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Archive for ottobre 2014

Whitman

Sconosciuto che passi! Tu non sai con che desiderio io ti guardo,
tu devi essere colui che io cercavo, o colei che cercavo
(mi arriva come un sogno),
certamente ho vissuto in qualche luogo una vita di gioia,
con te.
Tutto è ricordato, mentre passiamo l’uno vicino all’altro,
fluido, amorevole, casto, maturo.
Sei cresciuto con me, sei stato ragazzo o ragazza con me,
io ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo è diventato
qualcosa che non appartiene soltanto a te, né ha
lasciato  che il mio restasse mio soltanto.
Mi hai dato il piacere dei tuoi occhi, del tuo volto, della tua carne,
mentre io passo tu ne prendi in cambio
dalla mia barba, dal  mio petto, dalle mie mani.
Non devo parlarti, devo pensare a te quando seggo da solo
o veglio la notte da solo.
Devo aspettarti, non dubito che t’incontrerò ancora,
e a questo devo badare, di non perderti.
(Walt Whitman)

 

“I più grandi brani di poesia vanno accostati solamente a una certa distanza, a quel modo che talvolta cerchiamo di notte le stelle, non fissandole direttamente, ma spostando lo sguardo da una parte.” (W.W.)

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Non so se siete d’accordo, ma se io incontrassi di persona qualcuno di voi, uno qualunque, singolarmente, la prima cosa che farei è raccontargli tutta la mia vita, senza alcuna reticenza e falsità, dall’inizio fino ad oggi, e per concludere, gli spiegherei anche quale recente avvenimento, oltre a quelli, ahimè, già noti, ha provocato in me dei cambiamenti, ha modificato certe mie consuetudini, come quella di pubblicare con una certa assiduità.
In questo momento ho la tentazione di farlo collettivamente, attraverso questo blog, perché no! Metterei in pratica anche l’invito rivoltovi nel post precedente, quello di chiarire pubblicamente qualsiasi nostro comportamento che possa apparire difficilmente decifrabile, magari tralasciando, per ovvie ragioni di privacy, data la pubblica accessibilità di questo spazio, riferimenti a oggetti, luoghi o persone facilmente identificabili.
Bene! Iniziamo con il mio nome, Renna Tommaso – e questo è un dato noto. Passiamo ad un dato sostanziale, per una vantaggiosa e soprattutto irripetibile opportunità concessami dalla benemerita ditta AnsaldoBreda, ed altre fortunate coincidenze, dal primo Luglio del 2013 – oltre un anno fa – sono in PENSIONE!! Proprio così! Un traguardo raggiunto ben prima dei 60 anni – molto prima, poco prima, abbastanza prima, sensibilmente prima, non è questo quello che conta, l’importante e che non si sappia quanto manca. Nel frattempo, però, dato che la mia condizione fisica, contrariamente a quella mentale, mi ha sempre supportato, e continua a supportarmi splendidamente, ho continuato a lavorare. Nonostante questo impegno, o meglio, grazie ad esso, ho continuato a prendermi cura di questo blog con una certa assiduità. Dal giorno 7 di questo mese di ottobre, però, per ragioni condivise ed opportune, staziono temporaneamente a casa, giorno e notte, costretto ad accudire il miei possedimenti e gli animali stanziali che vi risiedono: due gatti, due cani e due figlie. Se sono soddisfatto, sereno, speranzoso, eccitato, ispirato, avvilito, impedito o in procinto di, ve lo spiegherò un po’ alla volta. Non voglio fare leva esageratamente sul vostro spirito d’assistenza.
Alla prossima – chissà quando.

