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Archive for 28 ottobre 2014

Whitman

Sconosciuto che passi! Tu non sai con che desiderio io ti guardo,
tu devi essere colui che io cercavo, o colei che cercavo
(mi arriva come un sogno),
certamente ho vissuto in qualche luogo una vita di gioia,
con te.
Tutto è ricordato, mentre passiamo l’uno vicino all’altro,
fluido, amorevole, casto, maturo.
Sei cresciuto con me, sei stato ragazzo o ragazza con me,
io ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo è diventato
qualcosa che non appartiene soltanto a te, né ha
lasciato  che il mio restasse mio soltanto.
Mi hai dato il piacere dei tuoi occhi, del tuo volto, della tua carne,
mentre io passo tu ne prendi in cambio
dalla mia barba, dal  mio petto, dalle mie mani.
Non devo parlarti, devo pensare a te quando seggo da solo
o veglio la notte da solo.
Devo aspettarti, non dubito che t’incontrerò ancora,
e a questo devo badare, di non perderti.
(Walt Whitman)

 

“I più grandi brani di poesia vanno accostati solamente a una certa distanza, a quel modo che talvolta cerchiamo di notte le stelle, non fissandole direttamente, ma spostando lo sguardo da una parte.” (W.W.)

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