta, come nelle hollow point, o segandola, come nelle classiche dum dum inglesi) i fanti più “industriosi” e meno attrezzati sfilavano le pallottole (le palle) dal bossolo e le reinserivano girate. Così facendo ottenevano due risultati: non solo ne avanzavano il baricentro, rendendole più stabili e precise nel tragitto verso il bersaglio, ma soprattutto le rendevano estremamente instabili e pronte a ribaltarsi al momento dell’impatto, determinando ferite estese e difficilissime da operare, anche quando non profonde. Questo munizionamento era proibito dalla convenzione di Ginevra e i soldati che avevano le “palle girate” erano, così, i più aggressivi e i più carogna … gente dalla quale era meglio stare alla larga. Altro che palle!!

Read Full Post »

Older Posts »