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Presenza-assenza

Ditemi un po’, compagni, avete mai preso in considerazione l’eventualità, tra la gente che vi legge con una certa frequenza, dopo un vostro periodo di assenza prolungata, non preannunciata, insolita, che qualcuno possa porsi il quesito di che fine abbiate fatto? In un caso simile cosa fareste?
Io l’ho immaginata questa possibilità, relativamente alla mia persona, e questa cosa mi ha fatto riflettere. Io credo che in certe circostanze, più che in altre, certe reticenze siano inopportune. Sarebbe preferibile, ad esempio, in casi simili, per rispetto di chiunque abbia condiviso con noi gioie e dolori, per instaurare un clima confidenziale, per consolidare una certa intimità, di farlo partecipe anche di eventi della nostra vita quotidiana apparentemente poco meritevoli di una pubblica divulgazione, di cambiamenti sostanziali o non sostanziali, previsti o non previsti, limitanti o non limitanti. Sarebbe preferibile che non ci si ripresenti di punto in bianco, dopo un lungo periodo di silenzio, con un semplice saluto, come se ci fosse lasciati da poche ore, facendo leva sul fatto che tra noi regna la più assoluta libertà d’azione e di pensiero, senza il benché minimo condizionamento, ma che si offra spontaneamente una giustificazione, preferibilmente esaustiva e sincera, e per fare questo, delle volte, occorre far ricorso a delle premesse che rivelino dei nostri dettagli personali normalmente tenuti nascosti, tipo l’età, la professione o lo stato civile.
Buona giornata!

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Avviso ai lettori

napolitano

Nell’eventualità che qualcuno, tralasciando i contenuti dei miei articoli, dovesse trovare il mio stile di scrittura – chiamiamolo così -, per nulla accattivante, molto formale, poco scorrevole, privo di enfasi, quindi, assolutamente non idoneo a qualsiasi genere letterario, soprattutto narrativo, beh! sappia che ha tutta la mia approvazione. A mia discolpa, aggiungo, semplicemente, che se faccio ricorso a questa forma – un po’ meno nei racconti – è per esigenza di sintesi, per tentare di condensare nel minor spazio possibile il maggior numero di concetti, informazioni, ecc.. Nel rileggermi, a volte, molti dei miei post sembrano dei verbali dei carabinieri, pieni zeppi di termini tecnici e avverbi. I migliori assomigliano a dei discorsi di Napolitano. Si può dire che nel mio caso, più che il “Verbo”, “L’avverbio s’è fatto carne”, rispettosamente, ovviamente.

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WikimediaFoundation

Caro/a Tommaso,
Ti ringraziamo per il tuo inestimabile contributo nel diffondere la conoscenza per tutti in tutto il mondo.
Mi chiamo Lila Tretikov e sono la Direttrice Esecutiva della Wikimedia Foundation. L’anno scorso, donazioni come la tua hanno alimentato i nostri sforzi per estendere l’enciclopedia in 287 lingue e renderla più accessibile in tutto il mondo. Ci battiamo soprattutto per raggiungere coloro che altrimenti non avrebbero alcun accesso all’istruzione. Portiamo la conoscenza a persone come Akshaya Iyengar, che vive a Solapur, in India. Crescendo in questo piccolo villaggio dedito alla produzione tessile, ha utilizzato Wikipedia come fonte pricipale di apprendimento. Per gli studenti di aree come questa, dove i libri sono un’eccezione ma esiste l’accesso ad Internet, Wikipedia è fondamentale. Akshaya si è infine laureata in un college indiano e adesso lavora come ingegnere informatico negli Stati Uniti, e proprio a Wikipedia riconosce il merito di metà della sua preparazione.
Non si tratta di un esempio isolato. La nostra è una missione nobile e presenta grandi sfide. La maggior parte delle persone che utilizzano Wikipedia è sorpresa nel venire a sapere che è gestita da un’organizzazione senza scopo di lucro, finanziata dalle vostre donazioni. Ogni anno, riceviamo donazioni da un numero di persone appena sufficiente per mantenere l’insieme della conoscenza umana a disposizione di tutti. Grazie di rendere questa missione possibile.
A nome del mezzo miliardo di persone che legge Wikipedia, delle migliaia di volontari e dello staff della Fondazione, ti ringrazio per aver contribuito a mantenere Wikipedia online e senza pubblicità per quest’anno.
Grazie,
Lila

Lila Tretikov
Direttrice esecutiva,
Wikimedia Foundation
donate.wikimedia.org

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